Spiragli tattici Vol.17: Ancelotti e lo scacco matto a Gasperini

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Il pareggio contro il Chievo non ha tolto certezze. Lo ha dimostrato la vittoria di due giorni fa, a Bergamo, contro un’ottima Atalanta: il Napoli rimane fedele al proprio percorso (è secondo in classifica) e allunga a +3 sull’Inter, approfittando del pareggio nerazzurro contro la Roma, nel posticipo di domenica sera.

Formazioni ufficiali di Atalanta-Napoli.

Carlo Ancelotti si affida stavolta ai titolari: spazio dunque a Maksimovic quarto di destra, Hamsik nel mezzo con Ruiz alla sua sinistra, mentre in attacco viene ancora confermata la coppia d’oro dei folletti Insigne-Mertens.

Adattamento

Il calcio dell’Atalanta di Gasperini è ormai cosa nota. Pressing asfissiante e aggressivo, spesso protratto anche alla metà campo avversaria, marcatura a uomo e tanto sacrificio da parte di tutti al servizio della squadra. Ma qualcosa, per i bergamaschi, è andato storto.

Il pressing dell’Atalanta è sin troppo feroce, tanto da essere quasi disorganizzato. De Roon dovrebbe andare a prendere Mertens tra le linee, ma è in ritardo. Ciò permette al belga di ricevere palla da Allan e mandare in porta Insigne.

Nel Monday Night, infatti, la pressione altissima dell’Atalanta ha trovato una soluzione inedita provata dal Napoli: i lanci lunghi a scavalcare la difesa avversaria, grazie anche ai tagli sempre opportuni di Ruiz (al terzo goal stagionale) e Insigne si sono dimostrati un’ulteriore arma in più nell’arsenale partenopeo.

Cosa non ha funzionato

Tuttavia, anche il Napoli ha dimostrato qualche falla. Dopo il goal di Fabián, l’Atalanta ha preso del resto sempre più campo, lasciando ai uomini di Ancelotti le briciole di qualche vano tentativo, sempre sprecato, di ripartenza.

I limiti difensivi sono qui evidenziati: Maksimovic è schiacciato troppo su Albiol, ignorando Papu Gomez alle sue spalle che riceverà palla senza problemi. Occorrerà un grande intervento di Ospina per salvare la porta azzurra.

Il goal del pareggio di Zapata è stato meritato. Ma se il Napoli l’ha portata a casa, oltre che per le intuizioni tattiche di Ancelotti, è stato soprattutto merito di una prodezza di Milik, vero mattatore della serata. Così magari qualcuno si ricrederà sul suo conto. Oppure farebbe meglio a smettere di sentenziare invano a settembre.