Parola Chiave: FEBBRE

Altra vittoria per gli azzurri e sono dieci in undici gare di campionato. La vetta ormai consolidata e la febbre sale in città per un obiettivo ormai evidente e sognato da tutti.

Un febbre da Scudetto che è salita sempre di più in questi giorni dopo le vittorie con Genoa e Sassuolo e che si sta trasformando anche in una febbre Champions. L’arrivo del City di Guardiola al San Paolo è il preludio di un match che si preannuncia spettacolare come quello dell’andata con la speranza di un esito favorevole alla squadra di Sarri. Un Sarri che combatte con la febbre, quella vera, che lo ha costretto a concedersi solo per poco tempo ieri in sala stampa senza la stancante girandola nelle TV.

Viste le premesse, la parola chiave di questa settimana non poteva che essere: Febbre

F come Faouzi Ghoulam. Il terzino algerino è ormai un punto fermo di questa squadra e il suo rinnovo appare imminente. Ghoulam è cresciuto quest’anno tantissimo. Sembrano ormai finite nel dimenticatoio le sue diagonali sbagliate e i suoi errori grossolani sia dell’era Benitez che di quella del primo Sarri. Faouzi è cresciuto non solo tatticamente ma anche tecnicamente visto che ormai gioca non solo di sinistro ma anche di destro. Emblematico il suo gol a Ferrara che è valso tre punti o alcune incursioni in area avversaria come ieri nelle quali di destro ha servito un assist alla Insigne a Callejon e colpito al volo un palo su azione d’angolo.

E come Europa. La Champions è alle porte. L’arrivo del City al San Paolo riporta alla mente le grandi serate europee come quella con il Real Madrid. L’Epilogo sperano in tanti sia differente. La presenza dell’arbitro Brych con cui gli azzurri vinsero lo sconsro anno contro il Benfica è di buon auspicio. Anche solo un punto per gli azzurri sarebbe fondamentale per alimentare le speranze di qualificazione agli ottavi ed evitare una “faticosa” retrocessione in Europa League. Tutto, però, sarà deciso quasi certamente con il match di fine novembre, sempre al San Paolo contro lo Shaktar.

B come Bugie. Quelle che Sarri ammette di dire alla stampa. Simpatico siparietto ieri in conferenza stampa in cui il tecnico azzurro si è presentato visibilmente abbattuto per la febbre che lo ha colpito in questi ultimi giorni. Le sue parole, per sua stessa ammissione, sono spesso non veritiere in quanto a volte sono messaggi alla squadra che lui vuole volutamente tenere sulla corda. C’è chi taccia Sarri di essere un pessimo comunicatore ma l’uscita di ieri forse dovrà far ricredere molti e dargli stavolta la palma di fine e furbo comunicatore. A volte c’è sempre da imparare.

B come Benevento. Una breve parentesi per la squadra campana che rappresenta l’altro lato della medaglia del calcio nostrano. La squadra di Vigorito è ormai la cenerentola di questo campionato, ferma ancora a zero punti dopo undici gare, e spera di riuscire in una rimonta salvezza come fu quella riuscita del Crotone o sfiorata di Carpi e Frosinone di alcune stagioni fa. Domenica prossima i giallorossi saranno di scena all’Allianz Stadium contro la Juventus. Gara proibitiva ma alcune stagioni fa il sopra citato Frosinone strappò un punto ai Campioni d’Italia iniziando la sua rimonta in campionato. Chissà che la cosa non riesca anche a loro facendo anche un favore al Napoli. Sognare non gli costa nulla.

R come Rinnovi. Non solo quello di Ghoulam. Altri due azzurri dovrebbero presto legarsi a lungo al progetto azzurro per volere del tecnico Maurizio Sarri e con il benestare di Aurelio De Laurentiis. Si tratta di Allan e Chiriches. Il primo è ormai un punto fermo del centrocampo azzurro e sta vivendo in questo avvio di stagione un momento d’oro arricchito da due reti. Il nazionale rumeno, invece, è un prediletto di Sarri. Nonostante le amnesie che spesso lo contraddistinguono, Chiriches si fa sempre preferire agli altri compagni di reparto (Tonelli e Maksimovic) come prima scelta sia a destra che a sinistra per sostituire Albiol o Koulibaly.

E come Esecuzione. Quella di Mertens con il Genoa lo scorso mercoledì è stata un’autentica pennellata degna di essere esposta nei maggiori musei internazionali. Dal lancio di Diawara allo stop ed esecuzione del Belga passano pochi secondi che racchiudono tutta la tecnica e la qualità di questo giocatore che ormai ha trovato nel ruolo di centravanti una seconda giovinezza. Crediamo non smetterà mai di ringraziare Higuain per avergli lasciato il posto, peccato solo che la sua consacrazione passi anche per lo sfortunato infortunio di Arek Milik.