MAREKIARO: un sogno che parte da Bratislava!

Rieccoci ad analizzare il viaggio del capitano azzurro in questo, ormai consueto, appuntamento settimanale.  Lo slovacco, ha deciso di raccontarsi in un’autobiografia edita da Mondadori Electa, contenente un racconto introduttivo dello scrittore Maurizio De Giovanni. E’ proprio con la prima parte di questo testo che abbiamo inaugurato la rubrica ed oggi continueremo con l’analisi di quest’ultimo, che ci permetterà, nelle prossime settimane, di iniziare a dar voce alle parole raccontate proprio da Marek Hamsik.

“Un sogno a Bratislava” 

A 4 anni entra a far parte della scuola calcio dello Jupie Podlavice. Nell’autunno del 1998, in una partita di campionato contro i pari età del Dolna Strehova, mette a segno 16 reti, record imbattuto in Slovacchia. Nelle competizioni regionali e interregionali della stagione 1998-1999 gioca 38 partite realizzando 111 gol. Nel 2001 supera un provino con il club ceco dello Sparta Praga, ma il trasferimento non si concretizza perché era minorenne e andava a scuola, quindi problemi burocratici fermarono le avances, ma anche lo Jupie aggravò la situazione, chiedendo centoventicinquemila corone (circa 4.849,28 euro) solo per un ragazzino! Il suo cartellino si alzò evidentemente, per quegli undici anni che aveva fatto nella partita contro il Dolna. Così anche i giornali iniziarono a parlarne ma lasciando la notizia alle ultime pagine, quelle che quasi nessuno legge, la cui edizione usciva solo il lunedì.

A tale cifra nessuno l’avrebbe preso e sarebbe rimasto nell’ombra ma, il padre Richard decise di vendersi l’auto che possedevano per poter pagare metà della somma e far trasferire il ragazzo allo Slovan Bratislava, da dove poi avrebbe fatto il salto di qualità. Il 6 agosto 2002 viene quindi ingaggiato dallo Slovan. Dopo aver militato nelle giovanili, vincendo i campionati allievi e juniores, esordisce in prima squadra il 24 luglio 2004, tre giorni prima di compiere 17 anni, nella partita di seconda divisione slovacca contro lo Zemplin Michalovce. Due settimane dopo realizza la sua prima rete, ai danni del Tatran Presov.

Maurizio Micheli, ex Direttore Sportivo del Brescia, fu convocato in Slovacchia dall’agente del giovane talento, Jorge Mendes.

Il DS delle “rondinelle” partì per un viaggio alla cieca, senza avere garanzie sul giocatore che si accingeva a conoscere, alloggiando in una brutta stanza dal’albergo dove le cene erano a base di bryndzové halusky, ossia gnocchi di patate con ricotta salata e pancetta fritta, che l’hanno fatto star male per giorni.

Correva l’anno 2013, si sedette in una piccola tribuna, circondato da uomini con la pancia coltivata di birra che urlavano contro arbitro e guardalinee. Si disputava una partita per un torneo delle nazionali under 17, dove Marek aveva solo sedici anni. “Di lui mi colpirono subito le capacità di inserimento e la grande facilità con cui è in grado di congiungere centrocampo e attacco” disse Micheli e dopo aver dato una pacca sulla spalla, segno di assenso e di felicità per non aversa sprecato un’occasione, all’ agente Mendes, si accordarono e riuscì a portarlo a Brescia.

Come sempre la famiglia giocò un ruolo importantissimo e non appena il ragazzo gli comunicò la sua intenzione di voler partire alla volta di una città italiana, lo supportarono incondizionatamente! Ciò che ha più colpito del racconto di Micheli è stata la rivelazione del prezzo a cui fu acquistato il giovanissimo centrocampista: 60mila euro, ma forse anche qualcosa in meno.

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