L’analisi – De profundis azzurro e la sindrome d’albergo

La sconfitta dell’Olimpico apre inesorabile una voragine nel Napoli dopo le tante crepe delle scorse settimane. Adesso serve una scossa altrimenti si rischia una stagione fallimentare.


Le testa degli azzurri si è fermata al 90’ di Napoli Atalanta dopo le polemiche per il mancato utilizzo del VAR nell’episodio del rigore su Llorente e non solo. Il carattere che ci aspettavamo da questo gruppo non è uscito di fronte alle avversità e la sconfitta contro la Roma risucchia il Napoli nella bagarre per un posto in Europa mettendo gli azzurri a meno undici dalla vetta dopo altrettante giornate. Siamo a meno di un terzo della stagione ma il tracollo in campionato di queste ultime settimane e le 3 sconfitte in 11 gare mettono il Napoli fuori dai giochi per le prime posizioni e a rischio anche per un posto in Europa.

Ci si può appellare a tutto: pali, traverse, gol mangiati e decisioni avverse. Sta di fatto che gli azzurri non hanno però mai dimostrato, specie in questa ultima gara dell’Olimpico, di avere il carattere per combattere gli episodi avversi. Non era questa la pecca di un gruppo che con Sarri crollò sul finale perdendo lo scudetto in albergo e che invece con Ancelotti doveva crescere sotto questo aspetto dandogli una nuova mentalità? Così non sembra perchè è bastata la gara contro l’Atalanta e le decisioni dubbi del sig.Giacomelli a creare una voragine nelle crepe caratteriali degli azzurri. Nervosismo di tutti, specie di quei giocatori da cui ti aspetti il salto di qualità. Lo stesso Insigne lo ammette a fine gara e per la Roma è stata vita facile. Solo per 20’ gli azzurri hanno provato davvero a fare la gara grazie alla scossa data dal più giovane del gruppo, Meret, che parando il rigore di Kolarov, ha dato nuova speranza agli azzurri che, seppure sotto di un gol, si sono rimboccati le maniche provando a ribaltarla. Ma le occasioni mancate condite da traversa e palo nella stessa azione di Milik prima e Zielinski dopo, hanno restituito nella ripresa una squadra nuovamente abulica che ha subito, con l’ennesimo rigore contro (netto il fallo di mani di Rui), il secondo gol rischiando la goleada. La rete di Milik, quarta in tre gare, ha solo ammorbidito la disfatta. Peccato perchè il Napoli di Coppa, appare squadra più quadrata e meglio equilibrata rispetto a quella senza mordente e distratta che si presenta in campionato. Non si può negare che gli evidenti errori arbitrali possano aver risvegliato negli azzurri quel senso di delusione e rabbia vissuto nell’albergo di Firenze più un anno e mezzo fa ma è anche vero che questo gruppo dovrebbe aver capito che per poter vincere deve andare oltre tutto questo. Ancelotti disse proprio che il suo principale compito sarebbe stato quello ed invece ad oggi rivediamo gli stessi peccati originali che da anni affliggono il Napoli.

È ora di crescere ed è ora di tapparsi le orecchie e non ascoltare più la frenesia di un ambiente deluso o meglio disilluso da quanto accade intorno agli azzurri. È ora di compattarsi e fare quadrato. Magari facendo un ritiro non punitivo ma per concentrarsi lontano dalle polemiche. Inutile protestare perchè i risultati sono sotto gli occhi di tutti. A lamentarsi del VAR si finisce vittima. Quindi che si lavori nelle sedi opportune per cambiare le cose e che si lasci al campo e al lavoro lo spazio che merita. Le polemiche devono restare fuori dallo spogliatoio azzurro e il gruppo deve togliersi di dosso le paure e le scorie. Ad iniziare da martedì per chiudere subito la pratica Champions per poi dedicarsi e concentrati fino a Febbraio sul campionato ma soprattutto sul lavoro per iniziare a ritrovare qualità e serenità.

Ancelotti deve mettere tutta la sua esperienza al servizio del gruppo e fare anche lui un passo indietro e un mea culpa per aver provato a forzare un salto di qualità forse non tenendo conto di alcune ferite che andavano ben curate e non lasciate a rimarginarsi da sole. Con Salisburgo e Genoa si chiederà un grande sforzo alla squadra e tanta pazienza ai tifosi per poi usare al meglio la sosta per ritrovare le forze mentali più che fisiche e provare a fare cose più semplici per migliorare i risultati e ridare fiducia a tutto l’ambiente. L’obiettivo Champions in campionato non può essere fallito e ci sono ancora la Coppa Italia da poter vincere e il prosieguo del cammino in Champions da onorare. Siamo solo ad inizio Novembre e non si può già recitare il de profundis a questo Napoli.