San Paolo semivuoto, ma con lo spirito di sempre. Contestato il presidente

Mette malinconia. Davvero. Mette malinconia vedere questi pochi tifosi sugli spalti del San Paolo, sparpagliati un po’ qua e un po’ là. Ma alla fine c’è l’applauso per la vittoria, convincente, sullo Sparta Praga. Difficile non pensare che non sia niente altro che una coppetta. Ce ne erano di più persino contro il Paok, all’inizio d’agosto, quando i napoletani avevano già piazzato ombrelloni e famiglie in riva al mare.

Benitez per fortuna non ritiene per nulla un ripiego questa Europa League. È l’unico a farlo, e questo dà la dimostrazione che è pur sempre un passo in avanti. A modo suo. Higuain e tutti i big in campo fin dal primo minuto,persino facendo pretattica alla vigilia, forse più che nella notte di Bilbao. Alla lettura delle formazioni devono essere stati felici, dunque, quelli che allo stadio c’erano. E quelli della Curva B che hanno esposto uno striscione molto significativo: “Rabbia,tenacia e sudore, rispetto per questa competizione“. Non è facile elaborare il lutto di Champions. Ma se esiste una città dove tutto si cancella in fretta questa città si chiama Napoli. Addio all’aria tersa della Champions League respirata un mese fa esatto, rispetto all’Europa League è quasi un altro sport. Però questa è la strada per poter tornare a una piena dimensione internazionale: di recente l’Europa League è servita a qualcuno (Atletico Madrid, Chelsea) proprio come trampolino verso la Champions.  Senza essere schizzinosi, è così che i veri campioni conquistano l’età adulta.

Aurelio De Laurentiis c’è. Alla fine non se l’è sentita di disertare per la seconda volta consecutiva il palco del San Paolo. È in compagnia dei suoi due figli, Edoardo e Luigi. Un segnale alla squadra: la proprietà è qui con voi. Forse anche un messaggio a tutti dopo quel comunicato diramato mercoledì in cui veniva smentita, in maniera categorica, l’intenzione di”cedere il Napoli”. L’incubo di una nuova contestazione studiata a tavolino, svanisce quasi subito: la squadra viene applaudita dai tifosi, i cori di sostegno sono calorosi, i fischi del finale della gara con il Chievo sono un ricordo. I fischi sono invece tutti per i supporter cechi che piombano al San Paolo in meno di 200. Sarebbero stati uno in più se tra questi non ci fosse stato chi, nel pomeriggio, ha avuto la geniale idea di postare su Facebook una foto di un coltello, una mephisto di colore rosso e una sorta di passamontagna. Insieme al biglietto d’ingresso per il settore ospite. Oltre la scritta minacciosa “San Paolo stiamo arrivando”. E sul biglietto c’era il nome del facinoroso identificato dalla Digos della questura napoletana.

Fonte: Il Mattino