
Antonio Conte è la definizione perfetta di condottiero, un uomo, prima che un professionista, che nonostante le difficoltà sà reinventarsi e mettersi in discussione.
Semplicemente colui che mentre la barca viene colpita dalla tempesta rema più forte per non affondare.
Nonostante i 36 infortuni che il Napoli e Conte hanno dovuto e saputo fronteggiare, talvolta ripetuti. Antonio ha trovato sempre come tirare la soluzione da fuori al cilindro.
Difatti è il miglior allenatore della Serie A proprio per questo, il più vincente proprio perchè è capace di fronteggiare qualsiasi difficoltà, anche le più assurde al limite del surreale, come quella vissuta dal Napoli questa stagione.
Ad aggravare la situazione già catastrofica, ci si mette anche il mercato a saldo zero, che ha visto le cessioni di Lucca al Nottingham Forest e Lang al Galatasaray in prestito con diritto di riscatto, stessa formula per le due new entry Alisson dallo Sporting Lisbona e Giovane dall’Hellas Verona.
La perdita del capitano simbolo di questa squadra e poi la vittoria di Genova in 10 contro 11 al 95′ su rigore, con una doppietta di Hojlund ed 1 gol di Mc Tominay che nonostante il dolore alla caviglia segna un gol da oscar, che cancellano i 2 errori di Buongiorno, tutto questo sotto l’incessante pioggia dello stadio Marassi.
Un epilogo simbolo della situazione Napoli e del suo condottiero Antonio Conte, che sotto la tempesta continua a remare, perchè non ci sta proprio ad affondare e vuole rimanere lì a lottare fino all’ultimo secondo.





