Il motivo del “no” di Di Natale al Napoli, una storia d’amore in questo calcio moderno fatto di interessi

Un uomo che, conoscendo i propri limiti e le virtù, ha scritto il suo cammino lontano da Napoli, nonostante un amore che lo lega alla città e alla squadra, di cui è il primo sostenitore. Io sono tifoso del Napoli e mi piace il Napoli – ha dichiarato Di Natale ai microfoni di Canal + -, ma ho avuto paura di vestire la maglia azzurra perché per un napoletano è sempre più difficile giocare nella squadra della propria città. Quando le cose vanno male, la situazione per te è ancora più complessa ed è più difficile venirne a capo. Non ho rifiutato Napoli perché non volevo andare, ma perché ne avrei sofferto troppo. Conosco il mio carattere ed ho preferito evitare”.
Un’assunzione di responsabilità che indica rispetto, innanzi tutto per i tifosi azzurri, ma anche per se stesso, perché il calcio è istinto e un uomo sul campo per dare il meglio deve essere libero dai fili che possano ritenerlo. In una recente intervista, si è soffermato su Lorenzo Insigne, rammaricandosi del suo infortunio e indicandolo come suo possibile erede. Se l’attaccante napoletano con i suoi 23 anni oggi ha fatto già carriera, Di Natale ha dovuto aspettare la soglia dei 24 per iniziare a presentarsi al grande pubblico con l’Empoli: “Quando ho iniziato giocare ero solito ricoprire un altro ruolo, perché in quel 4-3-3 ero esterno sinistro, poi una volta contro il Palermo è mancato un attaccante e il Mister mi ha cambiato di posizione e da quel momento ho capito che di fronte alla porta avrei potuto rendere molto di più. In questi anni ho avuto diverse offerte per cambiare club ed ho sempre rifiutato perché l’Udinese per me è una società importante, la mia è una scelta di vita”.
Udine riflette nel suo quieto vivere l’animo di Totò perché, come la città friulana, il calciatore è piuttosto riservato e concentrato sul quotidiano, suo e della sua famiglia e non gliene voglia Napoli che con il suo movimento continuo non ha incrociato il destino calcistico di uno dei suoi figli migliori, perché a suo modo Di Natale resta una delle migliori bandiere cittadine, che il mondo sicuramente gli invidia.
Fonte: Corriere dello Sport
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