ESCLUSIVA MN – L’ex azzurro Massimiliano Esposito ai nostri microfoni: “Essere napoletano e giocare a Napoli effetto unico! In campionato..”

Direttamente ai nostri microfoni ha parlato l’ex giocatore del Napoli Massimiliano Esposito.

L’arrivo al Napoli:

“Io ho girato tanto durante la mia carriera, ma gli anni trascorsi a Napoli, seppur con una dirigenza al limite dell’esistenza, sono stati anni per me importanti, avendo avuto la possibilità, il piacere, e l’onore di giocare per la mia città. Giocare per Napoli e per i napoletani e vivere i momenti che ha vissuto un certo Maradona fa un certo effetto.

Il rapporto con i napoletani per un giocatore napoletano:

“I napoletani si aspettano tantissimo da tutti, soprattutto dai napoletani. Ai miei tempi di napoletani eravamo tanti come Taglialatela, Caccia.. Sapevamo che nei momenti di difficoltà potevamo essere presi di mira, ma eravamo consapevoli che con una buona prestazione si tornava alla “normalità”. Insigne è cresciuto tanto, è maturato! Sono contento di non vederlo più fare scene come è accaduto in passato da ragazzino capriccioso. Le bandiere in una squadra ci vogliono. Paolo Cannavaro è stato un esempio, aveva contro una doppia lama essendo sia napoletano che fratello di Fabio, sono tutte cose che pesano. Ma con la sua calma è riuscito ad incidere e trasmettere a tutti il senso di appartenenza verso la città.

Sul campionato:

“In questi giorni ho letto articoli di giornali molto azzardati, che davano già la Lazio fuori dalla corsa scudetto. Ma il campionato è ancora lungo, i punti di distacco sono solo tre, e con una vittoria si recupera tutto. Siamo in una situazione particolare, mai vissuta, i calciatori vengono da un periodo di inattività e i ritmi non sono altissimi. Col passar del tempo le temperature saranno sempre più alti ed è impossibile fare un pronostico. Secondo me ora la classifica va ribaltata. Con i 5 cambi c’è una rivoluzione, riparti dall’inizio, sono della armi in più per l’allenatore, ma con il lockdown comunque si è livellato tutto. Bisogna capire se questi 5 cambi alla lunga possono ritenersi utili o meno.”

Sulla ripresa del Napoli e la coppa vinta:

“Il Napoli con l’arrivo di Gattuso ha dimostrato di aver trovato un certo equilibrio e una certa compattezza di gruppo, quindi credo che anche se non ci fosse stato il lockdown il Napoli ci sarebbe arrivato comunque in finale. Mentre riguardo la partita contro la Juventus, poteva esserci una partita più combattuta, mentre abbiamo assistito ad un Napoli più pronto rispetto ai bianconeri.”

Come il Napoli 1996-97 affrontò la retrocessione e la Coppa Italia persa contro il Vicenza:

“Ci sono delle cose che vengono fatte dalla sera al giorno, e non hai nemmeno il tempo di realizzare o di protestare. La gestione della situazione di una società praticamente inesistente è costata cara. Rispetto ad all’ora, questa società è molto più organizzata rispetto ad una situazione che era allo sbando. Era una coppa che potevamo sicuramente portare a casa. La gestione verso Simoni fu pessima e ciò costò caro a noi e alla tifoseria”

Sulla parentesi Beach Soccer:

“Sicuramente è stata un’esperienza simpatica, Mi ha permesso di acquisire esperienza in uno sport di cui ero totalmente allo scuro. Dopo sono diventato anche allenatore della Nazionale. Essendo il Beach Soccer uno sport vicino al calcio a 5, ho imparato anche nuove allenamenti che possono essere riproposti nel calcio, dunque unmodo per capire quanto fare l’allenatore sia nelle mie corde”