L’Analisi – Sarri come Beethoven nonostante la caccia alle streghe

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Continua il testa a testa tra Napoli e Juventus. Sempre più avvincente il duello che siamo certi si protrarrà fino a fine Aprile, giorno dello scontro diretto.

Il Napoli supera senza problemi la Spal al San Paolo. Tre punti conquistati con il freno a mano tirato, senza grossi rischi. Una vittoria di misura che porta la firma del suo uomo in più in questo periodo, AlemAllan. Si perché ormai i paragoni del numero 5 azzurro con il centrcampista protagonista di Coppe e scudetti azzurri, si sprecano. Sarri ha creato con lui e Callejon, oltre ad Hysaj, una caetna di destra che sta facendo benissimo. Il Napoli ha spostato il suo baricentro che prima pendeva solo sul lato di Ghoulam. Una metamorfosi che è durata un po’ ma che ha dato anche tempo a Mario Rui di prendere forma ed entrare nei meccanismi di squadra al 100%. Oggi più di prima il Napoli riesce a giocare con pericolosità su entrambi i lati e questa va vista come una evoluzione importante che regala così agli azzurri una imprevedibilità tattica che prima forse non aveva.

La vittoria di ieri è da ritenersi storica perché rappresenta la nona consecutiva in stagione, mai successo prima nella storia azzurra. Sarri come Beethoven, suona la nona e la sua è una sinfonia orecchiabile a tutti tranne che a quelli che ripetutamente cercano la caccia alle streghe in una stagione che sta andando oltre ogni immaginazione. Si viaggia a ritmi mai visti in nessun campionato della storia della Serie A e anche di quella recente europea (guardando alle sfide Real-Barcellona). La Juve di Conte corse da sola ai 102 punti, mentre qui sia Napoli che Juve “rischiano” di arrivare al muro dei 100, superarlo e non essere certi di chi vincerà il campionato alla fine. L’Europa League è stata coscientemente lasciata andare e ad oggi nessuno può pensare che con questa rosa e con questi impegni ravvicinati ci si possa permettere di affrontare questo impegno se poi la testa è solo e unicamente al campionato.  Non ce ne voglia nessuno, ma non ci si può nascondere dietro ad un dito. Sarà un limite del tecnico o della società incapaci di gestire i tre fronti? Forse si, ma forse anche no secondo noi. Si tratta di essere obiettivi e consapevoli. La stessa Juve sta tirando la carretta e sta subendo infortuni su infortuni e rischia seriamente di uscire dalla Champions che, sebbene non lo ammetteranno mai, era il loro obiettivo principale ad inizio stagione dopo due finali in tre anni. Il vantaggio bianconero è l’aver a disposizione un parco giocatori molto ampio da riuscire a sopperire anche ad assenze illustri. Il Napoli ha 14 giocatori, forse 15 non di più che ruotano in modo soddisfacente nello scacchiere attuale e Sarri ne è ben consapevole, così come i giocatori stessi che hanno sin dal primo giorno in testa la conquista del tricolore a Maggio.

Punto dopo punto, sorpasso dopo sorpasso, il Napoli, giocando sempre dopo i bianconeri, non si è lasciato mai intimorire e ha tenuto bene sia mentalmente che fisicamente. La parentesi con il Lipsia va considerata tale e non ritenuta un campanello di allarme. Già ieri contro la Spal si è visto che gli azzurri, dopo il primo gol, hanno gestito le energie, forse anche troppo, vedendo che l’avversario non impensieriva più di tanto la retroguardia. E’ questo l’aspetto su cui bisogna lavorare e tanto. Perché sono queste situazioni che possono diventare l’unico vero pericolo per il Napoli.

Il Napoli non deve avere paura della Juventus, ma solo e unicamente di se stesso. Perché non può permettersi alcun calo di tensione da qui a Maggio o meglio da qui alla gara dell’Allianz contro la Juventus di fine Aprile. Ci saranno ancora tanti ostacoli davanti ad iniziare dalla prossima sfida al Sant’Elia contro un avversario che cerca sempre motivazioni contro gli azzurri per rivalità storica. Per seguire con la sfida al San Paolo con la Roma e poi nei prossimi due mesi anche le sfide a San Siro con le due milanesi. Non c’è tempo di rifiatare ma solo di scaricare la tensione e guardare gara dopo gara come una finale. La cosa principale è che Sarri e i suoi ragazzi stanno facendo davvero una stagione straordinaria che va conclusa senza assilli e senza pressioni perché sarebbe ingiusto caricare di aspettative e responsabilità una squadra che sta andando oltre i suoi limiti e contro ogni più rosea aspettativa. Ogni settimana che passa è un tassello in più, ne mancano 13 per completare un puzzle che può avere la forma tricolore ma anche quella di un grande cuore azzurro che tutti, nessuno escluso, sta mettendo in campo per raggiungere l’agognato obiettivo finale.