Romanzo Calcistico: German Denis, “Tanque” a sprazzi

L’attaccante German Denis è il protagonista della puntata numero 25 della rubrica Romanzo Calcistico. El Tanque, ovvero il carrarmato, arriva a Napoli nel 2008 per 8 milioni di euro dall’Indipendiente, fortemente voluto dall’allora DG Pierpaolo Marino, grande appassionato del calcio argentino, da cui l’estate precedente aveva pescato Ezequiel Lavezzi.

La coppia Lavezzi-Denis funziona molto bene ad inizio stagione, col Tanque che segna tra l’altro in Coppa Uefa al Benfica e gol decisivi contro Bologna e Reggina (una tripletta). Il Napoli di Edi Reja vola verso l’alta classifica, terminando il girone d’andata in zona Champions League. Il rendimento di Denis e di tutto il Napoli crolla però nel ritorno, con gli azzurri che arretrano fino a metà classifica. Aurelio De Laurentiis è costretto a mandar via Reja per far posto a Roberto Donadoni, cui Denis regala il gol del 2-2 sul campo della Sampdoria. Viste le premesse, i 10 gol finali di Denis (spesso relegato in panchina da Marcelo Zalayeta) sono pochi.

La società decide comunque di confermarlo, anche se da comprimario del nuovo grande acquisto, Fabio Quagliarella. Le gerarchie non cambiano neanche con Walter Mazzarri, che fa però dell’argentino un “subentrante” decisivo. Due in particolare le occasioni in cui Denis si mette in mostra. La prima il 28 ottobre 2009. In un San Paolo stracolmo, il Napoli è sotto di due gol contro il Milan, con Dida che para di tutto. Denis entra al 71’, ma la gara non sembra cambiare, fino ai folli minuti di recupero. Prima è Cigarini ad accorciare le distanze con un bolide da fuori area e poi sale in cattedra El Tanque: poderoso stacco di testa su cross di Maggio e incredibilmente è 2-2 all’ultimo secondo (proprio mentre tanti tifosi avevano già abbandonato lo stadio per non trovare traffico). Si può dire che in quella serata nasce il Napoli di Mazzarri, quella squadra fatta di tanti gregari e qualche campione (Hamsik, Lavezzi e l’anno dopo Cavani) capace di non arrendersi mai.

Un altro marchio, Denis lo lascia con la Roma. È il 28 febbraio 2010 e i giallorossi hanno ammutolito il San Paolo grazie ai gol di Julio Baptista e Vucinic. German (subentrato al 63’) riapre la partita con un magnifico sinistro al volo, mentre Marek Hamsik segnerà il 2-2 su rigore al 90’. La sua seconda annata all’ombra del Vesuvio termina però con soli 5 gol in 31 presenze: troppo poco per ambire a una riconferma.

Denis viene così ceduto prima all’Udinese, poi all’Atalanta, segnando i classici gol dell’ex con entrambe le maglie. Se a Udine “balbetta”, “El Tanque” esplode definitivamente a Bergamo, dove va per tre anni di fila in doppia cifra. Un percorso che ricorda molto quello di un altro ex azzurro, Duvan Zapata (ma quella è un’altra storia). Se il rendimento in campo è stato altalenante, il rapporto di German Denis col pubblico partenopeo è stato intenso: “E’ pura follia decidere di rifiutare una piazza prestigiosa come Napoli; quando mi fu proposta -ha recentemente dichiarato al “Corriere del Mezzogiorno”- feci i salti mortali di felicità perché c’è innanzitutto una storia calcistica conosciuta in tutto il mondo. Per noi argentini, poi, c’è un rapporto diverso, quasi di simbiosi con i napoletani”.

Articolo precedenteJuventus-Milan, ancora Kean decisivo: bianconeri ad un passo dal tricolore
Articolo successivoDS Genoa: “Col Napoli servirà coraggio, abbiamo assenti importanti…”