PAGELLE MN – Difesa da horror! Male Zielinski, si salvano Demme e Mario Rui

Il Napoli non riesce a dare continuità alle sue prestazioni e cade in casa contro il Lecce in una partita molto discussa. Di seguito, le pagelle del match:

OSPINA 5.5 – Male nella respinta sul tiro che porta al vantaggio salentino, incolpevole (o quasi) sul colpo di testa di Lapadula e sulla punizione magistrale di Mancosu. Si riscatta in parte con un gran colpo di reni su Barak

DI LORENZO 5 – Tornato nella sua posizione naturale a destra, ci si aspettava una prova di sostanza, invece abbiamo assistito ad una delle sue peggiori prestazioni stagionali. Spesso in ritardo in difesa, errore in marcatura su Lapadula nell’occasione del 2-1. Praticamente nullo in avanti

MAKSIMOVIC 5.5 – Rientra dopo l’infortunio, e il periodo di inattività si fa sentire. Il centrale 28enne risulta lento nelle letture e macchinoso nelle uscite, ma non è particolarmente colpevole sui goal

KOULIBALY 5 – Anche lui al rientro da un lungo infortunio: purtroppo sembra che la musica non sia cambiata. Il KK versione “muro” che abbiamo ammirato in questi anni sembra un lontano parente del difensore spaesato, e a tratti svogliato, di oggi

MARIO RUI 6 – Il migliore del pacchetto difensivo. Grinta e cattiveria nelle chiusure, quantità e buoni cross (non sfruttati dai compagni) quando si sovrappone sulla sinistra

LOBOTKA 6 – Partita senza fama e senza gloria per l’ex Celta, che si limita ad un lavoro orizzontale in mezzo al campo. Sostituito all’intervallo (dal 46′ MERTENS 6.5 – Entra in campo e spacca la partita con l’assist per Milik, prova a rendersi pericoloso con fortune alterne per il resto della partita)

DEMME 6.5 – Metronomo del centrocampo azzurro, ennesima prestazione convincente (ed ennesimo cartellino giallo) per lui. Propizia il goal di Callejon con un bel filtrante alto

ZIELINSKI 5 – Il centrocampista slovacco non ha intenzione di scendere dall’altalena: dopo la buona prova di Marassi, oggi è ritornato in modalità “fantasma”. Sbaglia un goal fatto ad inizio gara, in seguito scompare dalle azioni offensive del Napoli

POLITANO 5.5 – Primi minuti convincenti con buoni spunti in avanti e un ottimo fraseggio con i compagni, poi inizia ad intestardirsi nel dribbling e finisce per perdere puntualmente il pallone (dal 62′ CALLEJON 6.5 – Torna al goal dopo un’infinità di tempo, e che goal! L’auspicio è che questo possa essere un nuovo punto di partenza per lo spagnolo, autore fin qui di un campionato giocato su livelli molto bassi)

MILIK 6 – Si divora un goal di testa nel 1° tempo, rischia qualcosina anche sul pareggio ma alla fine la insacca. Il rigore che arbitro e VAR gli negano ha dello scandaloso. Per il resto, qualche sponda fuori dall’area e poco più

INSIGNE 6 – Solita prestazione di sostanza da parte del capitano, sfortunatissimo nel 1° tempo con il palo, ma colpevolmente poco freddo a tu per tu con il portiere avversario prima di lasciare il campo. Protagonista in positivo nell’azione del pareggio azzurro (dal 75′ LOZANO 5.5 – Spreca malamente il potenziale 2-2 nei minuti finali calciando addosso a Vigorito)

GATTUSO 5.5 – Com’è giusto dare a Rino i meriti di aver rivitalizzato una squadra, è giusto assegnargli i demeriti di una sconfitta a dir poco inaspettata. Una prima mezz’ora di gara assolutamente dominata dal Napoli, solo sfortuna e poca lucidità sotto porta hanno fatto sì che si andasse a riposo con 0 goal segnati (poi è addirittura arrivata la beffa dello svantaggio). Nel secondo tempo il Napoli ha lasciato troppi spazi al Lecce, che ripartiva con facilità e andava spesso e volentieri al tiro; tutto ciò lascia presupporre una cattiva comunicazione tra i reparti. Capitolo cambi: azzeccati quelli di Mertens e Callejon, che hanno provato a dare una scossa al match rispettivamente con assist e goal, sbagliato l’inserimento di Lozano in luogo di Insigne, che pur avendo fallito l’occasione del pareggio sembrava essere sempre in palla al momento di gestire la sfera. È vero, verissimo, che la gara sia stata inevitabilmente condizionata da un un arbitraggio più che rivedibile, ma in un San Paolo quasi sold out ci si aspettava un Napoli arrembante e cinico, e non un Napoli disattento e sprecone.