Parola Chiave: USCITA

La clamorosa estromissione della Nazionale Italiana dal Mondiale di Russia 2018 tiene banco più del prossimo turno di Campionato. Il calcio italiano ne esce massacrato e ora è il momento di trovare rimedi veri che aiutino a far ripartire il sistema.

Jorginho e Insigne le due facce della serata di San Siro che ha visto l’Italia uscire malamente e non qualificarsi dopo sessant’anni ad un Mondiale. Molti si sono chiesti il perché Ventura non avesse fino ad oggi convocato il regista ad azzurro che è stato tra i più positivi in una gara da mandare agli annali solo per l’epilogo negativo. Insigne invece mestamente tenuto in panchina per scelta forse tecnica, nonostante alcuni giocatori della Nazionale, tra cui De Rossi, ne sollecitassero l’impiego.

Proviamo, con la parola chiave di questa settimana, che è USCITA, a capire le ragioni di questa disfatta.

U come Ultima. Quella di ieri è stata l’ultima gara in maglia azzurra per molti calciatori della Nazionale, tanti dei quali campioni del Mondo nel lontano 2006 in Germania. Buffon, Barzagli e De Rossi, tre protagonisti della cavalcata di Berlino, hanno detto addio alla maglia azzurra e altri come lo juventino Chellinistanno pensando di fare lo stesso. Servirà trovare nuovi leader per ricostruire una Nazionale di nuovo vincente.

S come SVentura. Ormai è questo il nuovo nome del CT azzurro. Non è un cambio sulla panchina ma un cambio di nome per lo sventurato CT Giampiero Ventura che ha vissuto questi due anni tra critiche feroci e nella confusione tattica più completa. Erano sessantanni che l’Italia non subiva un’esclusione dal Mondiale e purtroppo Ventura sarà ricordato nella storia azzurra non per i trionfi ma per questa sua nefasta storia. Ci si aspettava di fare il paly off visto che la Spagna avrebbe dominato il girone, ma uscire contro la Svezia era quasi utopia e invece adesso è realtà.

C come Cambio. Serve adesso un cambio generazionale al gruppo azzurro. Tanti dei ragazzi ieri in lacrime sanno che era per loro, nel pieno della maturità calcistica, l’anno giusto per consacrarsi. Il Mondiale ha portato sempre alla ribalta calciatori inaspettati come i vari Paolo Rossi, Schillaci, Materazzi che hanno segnato le notti magiche azzurre. Ci vorrà un lavoro certosino della Federazione con l’aiuto delle squadre di club per far crescere nei vivai i campioni del mondo del futuro.

I come Insigne. Ne esce con il morale sotto i tacchi il folletto azzurro. Ben diversa la serata rispetto a quella di Jorginho che quantomeno ha provato a dare il suo contributo. A Lorenzo questo non è stato concesso. Non si capisce se per “dispetto” o reale inaccettabile scelta tecnica del CT azzurro. Sta di fatto che adesso dovrà attendere altri 5 anni, forse per un Mondiale. Non gli resta che dedicarsi “anema e core” al suo amato Napoli e prendersi con la maglia azzurra napoletana le migliori soddifazioni nel 2018, che potrebbero valerli più gloria della partecipazione al Mondiale.

T come Tavecchio. Lui, più di tutti, il maggiore responsabile della disfatta azzurra. Ci si aspettava le sue dimissioni come fu per Abete dopo l’eliminazione ai gironi in Brasile. E con lui quelle del CT e dei suoi più stretti collaboratori come Uva e Ulivieri. Probabilmente non sarà cosi visto che la poltrona se la terrà ben stretta. Sarebbe utile forse l’azione del Coni e di Malagò almeno per commissariare la Federazione. C’è da mettere in atto riforme vere e non le solite messe in scena per salvare la poltrona di pochi eletti.

A come Ancelotti. Forse è lui il tecnico adatto a far ripartire la Nazionale. Ha vinto in tutta Europa con le squadre di club rappresentando sempre l’Italia al meglio. Ha l’esperienza sia in squadre di club di alto livello sia come tecnico che come giocatore ed è cresciuto con maestri di calcio come Liedholm e Sacchi. Il suo carisma e la sua competenza potrebbero essere un modo per riavvicinare gli italiani alla Nazionale ma anche per rifondare calcisticamente il sistema.