Mancini: “Oggi vi svelo un solo titolare! Partita non decisiva, è ancora troppo presto. Icardi fuori? Tutto è possibile…”

Roberto Mancini, allenatore dell’Inter, ha parlato della gara di domani sera nella consueta conferenza stampa. Ecco quanto evidenziato da MondoNapoli:

Quanto è importante Napoli-Inter?
“Sarà una bella partita perché si incontrano le due squadre in testa alla classifica. È importante ma è presto, siamo alla 14esima giornata”.

Tutti vogliono giocare questi match.
“Vero, ma purtroppo si gioca sempre in 11”.

Prevede una partita come contro la Roma, accorti e con tanto sacrificio?
“In queste partite bisogna mettere tutto, accorti sicuramente quando si difende. Bisogna lavorare duro e attaccare in tanti per fare gol. Per vincere devi fare tutto il possibile fino alla fine”.

Icardi fuori?
“Tutto è possibile, ma oggi non vi do nemmeno quattro titolari. Perché credo sia giusto così, tutti devono essere presenti e pronti a giocare”.

Quanto vale questo match?
“Juventus, Roma e Napoli sono le più attrezzate per vincere e credo che sarà così alla fine. Andiamo a giocare uno scontro diretto per la prima volta in trasferta nel girone d’andata. Ma se perdiamo non cambia niente, siamo quattro squadre in un gruppo, tutte molto vicine. Sarà una bella lotta fino alla fine”.

La vittoria col Frosinone ha dato più fiducia al reparto offensivo?
“Era una di quelle partite difficili da sbloccare. È stata una partita che abbiamo condotto, un buon match”.

Ancora su Icardi: cosa deve imparare da Higuain?
“Gonzalo è più grande di diversi anni, ha un’esperienza internazionale che Mauro non ha. E’ troppo forte fare un paragone tra i due, sono anche due giocatori tecnicamente diversi. Mauro deve fare la sua strada passando anche per delle delusioni, ma alla fine diventerà un grandissimo giocatore e un grande goleador”.

In una partita come quella di Napoli si può badare di più al risultato che al gioco?
“Si può fare tutto in una partita così: un allenatore le pensa tutte per mettere in difficoltà gli avversari”.

Le formazioni sono sempre differenti: perché?
“Non lo faccio solo io, lo fanno in tanti. A meno che hai 11 fenomeni e giocano sempre loro, non puoi avere certezze assolute. E’ importante avere tutti i giocatori pronti”.

Che vantaggio avete a sapere da una settimana come giocherà il Napoli?
“Sarri ha delle certezze e delle sicurezze perché la squadra dalla quinta giornata in poi ha sempre vinto, quindi vuol dire che sono una grande squadra che si sta confermando. Vedremo domani sera. Sappiamo come giocano”.

Le dà fastidio che non si dica che l’Inter può vincere il campionato e che invece venga criticata?
“Non leggo molto, quindi sento qualcosa ma non sono infastidito. Ognuno è libero di pensare e giudicare quello che vede, ma non c’è alcun problema”.

Sente il “rumore dei nemici” che denunciava Mourinho?
“Dipende da noi, in realtà: se saremo bravi a confermarci, a lavorare e a migliorare”.

Ritrova Hamsik, che lei voleva già anni fa…
“Quando andammo a Brescia a visionarlo, avevamo l’opportunità di prenderlo: ci siamo andati vicini. Avevamo visto lui, Santacroce e altri giovani”.

Quanto conosce Sarri?
“Me lo ricordavo ai tempi dell’Arezzo, poi io ero all’estero e non ho seguito molto. Ma ero sicuro che agli allenatori bravi vada dato tempo: ha fatto benissimo all’Empoli e non è facile confermarsi in una piazza come Napoli”.

Il Napoli ha più qualità?
“Anche a noi ne abbiamo, dobbiamo però migliorare”.

Ogni giornata cambia formazione, siamo a 14…
“Per ora sono 13 (ride, ndr). Non è che cambiamo sempre tutti, 6-7 sono spesso gli stessi. Se faccio dei cambiamenti è perché ritengo che tutti siano pronti. Manca l’amalgama? No, ci alleniamo insieme tutti i giorni. Se trovassi un 11 ideale con garanzie, con grande dispiacere per gli altri lo schiererò”.

Ci dà qualche titolare?
“Handanovic!”.

Può essere un’idea la difesa a 3?
“È un’idea, certo (ride, ndr)”.

Il segreto della squadra sono gli attaccanti che corrono tanto e si sacrificano?
“Sono proprio i giocatori offensivi a dover dare una mano, con la Roma abbiamo avuto Ljajic, Perisic e Brozovic che hanno pressato per tutta la partita. Le squadre forti vincono se tutti collaborano. Così si sfiancano e sono meno lucidi? No, se abbiamo segnato poco è perché non siamo stati attenti, però le occasioni le abbiamo avute. Chi lavora per la squadra viene premiato con il gol”.

Per vincere un campionato è obbligatorio giocare bene o si può vincere anche giocando meno bene?
“Non so cosa voglia dire questa cosa, è molto soggettivo. Quelli che vincono lo fanno perché sono i migliori. Il risultato condiziona il parere finale”.

Mancini, lei ha buon feeling con il San Paolo: fece una doppietta con la maglia della Samp contro il Napoli l’anno dello scudetto blucerchiato…
“Fu un grande match, segnammo due gol nel recupero del primo tempo dopo che ci dominarono”.

Chi temete di più?
“Sono una squadra completa, si può dire Higuain perché è un campione. Ma sono in tanti quelli forti”.

Risultato finale come quello con la Roma?
“Speriamo! Ci saranno momenti di sofferenza, quando attaccano mettono tutti in difficoltà. La stessa cosa proveremo a farla anche noi”.

Fonte: SportMediaset

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