Romanzo Calcistico: Massimo Agostini, “condor a metà”

Massimo Agostini, attaccante romagnolo di Rimini, è il protagonista della puntata numero 29 della rubrica Romanzo Calcistico. Soprannominato “il condor” per la sua rapacità in area di rigore, Agostini ha tuttavia dimostrato a fasi alterne questa sua caratteristica.

“Profeta in patria” a Cesena (dove si è rivelato decisivo nei campionati 1988-89 e 1989-90 per la salvezza nel “campionato più bello del mondo” dei romagnoli allenati da Bigon e Lippi), l’attaccante non è poi riuscito a mantenere le aspettative in grandi piazze come Roma, Parma e Milan. La rinascita arriva ad Ancona sotto la guida di Vincenzo Guerini. Nelle Marche, Agostini torna infatti bomber in A (12 gol, di cui una formidabile rovesciata in un bellissimo Genoa-Ancona 4-4) e in B (capocannoniere con 18 reti in una squadra che non centra la promozione ma una clamorosa finale di Coppa Italia, poi persa al cospetto della Sampdoria di Mancini e Gullit).

Il duo Guerini-Agostini arriva a Napoli nell’estate 1994. Se il tecnico verrà esonerato dopo poco tempo, il centravanti romagnolo avrà invece miglior fortuna, almeno nel suo primo anno in sostituzione di Daniel Fonseca. Fondamentale l’arrivo sulla panchina azzurra del grande Vujadin Boskov, il quale punta molto sui gol del condor, cardine di quella squadra che sfiora la qualificazione alla Coppa Uefa, trascinata inoltre dalla fantasia di Benny Carbone, dall’esplosione di Fabio Cannavaro e dalle super-parate di Pino Taglialatela.

Pesante la doppietta al Boavista in Coppa Uefa (decisiva per la qualificazione agli ottavi di finale), mentre in campionato Agostini segna gol fondamentali al Bari (doppietta nell’esordio in panchina di “Zio Vujadin”), al Milan (gol di rapina al San Paolo) e all’ultima giornata col Parma (una gioia fermata nei minuti di recupero dal gol di Delvecchio in Inter-Padova, che consegnò la qualificazione Uefa ai nerazzurri a scapito proprio del Napoli). 13 gol in 43 presenze: niente male per un centravanti che nel frattempo ha compiuto 31 anni.

Agostini indossa la numero 9 azzurra anche nella stagione 1995-96, che però per lui si rivela amara. 4 gol in 31 presenze sono infatti troppo pochi per il centravanti, che a fine stagione chiude il cerchio e torna nel suo vecchio Cesena in serie B: per questo si può dire che i tifosi del Napoli abbiano visto “un condor a metà”.