Spiragli tattici Vol.44: Napoli, finalmente, sceglierai?

Dopo due vittorie sofferte, e in generale un periodo più complesso di quanto i risultati abbiano lasciato immaginare, il Napoli si è ripreso la ribalta distruggendo la Fiorentina. Il risultato, ovviamente, non rispecchia i valori visti in campo ed è impietoso per una Fiorentina che ha anche provato ad impensierire il Napoli. «Non è stato facile, sull’1-0 c’è stata una grande parata di Ospina e siamo anche stati fortunati sulla traversa. Abbiamo concretizzato tutte le nostre palle gol e questo ha fatto la differenza» ha detto Gennaro Gattuso a Dazn, nel post-partita.

In effetti, la partita di ieri al Maradona si è rivelata un equilibrio karmico rispetto alle ultime uscite. Sia contro lo Spezia che contro l’Udinese – in misura meno accentuata anche contro l’Empoli –, il Napoli aveva infatti concretizzato meno delle palle gol create. Contro la Fiorentina è successo l’opposto. Il Napoli ha prodotto lo stesso numero di tiri della Fiorentina (10), ma è stato più preciso (6 in porta contro i 3 della Viola) e ha segnato sei gol da 2.2 xGoals. Contro lo Spezia ne aveva segnato uno da un indice di 4.7 xG.

Qualcosa è cambiato

La realizzazione delle palle gol avute da una squadra dipende solo dai mezzi tecnici? È influente l’atteggiamento mentale, o quello tattico può dire la sua? È una domanda aperta, a cui non è facile dare una risposta univoca. In questo spazio cercheremo di rispondere all’ultimo quesito: ovvero, quanto può incidere l’atteggiamento tattico per limitare difetti tecnici comunque evidenti?

Contro la Fiorentina, il Napoli ha attuato bene il suo piano gara. Ha scelto di non pressare alto la Fiorentina, di compattarsi sulla linea di centrocampo e tagliare le linee di passaggio per i trequartisti viola. Gattuso ha peraltro modificato l’assetto difensivo, passando dal solito 4-4-2 al 4-5-1, e ha arretrato la posizione di Zielinski, come si vede nella foto di cui sotto. È un atteggiamento che ha pagato molto: così il Napoli ha avuto più campo a disposizione da attaccare in lunghe transizioni, che hanno messo in crisi la difesa della Fiorentina. Sia il gol di Lozano che quelli di Demme e Zielinski, infatti, si sono sviluppati in contropiede.

Il 4-5-1 in fase di non possesso è evidente: Bakayoko scala da vertice basso, Demme e Zielinski coprono i mezzi spazi.

A conferma dell’atteggiamento più prudente della squadra di Gattuso ci sono i dati raccolti dalla Lega Serie A. Il Napoli ha tenuto un baricentro medio quasi insolito (45.58 m nel primo tempo, 43.1 m nel secondo) per ostruire le ricezioni di Callejon e Ribery spalle alla porta. Proprio Ribery e Callejon sono stati tra i meno coinvolti nel gioco della Fiorentina per palloni giocati – rispettivamente 25 e 36. Questo ha influito sullo stile di gioco della squadra di Prandelli, che è riuscita a essere pericolosa solo in un paio di occasioni nel primo tempo: la parata di Ospina su Ribery e l’auto-traversa di Demme sono stati le uniche palle gol.

Il miglior Napoli possibile

Il modo di difendere di una squadra modifica anche il modo di attaccare: per questo, l’atteggiamento più conservativo che Gattuso ha impartito al Napoli ieri ha modificato nel profondo la costruzione di occasioni offensive. Il Napoli è una squadra molto tecnica, ma l’assenza di un attaccante che leghi i reparti e contemporaneamente metta in apprensione la difesa avversaria, come Mertens, ha influito sulle ultime prestazioni. Insomma, quando il Napoli ha più campo da attaccare giocatori come Lozano e Petagna riescono a dare il meglio. Soprattutto il secondo, che va in difficoltà quando deve trovare la giocata risolutiva in pochi metri.

Contro la Fiorentina, Petagna ha giocato la sua migliore partita con la maglia del Napoli. Oltre ai due assist, è stato molto più influente del solito nelle dinamiche di gioco. Nella trequarti di destra – la zona che Petagna occupa quando viene a chiamare il pallone – il Napoli ha effettuato 56 tocchi, contro i 41 del centro-sinistra. Petagna ha effettuato 23 tocchi, e ha concluso la partita con l’83% di precisione dei passaggi.

L’azione del primo gol: sul cross di Lozano il Napoli riempie bene l’area della Fiorentina con quattro giocatori. Petagna, Zielinski, Demme e Insigne si dividono bene lo spazio.

Petagna non è solo un centravanti generoso. Nella SPAL ricopriva molti compiti, anche diversi tra loro: era rifinitore e bomber, doveva ripulirsi molto spesso il pallone per avere delle opportunità credibili. Non a caso, i suoi movimenti ieri hanno aiutato la squadra anche nell’occupazione dell’area di rigore. Nel gol di Insigne, ad esempio: Petagna attacca il primo palo, Demme si posiziona sul lato sinistro e Zielinski sul dischetto del rigore. Alla fine sarà premiato il movimento a staccarsi di Insigne, che batterà Dragowski dopo una bella sponda dello stesso Petagna.

Diego Demme

Da ieri si parla molto dell’altro cambio scelto da Gattuso, ovvero la sostituzione di Fabian Ruiz – risultato positivo al coronavirus sabato – con Diego Demme. Il centrocampista tedesco era uscito dalle rotazioni per alcuni problemi alla schiena, ma ieri è stato tra i migliori in campo. Ovviamente, il duo con Bakayoko ha garantito più solidità alla difesa e libertà assoluta di movimento a Zielinski. Eppure, Demme non è solo un mediano recupera-palloni (ha vinto 8 contrasti su 11). Come ha dimostrato ieri, può essere utile anche in fase di rifinitura.

È facile evidenziare la ferocia con cui ha attaccato la porta nel caso del gol, ma ciò che più fotografa le qualità tattiche di Demme è il movimento sul 4-0. Il Napoli è in fase di transizione, Koulibaly verticalizza su Mario Rui che di prima trova Demme, in posizione di trequartista alto a sinistra. Il tedesco completa l’uno-due con Rui con un bel colpo di tacco, che anticipa il gol di Zielinski. Demme è stato molto coinvolto anche nell’inizio azione del Napoli, e ha effettuato 72 tocchi. Meglio di lui solo Koulibaly (84 tocchi) e Mario Rui (75).

Tutti i palloni toccati da Demme: il tedesco ha operato spesso sul centro-destra, lasciando a Zielinski il lato opposto.

Al momento è difficile pensare a un Napoli con questo atteggiamento senza Demme in campo. Anche se la qualità nel palleggio di Fabian è notevole, la squadra di Gattuso ha dimostrato la necessità di un costruttore lineare, che offra sicurezza anche per le qualità tattiche. Insomma, il Napoli non poteva scegliere un viatico migliore in vista della Supercoppa. Tutti i suoi migliori calciatori – fuori da questa analisi rimane la giocata da campione assoluto di Insigne per ovvi motivi, ma è doveroso almeno citarla – sono in condizioni ottimali psico-fisiche.

Pesa l’assenza di un riferimento centrale più credibile a certi livelli, ma le condizioni di Mertens lasciano intendere che sarà difficile recuperarlo. Dopo due settimane di difficoltà acute, il Napoli sembra essere sulla via di guarigione. Pensandoci, mi viene in mente un verso di una canzone di De André, Verranno a chiederti del nostro amore: «continuerai a farti scegliere? / o finalmente sceglierai?». Ecco, forse è qui il problema di mentalità che Gattuso rinfaccia ai suoi giocatori. È arrivato il momento: Napoli, finalmente, sceglierai?