Krol: “Napoli mi ha fatto sentire un re. Cruijff unico, e quel sogno nato in Italia”


Ruud Krol, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ripercorre con emozione il suo legame con Napoli e la sua carriera. “Ogni volta che torno mi basta salire su un taxi per essere travolto dai ricordi. I giovani mi dicono che ero l’eroe dei loro padri: è bellissimo essere ricordati così”.


Il suo arrivo non fu semplice: dopo 12 anni all’Ajax aveva scelto il Canada, ma il Napoli lo voleva da tempo. “Antonio Juliano venne fino a Vancouver per convincermi: mi ripeteva sempre ‘voglio te al Napoli’”.
I primi mesi furono complicati anche fuori dal campo: “Vivevo all’Excelsior e ci vollero quattro mesi per trovare casa a Posillipo. Però ricordo la bellezza della città e la tranquillità”. Indimenticabile l’impatto con i tifosi: “A Mergellina i pescatori mi riconobbero e mi abbracciarono tutti insieme, con quell’odore di pesce ovunque. Non ero abituato a tanto calore”.


Anche in campo l’inizio fu particolare: “Arrivai dopo un viaggio di 42 ore e il giorno stesso c’era la partita. Io volevo solo dormire. Poi andò tutto bene, ma non parlavo italiano: imparai prima i termini calcistici. Una volta volevo dire ‘fuorigioco’ e urlavo ‘fiori’”.


Da bambino sognava il grande calcio: “Mio padre mi portava a vedere l’Olanda. In vacanza sul lago di Como mi portò a una partita del Milan: era il debutto di Rivera. Lì dissi che un giorno avrei giocato in Italia”.


Tra i compagni più importanti, Johan Cruijff: “Eccezionale. Ti migliorava, era un allenatore in campo. Restavo con lui dopo gli allenamenti per migliorare il sinistro. Sapeva di essere forte, ma anche che senza la squadra non poteva fare nulla”.
Dopo il ritiro ha allenato in diversi paesi, dall’Europa al Nord Africa: “Mi piaceva l’avventura e rilanciare squadre storiche. Ma ho scelto di andare via dall’Olanda: preferisco il sole… e anche il caffè è migliore”.


Sugli olandesi di oggi in Serie A: “Malen mi piace molto, De Roon è intelligente e Dumfries sta tornando al top”.
Infine, uno sguardo al Napoli attuale: “Gli infortuni sono stati un problema, ma la squadra è rimasta in alto. Tra il Napoli di Conte e quello di Spalletti scelgo quello di Spalletti: mi piace chi attacca sempre e prende l’iniziativa. È il mio calcio”.

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