CdS – Acquistato per 15mila euro, oggi Vergara non ha un prezzo. Ed ora sogna l’azzurro della Nazionale…

Antonio Vergara è diventato uno dei nuovi idoli del Napoli. Il talento di Frattamaggiore, classe 2003, ha saputo ritagliarsi il suo spazio in azzurro, siglando 2 gol e un assist nelle ultime due partite. Prelevato per 15mila euro nel 2013 da Gianluca Grava, responsabile del settore giovanile del Napoli, ora il suo valore di mercato è decisamente aumentato, seppur non ci sia alcuna intenzione di privarsene. Intanto, il 26 sogna anche l’azzurro della Nazionale. La chiamata di Gennaro Gattuso appare ancora un sogno, ma non impossibile. Ne parla l’edizione odierna de Il Corriere dello Sport.

Oggi non ha un prezzo, ha anche firmato con il Napoli fino al 2030. O meglio: vale milioni di euro, ma chi può dire quanti? Un bel po’. Doppia cifra. Di certo, il valore è cresciuto negli ultimi sette giorni: è trascorsa una settimana dal primo gol con il Napoli, in Champions, contro il Chelsea. Con una ruleta in faccia a gente da Premier e un sinistro affilato nello stadio del dio mancino. Il bis tre giorni dopo: con la Fiorentina, cavalcando come un purosangue. E sempre di sinistro: quel piede è d’oro, può farci tutto. Che fosse bravo, ma bravo davvero, s’era già capito da tempo e c’era solo da scegliere: il controllo a seguire di tacco in ritiro, l’assist contro il Cagliari, lo scatto di Torino con Yildiz aggrappato (e ammonito) alla sua maglia. Ma se il telecronista inglese di Napoli-Fiorentina lo chiama, «’o piccirillo», raccontando il suo gol e trattandolo come un niño prezioso, allora vuol dire che il ragazzo ha cominciato la scalata”.

“Troppo clamore e troppo rumore? Può darsi. Ma Antonio ha fame, non si bea: dopo quel capolavoro contro i Blues ricominciò a correre come un mediano e a difendere come si deve nel calcio moderno. E poi, dicevamo, il pallone è gioia e i talenti italiani sono rari: alla nidiata dei Pio, dei Palestra e dei Leoni si è unito anche Vergara. Il presente e il futuro del Napoli, magari il futuro della Nazionale: il nostro calcio ha bisogno di ragazzi come queste magnifiche quattro speranze per rialzare la testa. La chiamata di Gattuso è un sogno? Certo. Ma anche possibile come l’esordio all’improvviso da titolare in campionato contro il Sassuolo senza Neres, tanti infortunati e troppi problemi: prima d’allora aveva giocato 17 minuti in A, 10 in Champions e 2 in Supercoppa. È stato bravo a cogliere il suo momento, così come Conte a credere in lui: ora ne ha fatte cinque di fila con 2 gol in quattro giorni”.

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