“IL GIORNO DOPO, LA PARTITA IN 5 PUNTI”: Chievo-Napoli

Gentili lettori e lettrici di MondoNapoli bentornati a “IL GIORNO DOPO, LA PARTITA IN 5 PUNTI” la rubrica di approfondimento sui temi più importanti che ogni partita del Napoli ci fornisce.

Analizziamo oggi la sfida del Bentegodi tra Chievo e Napoli: partita senza storia che gli azzurri hanno condotto dal primo all’ultimo minuto senza particolari affanni. Il risultato finale di 1-3 in favore dei partenopei (che condanna i clivensi alla retrocessione in Serie B dopo 11 anni) non rende onore al dominio della formazione di Ancelotti ma in compenso riporta in casa Napoli la vittoria (la prima del mese di Aprile) e soprattutto un po’ di armonia in vista della sfida di ritorno contro l’Arsenal. Ma procediamo ora con i nostri consueti 5 punti:

1) Il Napoli visto contro il Chievo, nonostante la pochezza tecnica dell’avversario, ci ha fornito diversi interessanti spunti in vista della sfida contro l’Arsenal. Il Napoli è stato schierato in campo da Ancelotti con una sorta di 3-4-2-1 che all’interno della stessa partita si trasformava nei vari momenti della partita, potrebbe essere questa una potenziale mossa tattica per mettere in crisi la vulnerabile difesa dei Gunners. Inoltre gli interpreti della partita di Europa League saranno da valutare con accuratezza, non escludo che mister Ancelotti possa sorprenderci con delle mosse ad effetto sia dal punto di vista tattico che da quello tecnico. Occhio al potenziale tridente e all’assetto difensivo formato Champions con i famosi “tre e mezzo”.

2) La retrocessione del Chievo in Serie B, dopo 11 anni di permanenza nella massima serie italiana, sancisce una netta scissione tra il calcio attuale e il vecchio calcio all’italiana. La squadra di Campedelli ormai da anni proponeva un calcio fin troppo difensivo attuato da interpreti non solo poco dotati tecnicamente ma anche troppo in là con gli anni. Per molte stagioni tutto questo è bastato per assicurarsi una più o meno tranquilla salvezza data la mediocrità del campionato italiano ma era inevitabile che senza un progetto di ringiovanimento della rosa e, soprattutto, la voglia di fare qualcosa di diverso a livello tecnico-tattico, sarebbe arrivata prima o poi l’annata storta che avrebbe fatto emergere i limiti di una rosa davvero poco competitiva. Un passo indietro per il Chievo ma un passo avanti per il calcio.

3) Siami tutti d’accordo sul fatto che la partita di ieri non sia stata troppo significativa ma una cosa va detta: a questo Napoli manca davvero come il pane un terzino come Ghoulam. Fisicità, qualità, corsa e capacità difensive sono tutto quello che ha contraddistinto il terzino algerino fino al momento del suo tragico infortunio ed ora, purtroppo solo a tratti, riusciamo a vederlo. In una sfida come quella contro l’Arsenal un giocatore del genere, anche se solo al 50% delle sue possibilità, andrebbe assolutamente schierato. Non me ne voglia Mario Rui ma la differenza tra i due è abissale (soprattutto dal punto di vista fisico, cosa fondamentale oggigiorno) e sono bastate poche cose viste in quel di Verona per capirlo. Ancelotti, confido in te.

4) Milik con il gol al Chievo di ieri ha raggiunto quota 20 gol stagionali di cui 17 in campionato (6 da fuori area, il migliore in questa statistica) e tutto questo nella sua vera prima stagione senza infortuni. Se il buongiorno si vede dal mattino l’attacco del Napoli è davvero in ottime mani e a ribadirlo è stato lo stesso Ancelotti che ha affermato: “Ora forse non ci saranno più voci sul possibile acquisto di un attaccante durante l’estate”. Purtroppo qui a Napoli fatichiamo sempre ad apprezzare ciò che abbiamo e vorremmo sempre un qualcosa in più anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Crescere significa anche questo, iniziare a maturare anche come tifoseria non solo come squadra o società. Forza Arek, continua così!

5) Vorrei concludere, riallacciandomi al discorso sulla retrocessione del Chievo, parlando di un argomento a me caro. Trovo da sempre clamorosa la presenza di un “paracadute” da dividere tra le tre società che retrocedono in Serie B e quest’anno la cosa potrebbe risultare ancor più eclatante. Si legge da più parti che la somma del prossimo “paracadute” sarà di circa 60 milioni e la società retrocessa che ha militato per più anni in Serie A ha diritto alla fetta più grande. Allo stato attuale, dunque, il Chievo intascherebbe retrocedendo nella serie cadetta una somma vicina ai 25 milioni di euro (a meno che non retroceda anche l’Udinese che ha una longevità superiore nella massima serie). Mi chiedo a questo punto che interesse abbia una piccola società a lottare per la salvezza se fallendo può intascare certe somme andando poi a falsare il successivo campionato di Serie B avendo a disposizione un budget ben superiore rispetto a tutte le altre squadre. Dove voglio arrivare? Iniziamo a dare “penalizzazioni” o quantomeno ad annullare il sistema del “paracadute”, solo così vedremo squadre lottare fino all’ultima giornata di campionato innalzando di riflesso il livello e la competitività di tutto il movimento calcistico nostrano.