Quanto è distante l’estate, quando il Napoli aveva appena cucito il tricolore sul petto e in vista della nuova stagione si candidava di diritto come tra le favorite per un altro titolo. Anzi, a detta di molti, e anche secondo i migliori siti scommesse, la squadra di Conte era la favorita per la vittoria di un altro scudetto. Un anno dopo, il campo ha detto altro. A trionfare è stata l’Inter di Chivu che ha fatto doblete anche grazie alla vittoria della Coppa Italia. Cosa non ha funzionato nel Napoli? Perché lo scudetto ora sarà indossato dai nerazzurri? Abbiamo individuato tre potenziali motivi alla base del mancato successo del club di De Laurentiis. Tre cause che hanno portato a un campionato al di sotto delle aspettative di tutti, tifosi compresi.
Gli infortuni hanno avuto un peso
Il primo motivo è forse anche quello più banale, quello a cui tutti penserebbero: gli infortuni. Tanti, troppi nel corso della stagione. Il Napoli ha perso diversi giocatori determinanti nel corso dell’annata. Basta fare giusto qualche nome, anche perché l’elenco è lungo: Rrahmani, De Bruyne, Anguissa, oltre a Lukaku che si è fatto male in estate. Al suo posto la società ha puntato su Hojlund dal Manchester United. Tanti infortuni, diverse formazioni ma soprattutto defezioni sul più bello. Neres, ad esempio, si è fatto male a gennaio nel suo miglior momento di forma, quando aveva segnato sei gol in due mesi ed era stato protagonista in finale di Supercoppa a Riyadh contro il Bologna. Vale lo stesso per Anguissa, ko a novembre dopo i primi quattro gol a inizio anno. E poi lo stesso discorso si può fare per De Bruyne, il colpo estivo ko da fine ottobre a marzo. Esisteva un Napoli con la rosa al completo e uno completamente diverso, ovvero quello che Conte è stato costretto a ridisegnare subito, a inizio stagione. Non è un caso che il tecnico azzurro sia partito col 4-1-4-1 e ora si sia ritrovato a chiudere l’anno col 3-4-2-1.
Il mercato non ha convinto troppo
Anche la campagna acquisti ha inciso in negativo. In estate il Napoli aveva chiuso nove operazioni e a gennaio altre due, per un totale di undici volti nuovi rispetto all’anno scorso. Ma chi ha davvero dato il proprio contributo? Pochi, in realtà. Su tutti, Alisson Santos, una vera e propria rivelazione arrivato a metà campionato dallo Sporting Lisbona. Per il resto, tanti dubbi e qualche bocciatura, come Lang e Lucca dati in prestito a gennaio. Rimandato Beukema, mentre Milinkovic-Savic è diventato il nuovo titolare in porta pur senza aver mai realmente dimostrato di essere superiore a Meret. Utile Elmas, arrivato in prestito dal Lipsia. Difficile da valutare Giovane, così come Kdb, a fasi alterne da inizio anno al netto dello stop e dell’operazione. Anche Marianucci è andato via in prestito a metà stagione. Insomma, tanti colpi ma pochi realmente decisivi. Hojlund, con Alisson, la nota lieta.
Le motivazioni contano sempre Un terzo motivo alla base del mancato scudetto del Napoli può essere legato alle classiche e ormai inflazionate motivazioni. D’altronde è la testa a veicolare tutto. L’Inter è partita col dente avvelenato per lo scudetto perso per un punto lo scorso anno e ha disputato un campionato perfetto, o quasi, lasciando solo briciole agli altri. Nel Napoli troppi calciatori hanno avuto un rendimento al di sotto di quelli che erano i classici standard. In sintesi, non si è ripetuta come squadra e per questo motivo ha appena scucito dal petto il tricolore consegnandolo alla squadra di Chivu. Che lo ha vinto con pieno merito. Per lo stesso motivo molti giocatori ritenuti a fine ciclo potrebbero fare le valigie e partire in estate. Si preannuncia un mercato con diversi colpi e tante novità per il club di De Laurentiis. L’obiettivo? Tornare a vincere lo scudetto. Magari con meno infortuni e indovinando qualche acquisto in più.






