“IL GIORNO DOPO, LA PARTITA IN 5 PUNTI”: Napoli-Cagliari

Gentili lettori e lettrici di MondoNapoli bentornati a “IL GIORNO DOPO, LA PARTITA IN 5 PUNTI” la rubrica di approfondimento sui
temi più importanti che ogni partita del Napoli ci fornisce.

Analizziamo quest’oggi la sfida del San Paolo tra Napoli e Cagliari: brutta partita da parte degli azzurri, inutile girarci attorno. Ritmi lenti, scarse motivazioni e poche idee hanno contraddistinto i primi 63 minuti di gioco fino a quando, grazie al gol dell’ex Pavoletti, il Cagliari si è portato clamorosamente in vantaggio alla prima occasione utile. Lì qualcosa nei giocatori di Ancelotti è scattato e, anche grazie ai subentrati dalla panchina, la reazione di orgoglio che tutti volevamo vedere è arrivata. Dopo vari assalti alla porta di un super Cragno prima Mertens e poi Insigne su rigore, dopo una lunga attesa tra VAR e proteste dei cagliaritani, hanno infine regalato al Napoli i 3 punti che sanciscono l’aritmetica certezza del secondo posto. Ma procediamo ora con i nostri consueti 5 punti:

1) Ahimè i pochissimi spettatori del San Paolo di ieri sera hanno evidenziato, ancora una volta, il malumore (a mio modo di vedere non del tutto giustificabile) dei tifosi partenopei. Ma ragioniamo: in una stagione strana dove l’Inter è addirittura a 10 punti dagli azzurri e squadre come Milan, Roma e Lazio sono lontane anni luce e fuori dalla zona Champions League (e per questo saranno costrette a vendere diversi giocatori importanti) le critiche appaiono quantomai fuori luogo al gruppo di Ancelotti. Rimembrate le griglie estive e fatevi una grossa risata.

2) Contro il Cagliari abbiamo visto un Napoli fin troppo lento e prevedibile, a tratti quasi svogliato e questo non va affatto bene. Non ci sono più obiettivi particolari e lo capiamo, ma quei pochi tifosi che coraggiosamente hanno affrontato il freddo e la pioggia per amore della maglia avrebbero meritato ben altra prestazione, quantomeno il risultato finale ha contribuito a mitigare l’amarezza.
Detto questo: si poteva fare qualcosa di più nel corso di questa stagione? Certo che si.
Delle critiche così pesanti e veementi sono giuste? Assolutamente no.
Mezze misure queste sconosciute, in fondo Napoli è città di contraddizioni e la tifoseria azzurra ne è la dimostrazione perfetta.

3) Un plauso va fatto al coraggio di Insigne che, nonostante l’enorme pressione derivante dalle sicure critiche che sarebbero fioccate dagli spalti, ha preso quel pallone e con rabbia e decisione ha regalato 3 punti importanti alla squadra del suo cuore dove ci auguriamo possa rimanere ancora lungo. Dopo la partenza di una figura come quella di Marek Hamsik questa squadra non può fare a meno anche di un figlio della nostra terra che, nonostante gli errori, rappresenta un punto di riferimento per tanti tifosi e per i compagni stessi. Il Napoli del futuro dovrà ripartire necessariamente anche da lui.

4) Ancora una prova anonima e snervante da parte di Simone Verdi. Dispiace dirlo ma 25 milioni per un giocatore che non riesce a dare niente di significativo a questa squadra, anche a causa di diversi problemi fisici, sono davvero troppi ed inspiegabili. Forse con un minimo di continuità fisica l’ex attaccante del Bologna avrebbe potuto dimostrare maggiormente il suo reale ed indubbio valore tecnico ma a questo punto è giusto che l’allenatore e la società facciano delle valutazioni. Se si vuole provare a crescere e a fare un altro piccolo salto in avanti bisognerà, senza alcun dubbio, cercare qualcosa di diverso dando così la possibilità al pupillo di mister Sarri di ritrovare continuità altrove.

5) Infine vorrei parlare di un argomento quantomai attuale viste anche le polemiche di ieri sera: il VAR (o la VAR che dir si voglia). Questo strumento è stato introdotto ormai due anni fa per due motivi: in primis affinché si potessero giudicare in maniera più chiara ed oggettiva determinate situazioni di gioco che a velocità naturale possono giustamente sfuggire all’arbitro e in seconda battuta per cercare di limitare le proteste dentro e fuori dal campo grazie all’uso della tecnologia che dovrebbe (e il condizionale è d’obbligo) aiutare a prendere decisioni oggettive, chiare a tutti e non criticabili. Detto questo, tutto ciò avviene realmente? Vorremmo dire di si ma, purtroppo, a decisioni giuste e corrette si alternano ancora troppo spesso errori del tutto evitabili. Come migliorare uno strumento così importante e che diventerà sempre più fondamentale per lo svolgimento regolare del gioco? Più telecamere meglio posizionate e annullamento della discrezionalità degli arbitri responsabili di volta in volta del VAR sarebbero sicuramente un ottimo punto di partenza.
Mi auguro che si andrà sempre di più verso la creazione di una “classe arbitrale” specializzata di supporto a quella tradizionale che potrà valutare in maniera del tutto oggettiva ed imparziale le immagini che verranno proiettate sui monitor.