PAGELLE MN – Rui si prende la fascia, Koulibaly stanco. A Mertens manca solo il goal

Vola a sei punti un Napoli che vince senza convincere più di tanto. Passa in svantaggio contro il modesto Rijeka ma pian piano risale la china, raggiungendo e poi superando i padroni di casa.
In una gara tendenzialmente mediocre, svettano Mario Rui prima e Ghoulam dopo. Ottima la prova di Mertens a cui manca solo il goal.

Meret 6 – Altra uscita europea per il classe ’97 ex Udinese che ripaga la fiducia del tecnico.
Quasi impossibile per lui arrivare sul mancino velenosissimo di Muric che al tredicesimo porta i suoi in vantaggio sfiorando il palo, per il resto gestione ‘tranquilla’ del match.
Si fa trovare prontissimo quando Menalo lo mette alla prova con una conclusione di destro da pochi metri. Sbaglia qualcosa di troppo con i piedi

Di Lorenzo 5,5 – Primi trenta minuti quasi da incubo: enormi distanze con la coppia di centrali e diverse distrazioni che invitano a nozze gli attaccanti casa.
Si riprende alla lunga, con una partita sostanzialmente ordinata.

Maksimovic 5,5 – Ritorna a fare coppia con il collega senegalese, cerca di limitare i danni di una prima mezz’ora insufficiente. Con il tempo trova più intesa con il suo compagno di reparto, riportando equilibrio alla fase di non possesso.

Koulibaly 5 – Aveva sorpreso (ma non troppo) la sua ennesima partecipazione consecutiva da titolare. Purtroppo per lui e per gli azzurri, probabilmente un pò di riposo sarebbe stato rigenerante. Manca di lucidità in fase difensiva, prova le sue solite sgaloppate offensive ma molto spesso sbatte contro il catenaccio croato.
Cerca di riscattare l’avvio maldestro ma non riesce ad essere il solito ‘Koulibaly’.

Mario Rui 6,5 – Parzialmente responsabile sul goal subito al tredicesimo, si riscatta subito coprendo bene la sua fascia e, soprattutto, creando diversi pericoli dal suo binario.
Pesca quasi sempre egregiamente Petagna in area con un mancino molto preciso, suo il cross dal quale nasce l’autorete del vantaggio azzurro.

Lobotka 5 – Prove d’intesa con il collega Demme che, oggettivamente, non originano il miglior risultato possibile. Cerca di supportare la manovra offensiva e nel secondo tempo trova una buona conclusione che finisce di poco alto.

Demme 6 – Tre indizi fanno una prova? Schierato nuovamente titolare in un centrocampo a due, sembra soffocare la sua verve offensiva. Mancano le geometrie che gli sono valse la fiducia di Gattuso, si riscatta allo scadere del primo tempo con un tap-in facile ma figlio di un inserimento tatticamente sopraffino.

Elmas 6,5 – Ritorna in campo dopo aver affrontato e poi sconfitto il covid, ma sembra non aver mai lasciato il rettangolo verde. Gattuso lo schiera alto a sinistra, sulla mattonella di Insigne per intendersi, e non lo fa di certo rimpiangere. Copre bene, imposta dalla trequarti e spesso chiama allo scambio breve Mertens, col quale sembra avere un’ottima intesa.
Rispetto al passato punta l’uomo quando necessario e, nella maggior parte dei casi, riesce a saltarlo; peccato per la girata al volo in area che per poco non si insacca.

Mertens 6,5 – Manca solo il goal per estrarlo formalmente dal periodo di ‘pseudo crisi’.
Partita valida, quella di un belga che sa galleggiare tra le linee imbeccando gli attaccanti ma anche aggredire la profondità.
Cercato spesso da Elmas e Mario Rui sulla sinistra, si trova molto bene con Petagna che lo aiuta ad avvicinarsi alla porta.
Come anticipato, va vicinissimo ad una rete che solo la traversa al 56 è capace di negargli.

Politano 6 – Gioca nei limiti minimi delle proprie qualità: non il solito martello di destra capace di spaccare le difese, ma nemmeno un mero esecutore del ‘compitino’ di centrocampo. Cerca a più riprese l’uno contro uno e, nella mediocrità collettiva del primo tempo, prova a risolverla con due soluzioni da fuori

Petagna 6 – Lavoro ‘sporco’ quello dell’ex Spal che si trova bene nel ruolo di ‘boa’, in grado però di aiutare la manovra offensiva anche in profondità.
Imbecca Mertens e viene cercato dai filtranti di Demme, non riesce a concludere a rete ma si rende utile per tutti.

Insigne 6 – Ingresso irruento: la sua presenza cambia immediatamente il ritmo di gioco e la tecnica prende il sopravvento sulla staticità di un match ‘bloccato’.

Fabian Ruiz 5,5 – Mezz’ora per lui, cerca di mantenere il possesso anche con prudenti retropassaggi a Meret. Non riesce ad esprimere il suo potenziale tecnico, si limita ad una gestione del gioco.

Lozano 6 – Entra a venti dalla fine, prova ad incedere sulla gara ma si trova davanti un vero e proprio catenaccio.

Ghoulam 6 – Vederlo giocare fluidamente è sempre un piacere per gli occhi. Considerando il momento in cui è entrato, è chiamato più ad offendere che a difendere, e lo fa egregiamente.

Zielinski 6 – Sul suo inserimento la palla del tre ad uno. Pochi minuti per il polacco che dimostra la sua differenza di passo.