IL MEGLIO DELLA SETTIMANA – Il sogno continua, Napoli e il Napoli una questione di cuore: un giorno all’improvviso…

Di settimana in settimana, di partita in partita questo Napoli coccola e vizia i suoi tifosi, facendoli sognare sempre più in grande. Anche la gara con l’Udinese è andata: un altro test superato, un’altra dimostrazione di forza da parte della “macchina” di Sarri. Già, gli azzurri somigliano sempre più ad una macchina, di quelle organizzate, studiate in ogni dettaglio, in ogni meccanismo. Paradossalmente, però, una macchina con tanto cuore. Questi gli ingredienti principali della cura “Sarriana”: organizzazione di gioco e cuore. La prima prescinde dalla seconda.

Un cuore che batte in campo e sugli spalti dove ora i mugugni sono spariti. Ce ne faremo una ragione, dobbiamo, se chi poco più di un mese fa parlava di ridimensionato ora canta a squarciagola per novanta minuti e oltre. E’ un momento troppo bello per pensare a quella parte di tifosi che da quel famoso carro dei vincitori dovrebbe scendere, anche perché magari lo faranno da soli al primo passo falso. Il San Paolo è tornato ad essere il tempio dell’entusiasmo, del calore e del folklore applicati al calcio. Napoli e il Napoli sono di nuovo in sintonia, così come dovrebbe sempre essere, ma come negli ultimi tempi non era stato.

Se i novanta minuti di gara sono il momento più atteso e intenso della settimana, quello più unico e romantico si manifesta sicuramente dopo. Esattamente a fine gara quando quel coro, che ormai ogni giorno risuona nella testa di tutti i tifosi, “un giorno all’improvviso…”, diventa sempre più caldo, quando i battiti di mani si moltiplicano e gli azzurri partecipano alla festa. Quel ritmo piace anche a loro.

Non esistono più applausi di circostanza alle curve o saluti freddi alle tribune: al triplice fischio la squadra ora ha voglia di abbracciare i tifosi. Un abbraccio che si manifesta quando Hamsik e co. si avviano verso le curve e battono le mani, dopo ogni gara come se fosse l’ultima di una stagione. I ragazzi di Sarri seguono il ritmo dello stadio e lo fanno perché stavolta ci credono, stavolta è come se in curva a festeggiare ci fossero anche loro. Sui volti di quei professionisti, a volte così irraggiungibili altre così vicini, quest’anno si intravede una passione sincera, oltre a tanta determinazione. La voglia di tornare di corsa negli spogliatoi al San Paolo non esiste. Gli azzurri ora hanno voglia di festeggiare con i loro tifosi, quei tifosi che restano sulle gradinate di Fuorigrotta, a cantare, oltre al novantesimo.Forse anche il calcio, in fondo, è tutta una questione di cuore e il Napoli, un giorno all’improvviso, lo ha ritrovato…

 

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