La puntata numero 11 di Romanzo Calcistico vede protagonista l’argentino Hugo Campagnaro, colonna della “difesa a tre” nei quattro anni di Walter Mazzarri sulla panchina del Napoli. Hugo, detto “Il toro”, rappresentava il difensore completo. Arcigno e reattivo, era dotato di un’ottima tecnica e visione di gioco, sganciandosi spesso palla al piede per sostenere l’azione offensiva della squadra.
Acquistato 29enne nell’estate 2009 dalla Sampdoria per 5 milioni di euro più la comproprietà di Mannini, l’arrivo a Napoli di Campagnaro è accompagnato da molti dubbi sulla sua tenuta fisica (visti i molti malanni muscolari patiti a Genova). Hugo veste la maglia numero 14, piazzandosi sul “centrodestra” della difesa a tre: in quel ruolo sarà intoccabile per quattro anni.
Dopo l’addio di Roberto Donadoni, Hugo ritrova nel suo primo anno quel Walter Mazzarri che lo aveva avuto per due anni alla Samp. Con Paolo Cannavaro e Salvatore Aronica forma un terzetto solidissimo, che contribuisce in maniera sostanziale alla qualificazione in Europa League: per Campagnaro c’è poi anche la soddisfazione di un gol in casa del Milan (la partita sarebbe finita 1-1). Il rendimento della difesa raggiunge i picchi l’anno successivo, che vede il Napoli giungere al terzo posto e, dunque, qualificarsi alla Champions League.
Il calciatore (straordinariamente efficace) meriterebbe un rinnovo di contratto, che però non arriverà mai. Ma non è importante, anche perché Campagnaro regge alla grande il confronto con i big della “coppa dalle grandi orecchie”, arrendendosi solo al Chelsea di Drogba, Terry e Lampard, futuri campioni d’Europa. I rimpianti per un’impresa che sembrava a un certo punto possibile vengono cancellati a Roma, dove Campagnaro chiude la difesa azzurra agli attaccanti juventini (tra cui un Alessandro Del Piero all’ultima partita in carriera) e si toglie la soddisfazione della vittoria in Coppa Italia: il trofeo tricolore è il primo del dopo-Maradona e l’unico in carriera per Hugo.
Che si dimostra professionista esemplare anche nell’ultimo anno di contratto, in cui il Napoli arriva secondo in campionato, manco a dirlo, alle spalle della Juventus (al secondo dei sette scudetti consecutivi). La società, ritenendolo “anziano” con i suoi 33 anni, non punta più sul “Toro”, che passa all’Inter a parametro zero. Non a caso, anche in nerazzurro avrebbe ritrovato Mazzarri in panchina, per un binomio tra i punti di forza dell’appassionante quadriennio azzurro 2009-2013.





