CHI SALE E CHI SCENDE – Il bello e il marcio del tifo organizzato

CHI SALE – La partita contro i clivensi non ha portato con sé solo gli strascichi di un pareggio avulso, ma le polemiche causate da alcuni tifosi campani presenti al Bentegodi i quali hanno devastato alcune zone della città, in particolare un bar locale.
Dopo questa notizia, i media nazionali sono partiti con la caccia alle streghe, con le solite etichette affibbiate ai napoletani. Il razzismo già presente è stato fomentato da questi atti di vandalismo.
Per fortuna, però, c’è sempre una parte della medaglia di cui andare fieri. I capi ultras di alcuni gruppi organizzati della curva A e della curva B, attraverso il portavoce dei Fedayn che ha parlato ad una nota radio locale, hanno promesso di unirsi e fare una colletta per riparare gli ingenti danni causati dai delinquenti che presenti domenica. Si sono, innanzitutto, estraniati dai fatti accaduti, sottolineando che erano lì meramente per questioni calcistiche, ergo incitare gli azzurri.
In un periodo in cui si parla solo male di questi tifosi estremisti, fa bene a tutti leggere chi sostiene ancora valori positivi.

CHI SCENDE – Se, appunto, da un lato questa parte di Napoli non vuole infangare ulteriormente il pensiero che molti hanno di questa città, dall’altra c’è ancora chi si rende protagonista di atti violenti e lontani dallo spirito partenopeo. Una bruttissima pagina che, fortunatamente, è stata scritta da pochi delinquenti (perché solo così possono essere chiamati).
È giusto che paghino amaramente le gesta compiute, aspettando che la giustizia faccia il suo corso. Non chiamateli, però, partenopei.