Vincenzo Raiola, agente, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Stile Tv, nel corso della trasmissione Si Gonfia La Rete. Qui, ha parlato anche a proposito dei suoi assistiti Seydou Fini e Andrea Natali, entrambi accostati al Napoli. Di seguito, ecco quanto riportato.
“Fini? Ho sempre avuto un occhio di riguardo per i giovani, anche del nostro territorio. In passato ho anche collaborato con delle scuole calcio. Ma da quando ho iniziato questo mestiere uno dei primi passi che ho fatto è stato rapportarmi col territorio e pescare giovani dal territorio. Seydou lo seguo da tantissimi anni, viene dal settore giovanile del Genoa. A lui tengo tantissimo, anche dal punto di vista umano. Per me questo è un aspetto fondamentale. Ho visto di più su di lui ed è un ragazzo eccezionale sotto i punti di vista. Ovunque è andato ha sempre giocato bene. L’anno scorso giocò all’Excelsor Rotterdam, porto spesso i ragazzi all’estero perché lì possono giocare di più. Qui ha vinto il campionato di Serie B olandese ed è iniziato il suo percorso. Al Genoa faceva fatica, per me poteva fare qualcosa in più ed abbiamo avuto ragione. Quest’anno è rimasto al Genoa per volontà di Vieira, voleva tenerlo con sé, poi però lui è andato via ed ha scelto di andare al Frosinone dove ha vinto il campionato di Serie B. Il progetto di Baldini? Ho visto le due partite della Nazionale, volevo toccare da vicino l’esperienza di questi ragazzi, particolarmente di Seydou e di Donnarumma, qui divenuto trascinatore del gruppo. Si è sentito a suo agio, ha trovato un gruppo squadra interessante. Gigio lo ha sentito e si è affezionato a loro. Questi ragazzi avevano bisogno di una spalla forte, e per lui è stato importante dare loro fiducia. Il portiere deve trasmetterne, e in questo caso è stato di più”.
“Natali? Manna in passato ha avuto esperienze con i giovani, avrà una visione molto importante su questi livelli. Penso che con gli anni porterà questa visione a Napoli. Avrà successo e porterà freschezza al calcio italiano. Suo papà, Cesare, è stato il primo giocatore italiano a lavorare con Mino. Mi riempie di orgoglio seguire il figlio, perché significa che alla base c’è un grande rapporto che va al di là della professione. Quando un ex calciatore ti affida il figlio (e non è l’unico) ti riempie di orgoglio. In Andrea vedo grandi prospettive, è molto intelligente, umile e semplice. Ha già fatto delle esperienze importanti, passando nei settori giovanili di Milan e Barcellona. Poi ha scelto il Bayer Leverkusen, dove ha lavorato anche con Xabi Alonso. Quest’anno abbiamo optato per andare in Olanda visto il caos creatosi, e anche qui ha fatto bene. Qui si è affermato come un calciatore importante nonostante i problemi fisici. Oggi è un ragazzo molto attenzionato, non solo dal Napoli“.
“Giovani all’estero? Sono obbligato. Spero che questa situazione cambi dopo l’ennesimo mondiale mancato ed il progetto di Baldini. Da parte mia non è semplice mandare via questi ragazzi. Seydou e Andrea hanno grandi capacità, Natali parla quattro lingue per dire. A me facilita il portarli all’estero, ma non è sempre semplice mandarli fuori. Si tratta però di una strada più semplice. Spero che nei prossimi anni cambi qualcosa. Io seguo anche Garofalo del Napoli, che ha vinto gli europei under 17 due anni fa a Cipro. Abbiamo dei ragazzi così forti, speriamo che si possa partire, anche dalle serie minori. C’è un altro problema: tra A e B mi posso fidare di pochissime società, che davvero lavorano bene anche sui giovani. Negli altri paesi, anche le formazioni di dilettanti, investono molto nei settori giovanili. In Italia invece sono più concentrati sui club maggiori e non sui vivai. Cerco di essere il paladino dei ragazzi del Sud Italia, ma siamo molto in difficoltà, anche perché le migliori formazioni sono al Nord o al Centro. Da noi c’è carenza di società che possano valorizzare i ragazzi. Le possibilità sono mancate anche perché non ci sono club che ti fanno emergere. Molti club fanno fatica a fare sia la prima che la seconda squadra. Questo è un altro problema in cui la federazione deve intervenire non affidandola solo alle società. Se noti che alcuni di questi club rischiano di fallire, capirai che non potranno lavorare molto sui giovani. È un’altra lacuna, non è giusto che al Sud non ci siano tante società. E tanti altri ragazzi finiscono per mollare. Berardi per dire, è diventato calciatore perché, giocando una partita con gli amici del fratello, è stato visto da un osservatore del Sassuolo. Magari, rimanendo in Calabria, non avrebbe avuto possibilità di divenire un calciatore. Il Napoli negli ultimi anni sta cercando di fare, ma da soli non possono fare tanto”.
“Garofalo? Abbiamo parlato col Genoa, il Napoli è retrocesso in Primavera 2 ed abbiamo pensato di trovare una soluzione per lui, magari anche trovare una prima squadra che lo possa far crescere. Oppure un settore giovanile come quello del Genoa, ma non solo. Purtroppo, questa retrocessione non ci voleva. Il ragazzo è quasi a fine corso e per me dovrebbe già iniziare a giocare. Però, è ancora rimasto imbottigliato nel settore giovanile. Per oltrepassare questo scoglio è importante fare i passi giusti e trovare la società giusta. È un lavoro molto difficile quel di creare le prospettive per giocare in prima squadra. Obaretin? Lui ha già fatto delle esperienze in Serie B, per me può già giocare in Serie A. Lui è molto attenzionato all’estero, sto cercando soluzioni anche per lui. Ma non è facile trovare le soluzioni per tutti. Quando mando i giocatori in prestito è anche una questione di fortuna, legata ai risultati della squadra. Crescere un giocatore è anche trovare la squadra giusta nel momento giusto”.






