Eden Hazard, ex calciatore, ha rilasciato un’intervista a Il Mattino. Qui, il belga ha parlato a proposito del tecnico del Napoli Antonio Conte, suo allenatore ai tempi del Chelsea e con cui ha avuto modo di vincere una Premier League ed una Fa Cup. Di seguito, le sue dichiarazioni a riguardo.
- Che allenatore era Antonio Conte?
- «Sicuramente uno dei tecnici più attenti che abbia mai avuto nella mia carriera. Un allenatore che pretende sempre il massimo dai suoi giocatori. È molto esigente perché sa che per raggiungere gli obiettivi prefissati serve lavorare, lavorare e lavorare. Magari all’inizio è dura per un giocatore entrare nella sua mentalità, ma quando vedi che arrivano i risultati capisci in fretta che quella è la strada giusta da percorrere».
- E lei che rapporto aveva con lui?
- «Ottimo, assolutamente ottimo. Un rapporto che si basava tanto sul rapporto tecnico che su quello umano. Certo, ancora ricordo quanto intensi fossero i suoi allenamenti, ricordo ancora la fatica dopo quelle sedute, ma poi con il tempo ne ho apprezzato l’importanza».
- A proposito di lavoro, come era con voi attaccanti?
- «Un perfezionista, un vero perfezionista. Ma non solo con noi, questo va detto. Era ossessivo, in senso buono, un po’ con tutti i giocatori a disposizione. Pretendeva il massimo. Ci chiedeva sempre lavori specifici che sistematicamente ci ritrovavamo nelle situazioni di gioco in partita».
- Eppure il suo Napoli sta attraversando un momento di difficoltà dal punto di vista dei risultati…
- «Ma non c’è poi da stupirsi troppo. E la responsabilità non può certo essere solo di Conte».
- Perché?
- «Il Napoli sta attraversando un momento particolare dovuto soprattutto ai tanti infortuni. Non succede mica tutti i giorni di avere questi infortuni ripetuti uno dopo l’altro».
- E allora cosa si aspetta adesso?
- «Conte sa come si fa. E per questo si può risollevare in tempi stretti e lottare fino alla fine per ripetersi nella grande impresa dello scudetto conquistato lo scorso anno».
- Secondo lei chi è la favorita per il titolo?
- «In questo momento dico ancora che l’Inter è messa meglio. Ma non credo affatto che la questione scudetto sia chiusa, anzi».
- E quindi?
- «Al netto dell’Inter certamente favorita, ci sono anche Milan, Napoli e Juventus che possono insidiare la prima posizione. Insomma, nulla è definitivamente detto e sappiamo bene quanto delicate possano essere le partite dei prossimi mesi per decidere chi sarà a conquistare il tricolore».
- Intanto il Napoli non avrà più l’impegno della Champions League…
- «Anche quella eliminazione non mi ha stupito, perché per correre in maniera decisa su due binari c’è bisogno di una rosa ampia e competitiva. A Conte sono venute meno troppe pedine importanti e alla lunga finisci per pagare i tanti infortuni».
- Tra gli assenti c’è anche il suo amico e connazionale De Bruyne.
- «Sono stato felice di vederlo con la maglia del Napoli. Conoscevo già il club azzurro perché per anni è stato quello del mio grande amico Dries Mertens. E per questo spero che una volta rientrato definitivamente dall’infortunio che lo ha colpito a inizio stagione possa aiutare a risollevare le sorti della squadra. Le qualità non gli mancano affatto e certamente il suo contributo potrà essere determinante per la volata finale».
- Nell’attesa di De Bruyne, però, è tornato a disposizione un altro suo connazionale: Lukaku.
- «Che grande campione che è Romelu. Oltre a essere un bomber infallibile è anche una persona stupenda. Una cosa è certa: se sta bene può davvero dare una grande mano fondamentale al Napoli. E questo lo sa bene anche Conte che infatti lo ha voluto fortemente lo scorso anno per lottare per lo scudetto poi vinto alla fine della stagione».
- Tra i suoi ex compagni ai tempi del Chelsea c’è anche Fabregas, che alla guida del Como sarà il prossimo avversario del Napoli ai quarti di finale di Coppa Italia.
- «Quello che sta facendo alla guida del Como è solo frutto delle sue grandi qualità. Ne ha da vendere e di questo ne sono sempre stato convinto. Ci sentiamo spessissimo e siccome sono un grande tifoso del Chelsea quando abbiamo parlato l’altro giorno gli ho detto: “Fratello sei pronto per allenare i blues”. Non sono meravigliato da quello che sta facendo vedere a Como».






