“IL GIORNO DOPO, LA PARTITA IN 5 PUNTI”: Arsenal-Napoli

Gentili lettori e lettrici di MondoNapoli bentornati a “IL GIORNO DOPO, LA PARTITA IN 5 PUNTI” la rubrica di approfondimento sui temi più importanti che ogni partita del Napoli ci fornisce.

Analizziamo quest’oggi la sfida dell’Emirates Stadium di Londra tra Arsenal e Napoli, partita d’andata dei Quarti di Finale di Europa League: un match quasi senza storia ma non privo di rimpianti. Gli azzurri disputano un primo tempo imbarazzante dove vengono letteralmente massacrati dai Gunners e, verrebbe da dire per fortuna, si va all’intervallo soltanto sul 2-0 in favore della squadra di Emery. Nella ripresa c’è una reazione ma la squadra di Ancelotti spreca, soprattutto con Zielinski, le occasioni per accorciare le distanze. La speranza è ancora viva, ci sono i presupposti per ribaltarla al ritorno, ma servirà tutto un altro Napoli.
Ma procediamo ora con i nostri consueti 5 punti:

1) Dispiace aver visto, nella partita in cui si doveva dare tutto per dare un senso alla stagione, un primo tempo totalmente regalato. Gambe tremanti e teste impaurite non sono ammissibili a certi livelli. Detto questo il secondo tempo dell’Emirates ci ha fatto capire che questo Arsenal i gol li può prendere eccome e se il Napoli fa il Napoli al San Paolo si può scrivere un bel pezzo di storia di questo club. Cazzimma e voglia di andare oltre i propri limiti saranno fondamentali, chi non ci crede rimanesse a casa.

2) Nel calcio attuale il ruolo dei terzini è diventato ormai fondamentale, in molti casi tendono a diventare quasi una sorta di registi decentrati. Un terzino oggigiorno deve saper difendere e poi riuscire a proporsi in avanti con qualità e puntualità. Andando però a vedere la coppia titolare di terzini del Napoli di ieri sera leggiamo: Hysaj e Mario Rui. Ora, senza voler infierire sui limiti palesi di quest’ultimi, bisogna ammettere che nessuno dei due è adeguato a questi livelli e che il Napoli, per fare il tanto atteso salto di qualità, deve iniziare a pensare a dei nomi che garantiscano un certo tipo di rendimento in quelle zone del campo. Inoltre andranno valutate attentamente le prestazioni  di Malcuit e la tenuta fisica dell’ancora convalescente Ghoulam. Rimandiamo il discorso alla prossima sessione di mercato.

3) Tra le poche note liete della serata dell’Emirates troviamo senza alcun dubbio Alex Meret. Se il Napoli ha ancora qualche possibilità di ribaltare il risultato al ritorno è infatti tutto merito suo e delle sue parate decisive e spettacolari arrivate a più riprese durante il match. Questo ci fa riflettere: se il tuo migliore in campo a fine partita risulta essere il portiere evidentemente qualcosa non è andato per il verso giusto. Quantomeno da quest’anno si ha la sensazione di avere una certezza tra i pali e la giovane età del portiere scuola Udinese garantisce agli azzurri un futuro roseo in quel ruolo così delicato. Continua così Alex!

4) Pochi giorni fa parlavo dei miei dubbi circa il modulo adottato da mister Ancelotti dalla quarta giornata di campionato in poi, oggi ribadisco il concetto. Questo 4-4-2 sembra stonare sempre di più con le caratteristiche dei giocatori presenti nella rosa azzurra. Nato per dare equilibrio e nuove certezze alla squadra in un momento di transizione dal triennio sarrista all’avvento di Ancelotti questo assetto tattico ha smesso ormai di convincere da tempo e la partita di Londra ne è una ennesima prova. Non è certo il modulo il problema principale, sia chiaro, ma i dubbi restano e una variazione anche della disposizione in campo appare quasi inevitabile nel prossimo futuro.

5) Una eventuale eliminazione in Europa League, dopo la disfatta in Coppa Italia e la grande distanza che c’è in campionato dalla Juventus, getterebbe di certo nello sconforto la sempre umorale tifoseria partenopea. Per non parlare poi della stampa locale che si scaglierebbe senza ritegno contro la società. Ma le cose vanno analizzate con criterio: da inizio anno si è partiti dal presupposto sbagliato ovvero quello di dover costantemente paragonare la scorsa stagione (terza dell’epoca Sarri) con l’attuale (prima di Ancelotti). È ingeneroso mettere a confronto un progetto compiuto con uno appena in stato embrionale. Inoltre va ricordato che l’anno passato, nonostante la presenza di emozioni diverse vista la vivacità della lotta scudetto, il Napoli arrivò secondo in campionato e andò malissimo nelle coppe europee. Al momento, invece, la squadra di Ancelotti non solo è comunque saldamente al secondo posto ma ha onorato e sta onorando alla grande le esperienze europee. Già adesso valuterei dunque la stagione in corso migliore rispetto alla precedente, a prescindere da tutto.
Ricordate poi le famose griglie estive dei vari giornalisti (o sarebbe meglio dire “giornalai”) che davano il Napoli al quinto posto preferendo le varie Milan, Roma ed Inter? I tifosi di queste squadre dovrebbero davvero lamentarsi date le loro stagioni deludenti, non noi. Meditate.