Entra e incide: il nuovo Lukaku visto ai Mondiali. Può essere ancora protagonista nel Napoli?

Al momento, Romelu Lukaku è l’azzurro che sta meglio performando ai Mondiali. Alzi la mano chi lo avrebbe detto alla vigilia. Un torneo nel quale i tifosi si aspettavano nuove imprese da un McTominay apparso invece deludente, o un tocco di magia da De Bruyne (il cui rendimento è a corrente alternata). A dare le risposte migliori, fino ad ora, è stato il centravanti belga. Una scommessa vinta in tutto e per tutto da Rudi Garcia, che non ha mai fatto mancare fiducia nei suoi confronti, portandolo con sé in Nord America contro più di un parere. Un supporto ripagato a suon di gol, assist e leadership, seppur in vesti diverse dalle solite.

Viste le condizioni fisiche ancora lontane dall’eccellenza, il Ct del Belgio ha optato per trasformarlo in una carta da giocare a partita in corso, quando le squadre si allungano, quando a farla da padrone sono i nervi e il peso specifico. Una scelta decisamente azzeccata, che ha permesso ai Diavoli Rossi di cambiare volto nel corso delle gare, aggiungendo lo strapotere fisico e mentale di Lukaku. Fino ad oggi, il bomber ha messo a referto tre gol, un assist e propiziato un autogol: numeri importantissimi se si tiene conto del minutaggio. Quattro ingressi decisivi, tutti con modalità differenti.

Contro l’Egitto, è subentrato sullo 0-1, in una partita in cui i belgi hanno sofferto notevolmente l’assenza di un uomo di peso nell’area di rigore avversaria. Risultato? Nemmeno il tempo di entrare che il numero 9 ha già propiziato l’autorete di Haly, fissando il risultato sul pareggio. Contro la Nuova Zelanda invece, ha permesso ai suoi di mettere in cassaforte il primato nel girone. Sul risultato di 1-3, ha messo a referto sia un gol che un assist per Saelemaekers. Due realizzazioni importanti, grazie alle quali gli uomini di Garcia hanno conquistato la vetta del girone, scavalcando proprio l’Egitto grazie ad una miglior differenza reti.

Poi, quello che è stato l’ingresso più impattante: Belgio-Senegal. Una sfida disastrosa sotto ogni punto di vista, che ha visto Manè e compagni andare in vantaggio di due gol con enorme merito, dominando in lungo e in largo. I rossoneri non sono mai apparsi in gara, tanto da sfiorare una crisi di nervi. Ma, dal nulla, spunta una zampata di Lukaku in area di rigore al minuto 86 su assist di Meunier: un gol che ha letteralmente riportato giù dall’aereo per Bruxelles la sua nazionale. Tre minuti dopo sarà 2-2 per merito di Tielemans. Sarà poi il centrocampista dell’Aston Villa, nel corso dei minuti supplementari, a fissare il punteggio sul 3-2 su calcio di rigore (lasciatogli da Romelu).

Infine, l’ultima apparizione: Stati Uniti-Belgio. Stavolta, l’ingresso è arrivato sull’1-3, a risultato già ampiamente acquisito. Ma, nel corso di un incontro pesantemente infiammato dall’episodio della revoca della squalifica da parte della Fifa allo statunitense Folarin Balogun. Un accaduto spiacevole, che ha però caricato gli uomini di Garcia, capaci di sfoderare la miglior prestazione della loro spedizione. Una prova maiuscola, alla quale Lukaku ha messo la ciliegina sulla torta con una conclusione di destro: rete del quarto gol e via alla festa.

I Diavoli Rossi sono ai quarti di finale dei Mondiali, dove incontreranno la Spagna. Un risultato probabilmente inaspettato, anche perché i belgi non hanno mai davvero convinto dal punto di vista del gioco. Ma, acquisito a seguito di scelte molto forti del Ct Garcia. Tra queste, anche quella di utilizzare Romelu come uomo spacca partite. 3 gol e un assist in circa 200 minuti giocati, quasi tutti da subentrato. Numeri niente male.

Ora però, la discussione si sposterà all’ombra del Vesuvio: si può ancora puntare su questo Lukaku? L’attaccante – non è un mistero – piace molto a Max Allegri, che lo avrebbe voluto già alla Juventus. Forte fisicamente, capace di lavorare come approdo e far salire la squadra, un elemento che può essere determinante nel gioco del tecnico toscano. Inoltre, se venisse sfruttato prevalentemente a gara in corso al posto del già estenuante Hojlund, potrebbe risultare molto velenoso, specie quando le squadre tendono ad allungarsi e a lasciare spazi. E chissà, magari anche al fianco del danese. D’altronde, il belga sa come lavorare in un attacco a 2.

I contro sono legati soprattutto alla questione economica. Lukaku percepisce un importante stipendio lordo, 7,7 milioni lordi a stagione. Per una società che punta ad abbattere i costi, non è l’ideale lasciarlo in panchina. Già, la questione panca, un altro punto della discussione: saprà Romelu accettare un ruolo da comprimario in azzurro, dove si punterà sempre più forte su Hojlund? E, come ultimo punto, la tenuta. Può ancora oggi il belga reggere una stagione a questi livelli in un club che punta a vincere lo scudetto e a fare bene in Champions? Per quanto affascinante, il Mondiale rimane una competizione di un mesetto circa, giocata in un contesto molto particolare. Nel calcio dei club, è quasi impossibile ricreare un ambiente simile.

È presto per avere risposte a queste domande, poiché Max Allegri non ha ancora calcato i campi di Castel Volturno, e non ha ancora avuto modo di parlare con il 9 azzurro. Ma, l’indicazione arrivata dai Mondiali è chiara: Lukaku c’è, e non ha intenzione di abdicare. Stipendio, centralità del progetto e tenuta permettendo.

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