Un numero 10 diventato prima leggenda poi religione: Maradona, un’esistenza fuori dal comune…

Non avrò altro D10S all’infuori di Diego Armando Maradona“: deve essere iniziato così, tra una risata ed un’altra, il culto che ha portato ad una religione parodistica sull’ex numero dieci azzurro. A Napoli già da tempo, insieme alla Madonna e San Gennaro e fra i santini, compare la figura di quest’uomo dai capelli folti e lo sguardo vispo.

La città, ormai, gli ha dedicato cori, canzoni e preghiere, perché un uomo, ormai semi-divinità, del genere nemmeno fra cent’anni può essere dimenticato. Una vita più unica che rara, fatta di estremismi puri, di gioie e sofferenze forti, da toccare il cielo con un dito a sprofondare negli abissi in poco tempo. È così Diego, lo è sempre stato, un personaggio sui generis, senza peli sulla lingua che si ama o si odia, non ha sfumature.

Estremi sono stati anche i gesti che i tifosi hanno fatto nei suoi confronti, come se in quel lontano 1984 dai gradini del San Paolo fosse davvero uscito il Messia. In Argentina sono orgogliosissimi del suo talento e del suo successo, addirittura c’è chi, collegandoci con la frase iniziale, gli ha dedicato una religione, creata da veri e propri fanatici, la quale oggi è seguita da ben 120.000 persone in tutto il mondo e annovera personaggi del calibro di Ronaldinho e Lionel Messi, piuttosto che Ginobili o lo scopritore Francisco Cornejo.

Insomma, discepoli di tutto rispetto!

Questa “pazzia” nacque per un “gioco” proposto da due giornalisti, Hernán Amez e Alejandro Verón, che il giorno del 38esimo compleanno del fuoriclasse, nel 1998, decisero, tra il serio e il faceto, di fondare questo tipo di culto che avrebbe, da quel momento in poi, segnato il tempo e la storia degli amanti di Maradona.

Ecco, in pratica, come si svolge questa religione:

– il Battesimo di un nuovo credente avviene giurando sull’autobiografia del giocatore, Yo soy el Diego;

– il Matrimonio avviene giurando sul libro e su un pallone da calcio: è presente anche lo scambio degli anelli davanti ad un poster di Maradona;

– il Natale viene festeggiato la notte tra il 29 e il 30 ottobre di ogni anno;

– la Pasqua viene celebrata il 22 giugno, il giorno in cui Maradona segnò contro l’Inghilterra di mano e fu coniata “Mano de Dios”.

 

Una vera e propria istituzione ormai, dettata anche ai dieci comandamenti che si rifanno al mondo cristiano:

1) Il pallone non si disonora, come ha proclamato D10s nel suo libro

2) Ama il calcio sopra tutte le cose

3) Dichiara il tuo amore incondizionato per il calcio

4) Difendi la maglia dell’Argentina, rispettando la gente

5) Diffondi la parola di Diego Maradona in tutto l’universo

6) Loda i templi dove predicò e i loro manti sacri

7) Non proclamare il nome di Diego in nome di un unico club

8) Segui i principi della Chiesa maradoniana

9) Usa Diego come secondo nome e chiama così uno dei tuoi figli

10) Non essere una testa calda.

Si dice onorato, di certo non tutti i giorni nascono Maradona e probabilmente mai avrà eguali. Uno dei pochi uomini ad essere riuscito a cambiare non solo la storia di un club, ma di un mondo intero. Immenso.

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LUDOVICA DONNARUMMA