Ed è già Europa League: un Napoli da leggenda per riscrivere la storia…

Si dice: “Verona” e si pensa all’amore, a Sheakspeare ed ai sonetti di un storia diventata un cult del teatro romantico-drammatico.

Quel romanticismo che accompagna i tifosi del Napoli in tutta Italia, specie nella fredda Verona in un pomeriggio d’Aprile. Quel dramma che sta affrontando il Napoli nell’ultimo periodo: campionato quasi ipotecato col secondo posto ed un obiettivo concreto come l’Europa che ora pone gli azzurri davanti ad un imperativo: battere al San Paolo l’Arsenal.

Al Bentegodi non si è visto il miglior Napoli, ma sicuramente una squadra reattiva, che ha saputo mettere da parte la nefasta spedizione londinese. Non era facile, ma era fondamentale mettere a referto altri tre punti. Tuttavia, se dal punto di vista dell’atteggiamento, gli azzurri sono stati da subito decisi, non si può dire lo stesso per la prestazione: ancora un palleggio poco fluido e poco rapido, ma migliore rispetto alle apparizioni di Empoli e Genova. Gamba, testa ed aspetto tecnico, sono elementi imprescindibili per l’impresa di giovedì, dove tutto dovrà essere perfetto.

Perfetto, come la partita di Koulibaly oggi. Sicuramente Meggiorini e Stepinski non sono avversari scomodi per il buon Kalidou, ma tralasciando l’eccellente impiego difensivo, il colosso franco-senegalese torna al gol, segnando la sua prima doppietta in A. Quasi un anno dopo, 357 giorni dopo l’ultima volta. Chi c’era ricorderà la partita, ricorderà per cosa si giocava, ricorderà come arrivò quella vittoria. Kalidou saltò per riaccendere un sogno. Ma quella storia, proprio come avrebbe voluto Sheakspeare, non poteva finire a lieto fine. Quel gol non servirà a nulla se non a far sognare. D’altra parte, un sognatore è solo un bambino che non ha smesso mai di credere ai miracoli. Koulibaly, un anno dopo, proprio dopo una doppietta, lancia la sfida all’Arsenal: “Vogliamo la semifinale e possiamo dimostrare di giocarcela contro chiunque”. Più di un sogno nel cuore. Questa volta si parla di fatti concreti e l’impresa si percepisce.

Lo chiede a gran voce la città. Lo chiedono coloro che si sono accaparrati il biglietto per un San Paolo che sarà sold-out. Lo chiedono tutti. Ancelotti, i ragazzi, nessuno si è sbilanciato, ma questo Napoli sembra nascondersi come un accanito giocatore di Poker che ha il Jolly in mano. Ed è proprio la consapevolezza che ha caratterizzato il cammino della squadra partenopea durante la stagione, lo dimostrano le partite contro PSG, Liverpool. Proprio quelle notti Champions, dove a brillare erano le stelle più luminose.

Se Verona è la città dell’amore, Napoli è anche quella delle leggende. Una città piena di storia. Una storia che passa dai Greci ai Romani, dagli Angioini ai Borboni ed Aragonesi. Una città storica insomma, capitale del Sud Italia, ma ad oggi tanto bella quanto complicata nelle sue vicissitudini.

Eppure Napoli è da tempo che non assapora il gusto di un trofeo, che sia uno scudetto o una Europa League. “Chi ama non dimentica”, è il motto di molti tifosi. E proprio chi ha amato non può dimenticare cosa successe in quelle notti del 1989. Altri tempi, altri uomini. C’era un certo Maradona che seminava il panico tra le difese di Bayern Monaco, Juventus, Stoccarda. Oggi il top player del Napoli siede in panchina, si chiama Carlo Ancelotti, ma questa è un’altra storia.

A proposito di storie, la domenica azzurra è appena passata, ora c’è da scrivere il secondo atto di un capitolo iniziato male, ma che merita il finale migliore. Riflettori al San Paolo, sotto il cielo stellato di Napoli è già Europa League. Napoli è pronta, il Napoli anche…