Neanche il più inguaribile dei sognatori sperava in una rimonta della Nazionale azzurra, che avrebbe dovuto realizzare 9 reti per sopravanzare in classifica la Norvegia. Una vittoria, attraverso una convincente prestazione, erano invece nelle intenzioni del gruppo di Gattuso.
Invece, la realtà è ancora più amara della vigilia. La Norvegia è di molto avanti all’Italia, sia sul piano del gioco che su quello delle individualità. Sono loro ad accedere direttamente ai prossimi mondiali, mentre noi dovremo aspettare – e sperare – nel sorteggio di giovedì prossimo.
Solito assetto di Gattuso con difesa a 3 e centrocampo muscolare composto da Barella, Locatelli e Frattesi. In avanti Pio Esposito e Retegui.
Buon inizio degli azzurri spinti dal pubblico di Milano, con la Norvegia stranamente contratta. Bene i primi minuti e vantaggio con Pio Esposito. Il ragazzo è molto di più di una promessa, ma non è certo il campione fatto e finito che la stampa si affretta a dipingere.
Stranamente “dimenticato” Dimarco dalla retroguardia ospite, per tutta la gara gode di tanta libertà sull’out sinistro, ma non è mai decisivo. L’Italia vorrebbe ma non riesce, solo un’altra occasione stavolta fallita da Esposito, e poco altro al termine della prima frazione.
I napoletani in campo senza infamia e senza lode: Di Lorenzo si limita al compitino e va in affanno ogni volta che viene attaccato; Politano, con il gioco che staziona principalmente dall’altro lato, prova a farsi notare ma, oltre alla solita generosità, in avanti combina poco.
Nella ripresa la Norvegia si scuote dal torpore e dimostra – ove mai ce ne fosse bisogno – che il calcio vincente è fatto da organizzazione di gioco e, soprattutto dai fuoriclasse.
In campo ne ammiriamo due e purtroppo entrambi hanno la maglia bianca. Nusa, frenato nel primo tempo da un problema fisico, esce alla distanza e da inizio ripresa è imprendibile. Questo è uno da Real Madrid, il talento del Lipsia fa impazzire tutto lo schieramento di destra dell’Italia e pareggia all’ora di gioco dopo una splendida serpentina.
A questo punto entra in gioco il “cyborg” Haaland, finora impegnato solo a bastonarsi con Mancini e Bastoni, che in due minuti realizza altrettanti pregevoli segnature.
Per tacere di Sorloth, potente, veloce ed efficace sotto rete. Ad avercelo in maglia azzurra accanto ad Højlund, mentre nella realtà è solo una delle tante alternative di Simeone all’Atletico di Madrid.
L’Italia esce dal campo ed il finale diventa umiliante grazie all’ultima rete norvegese, ad opera di Larsen allo scadere.
In sintesi molto male per gioco e individualità. L’Italia è stabilmente in seconda fascia, poco da obiettare. Da tempo è uscita dall’élite del calcio mondiale!
Magari i mondiali li andremo pure a disputare, sperando nella buona sorte per il sorteggio. Ma non sarà certo la squadra di Gattuso quella capace di regalarci quelle emozioni, ormai lontane nel tempo.






