L’Analisi – Le strane coppie e il serafico Carlo

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Nonostante il massiccio turnover il Napoli vince, convince e tiene la scia della Juventus concedendosi una sosta serena.
Chi si aspettava un calo di tensione del Napoli dopo gli elogi post Champions è rimasto a bocca asciutta. Passare dal Liverpool al Sassuolo non era certo facile dal punto di vista mentale, senza nulla togliere alla squadra di De Zerbi autentica rivelazione di questo inizio di stagione. Ancelotti ha gestito il gruppo nel migliore dei modi concedendo anche il riposo a molti dei “guerrieri” di mercoledì come Hamsik, Callejon, Insigne e Allan e lanciando nella mischia le “strane coppie” tra difesa attacco e centrocampo. La squalifica di Mario Rui e gli infortuni di Luperto e del lungodegente Ghoulam non lasciavano che le scelte obbligate di Malcuit a destra e Hysaj a sinistra che non sfigurano affatto. In attacco, oltre alla consueta staffetta Mertens-Milik c’è riposo per Insigne, che non vedeva la panchina dal lontano Dicembre 2017, per far spazio in avanti ad Ounas come spalla del belga nel ruolo consueto di Lorenzo. Pronti via e il franco algerino confeziona la rete, prima in A per lui, che spiana la strada alla vittoria azzurra e fa fischiare qualche orecchio oltremanica. Praticamente inutilizzato lo scorso anno, Ounas con Ancelotti sta dimostrando finalmente tutto il suo valore.
Ma le novità non finisco qui perché le ultime coppie strane sono quelle che propone a centrocampo il mister azzurro. Diawara e Rog si travestono da Hamsik e Allan e ai loro lati agiscono Zielinski e Verdi, apparsi però troppo imprecisi e da rivedere prossimamente. Tantissime novità rispetto al passato che non stravolgono nel complesso il rendimento della squadra azzurra che, alla fine della prima frazione, avrebbe potuto chiudere con un punteggio molto più rotondo. Ci ha dovuto pensare Insigne nel finale con un eurogol dalla sua mattonella preferita a chiudere i conti. Porta ancora blindata per gli azzurri ma stavolta per grande merito di Ospina, novello Garellik, che con due interventi strappa applausi ha tenuto la porta inviolata.
Come dopo la splendida gara contro i vice campioni d’Europa, non si può anche dopo questa vittoria, che celebrare il serafico Carlo Ancelotti. Il tecnico ha trasmesso tranquillità e consapevolezza a questa squadra facendo sentire tutti partecipi del progetto e tutti importanti e determinanti allo stesso tempo. Chi pensava che Ancelotti fosse venuto a Napoli a “svernare” o a prendersi una ricca pensione, ha invece dovuto ampiamente ricredersi e fare mea culpa di fronte ad un grande professionista con tanta fame di vittoria e che con la sua seraficità sta dando al Napoli una forza in più che in passato era mancata per il passo finale. Magari quest’anno questa qualità in più potrà essere l’arma per riempire la bacheca azzurra con i trofei che mancano e non crogiolarsi solo nei numeri da record che tanto hanno fatto crescere il fatturato e il valore dei singoli calciatori ma senza regalare la gioia di una vera vittoria ai propri tifosi.
Ora la benedetta sosta, per molti ma non per tutti, perché le Nazionali chiamano e molti azzurri, più della scorsa volta, dovranno rispondere obbedisco alle proprie federazioni di appartenenza in attesa del tour de force di Novembre dove le sfide contro l’ex Cavani saranno nell’occhio del ciclone.