Dall’esile “Flaco” all’invalicabile K2: il Napoli ha una sicurezza in più

Molti storsero il naso quando arrivò silenziosamente a Napoli. E tanti lo avranno storto sapendo che sarebbe stato lui il sostituto di Fernandez, reduce da un’ottima stagione grazie all’impiego continuo che Rafa gli ha permesso.

Ventitré anni e un fisico che farebbe intimorire qualsiasi avversario. Un gigante buono ma con la personalità di un grande giocatore. Kalidou Koulibaly, il “K2” napoletano, non pensava forse di diventare fondamentale già da subito per la difesa azzurra. Eppure è sempre presente, quasi scontato il suo inserimento negli undici da titolare, anche perché in quel reparto di certo non ci si può permettere un vasto turnover.

Ha già assaporato l’emozione delle grandi sfide, prima nelle amichevoli d’eccezione contro Barcellona e PSG, poi nello sfortunato preliminare Champions, sentendo per la prima volta nella sua vita quella musichetta tanto amata dai napoletani, così l’esordio in campionato e in Europa League, disputata l’anno scorso con il suo ex Genk.

Ma qui è tutt’altra cosa, la piazza è molto diversa, le ambizioni pure. Dà tutto sé stesso e non ha paura ad osare, a volte troppo repentino nelle scelte, altre volte, grazie alla bravura e all’intelligenza di cui è dotato, si prende gli applausi del suo pubblico e una pacca sulla spalla da mister Benitez, il quale ha creduto sul giovane francese dal primo istante.

Una trattativa nata già lo scorso inverno e portata avanti per mesi. Un’occasione così non poteva di certo rifiutarla e non ha esitato un attimo per apporre la firma sui chilometrici contratti azzurri. Una piccola sicurezza in più in difesa, un punto di forza sui calci piazzati grazie ai centonovantacinque centimetri. La sua crescita è appena iniziata, ma la volontà di far bene è tanta.

Il futuro parla francese, ma presto imparerà il napoletano.