FIORI DI PRIMAVERA – Ecco Antonio Granata, il capitano “azzurrino” con le idee già chiare sul futuro

O Capitano, mio capitano“: no, non stiamo parlando di Marek Hamsik ma del suo, probabile, erede fra qualche anno.
Lui è Antonio Granata, nato il 20 gennaio del 1997. È cresciuto a Qualiano, vicino Napoli, con un’unica passione: il calcio.

Ha iniziato, infatti, molto piccolo a praticare questo sport, precisamente a 6 anni, presso la scuola calcio del suo paese, la Ardor Qualiano. A quell’età non si sa bene quale ruolo possa appartenerti, iniziando come centrocampista. Dopo due stagioni passò alla scuola calcio Ciccio Foggia. Granata intanto crebbe, il fisico imponente spinsero il suo mister a provarlo come difensore, capendo così che sarebbe stato quello il suo ruolo prediletto.

Ad undici anni la svolta importante nella sua vita: a seguito di vari provini, fu proprio lo scouting del Napoli a prelevarlo, cominciando così il lungo e decisivo percorso in maglia azzurra. A stupire furono, in particolare, le caratteristiche fisiche e quelle tattiche, con un buon piede destro da poter affinare.

All’epoca il suo primo allenatore fu Giuseppe Delle Donne, passando poi per Cimmaruta e Coppola con i Giovanissimi Regionali, successivamente con Ciro Muro. Il massimo lo raggiunse con mister Supino, nella grande annata, sempre nei Giovanissimi Nazionali, dove arrivò con la squadra partenopea in finale scudetto contro l’Inter di Bonazzoli, usciti però sconfitti.

L’iter di crescita del difensore continua, seguiti da due anni negli Allievi Nazionali prima con Ciro Muro, poi con Giovanni Mazzella, prima di passare con Saurini e la Primavera azzurra, di cui ricordiamo è il capitano oggi, ultima tappa del settore prima di diventare un vero e proprio calciatore professionista. Dopo tre anni di esponenziale maturità ha avuto la chiamata che ogni ragazzino sogna: il ritiro estivo con la prima squadra.

Insieme a Negro, attaccante azzurro, è partito per la volta di Dimaro, apprendendo in quel periodo gli insegnamenti di Sarri e confrontandosi con gli altri compagni di reparto con tanta esperienza alle spalle. Conclusasi quell’avventura fortemente formativa è tornato a dare man forte alla Primavera, con un altro ritiro svoltosi a Roccaraso.

Questo, senza ogni dubbio, sarà l’anno decisivo per il futuro del giovane Granata, pronto ad affrontare la Youth League e a conquistare, con fatica e pazienza, il Napoli di Reina e company.
Il suo forte temperamento, il carattere già formato nonostante i suoi appena 19 anni fanno pensare ad un avvenire roseo (o meglio azzurro) per il difensore.

Ha le idee già chiare, con capacità da trascinatore e tanta, tantissima caparbietà e lungimiranza. Si ispira a Sergio Ramos, del quale ammira soprattutto il carisma, spesso – infatti – decisivo nei momenti che contavano nel Real.
Tra sogno e realtà, con le stesse intenzioni: portare la fascia da capitano e accompagnare gli azzurri alla vittoria.

Vola alto, più di tutti, e prima o poi il lavoro paga. Sempre.