CHI SALE E CHI SCENDE – Da Fabian a Verdi: chi ha soddisfatto e chi deluso finora

“Non tutti i nostri campioni sono adatti al gioco di Ancelotti”: parole forti di Aurelio De Laurentiis che in un’intervista ha fatto capire di aver già delineato il mercato del prossimo anno, nonostante la stagione sia ancora abbastanza lunga soprattutto in sponda Europa League, con il secondo posto abbastanza ancorato e lo studio dei calciatori non ancora completo. Dopo 8 mesi in cui la mano del nuovo allenatore è abbastanza nitida, vediamo chi sale e chi scende facendo una prima classifica su chi, quindi, potrebbe rimanere e chi, probabilmente, ha già le valigie pronte.

CHI SALE – Il vero gioiellino è Fabián Ruiz, il talento spagnolo che, partito a rilento, ha dato finora un grande contributo alla causa con all’attivo 5 reti e 1 assist. Il lavoro importante a centrocampo, talvolta anche in fase offensiva hanno premiato il giovane ex Betis che può essere definito un jolly nello scacchiere tattico ancelottiano; indubbiamente Alex Meret e David Ospina meritano una menzione speciale per la capacità di sapersi alternare, quindi saper accettare la panchina, e le grandi capacità fra i pali che, seppur in modo differente, sono state perlopiù efficaci. Due numeri uno: il futuro e il presente del Napoli. Arrivo in sordina, soprattutto il colombiano ha dato prova di un’esperienza pregressa meritevole di conferma anche per il prossimo anno. La porta con loro è una roccaforte.

Bene la stagione anche di Kevin Malcuit che dovrebbe, dunque, restare anche la prossima dopo aver mostrato chiari segni di miglioramento dopo un pre-campionato non proprio indimenticabile. Un buon terzino che, grazie al fisico e alla spinta offensiva, potrà ancora dare molto alla squadra. Non si può ancora giudicare Amin Younes, futuro incerto, anche se l’ultima prestazione lascia ben sperare per una sua permanenza.

CHI SCENDE – Non hanno ancora convinto l’allenatore due giocatori di cui si avevano grandi speranze per ciò che avevano mostrato, entrambi, nel Bologna: Amadou Diawara e Simone Verdi scivolano in fondo alla classifica per rendimento, deludendo le aspettative createsi intorno ai due ragazzi. Il primo dopo una stagione molto positiva con Sarri, ha avuto una parabola discendente che stenta ancora a risalire. Talvolta avulso dal gioco finanche di Ancelotti, non ha più trovato continuità e ha perso forse un po’ di fiducia che difficilmente, a questo punto, può essere riconquistata. Non sarebbe una sorpresa un suo saluto a giugno.

Vengo, non vengo: a gennaio dello scorso anno era partita la telenovela Napoli-Verdi conclusasi d’estate con l’arrivo in maglia azzurra. Stagione significativa in maglia rossoblu che, purtroppo, non è stata confermata all’ombra del Vesuvio. Troppo timido, forse non propriamente adatto ad un 4-4-2 anche se in talune gare come contro il Torino all’Olimpico o in casa contro lo Zurigo qualcosa di buono, oltre i gol, l’aveva fatto vedere. Troppo poco per un giocatore che è costato 25 milioni e dovrebbe essere nel clou della carriera. Un’annata abbastanza anonima che potrebbe portare a delle conseguenze in vista del mercato. Al centro di esso c’è pure Adam Ounas che con Ancelotti ha trovato indubbiamente più spazio ma mai la giusta continuità. Anche lui diventerebbe probabilmente una pedina di scambio con giocatori magari più funzionali. Negativa anche l’ultima esperienza di Elseid Hysaj, rinnovo e addio in estate? Chissà, per ora sono supposizioni, la società – però – pare già sapere esattamente cosa fare.