Gazzetta – Liquidità per 174 milioni e patrimonio di 190, ma mercato bloccato: il caso del Napoli che ha portato alla modifica delle Noif

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Al 30 giugno 2025, il Napoli disponeva di una liquidità pari a 174 milioni ed un patrimonio netto di 190. Eppure, la società si è vista infliggere un blocco del mercato. Come mai? Per l’introduzione del criterio del costo del lavoro allargato, che prevede che le spese per la rosa (stipendi, ammortamenti, commissioni per gli agenti) non possono superare l’80% (poi il 70%) dei ricavi comprensivi del player trading. Oggi, La Gazzetta dello Sport entra nel dettaglio, raccontando la strategia che ha consentito agli azzurri di essere virtuosi e come proprio questa, abbia portato ad un paradossale blocco, tanto da portare il consiglio federale a cambiare le Noif per la prossima stagione. Di seguito, ecco quanto raccontato.

“La norma della Figc mutua il principio Uefa della sostenibilità, ma a Nyon viene compiuta un’analisi “qualitativa” che tiene conto di diversi fattori. C’è poi un aspetto tecnico da considerare. Il Napoli, a differenza di quasi tutte le altre società, applica il criterio delle quote decrescenti per gli ammortamenti degli acquisti dei giocatori. Facciamo un esempio pratico: Beukema, costato 30 milioni, incide il primo anno per 12 milioni anziché per 6. Questo metodo risponde a una logica di prudenza, perché riduce il rischio di successive svalutazioni, ma penalizza, ai fini dei controlli federali, il club che si trova nella fase espansiva degli investimenti. È esattamente il caso del Napoli che, con l’arrivo di Conte, ha mobilitato 300 milioni in acquisizioni: 164 nell’esercizio 2024-25 e 136 nella prima metà del 2025-26. La stortura è talmente lampante che il consiglio federale, a dicembre, ha corretto le Noif, consentendo alle società che utilizzano le quote decrescenti di applicare quelle costanti nei conteggi. Solo che la modifica entrerà in vigore per la prossima scadenza del 31 maggio 2026. Per il mercato invernale, invece, i termini erano ormai superati (entro il 30 novembre 2025, con dati al 30 settembre 2025) e il Napoli è stato pertanto costretto a calcolare il parametro con gli ammortamenti a quote decrescenti. Nei costi del club azzurro ballano diversi milioni tra un metodo e l’altro. Se il Napoli avesse potuto adottare da subito il criterio delle quote costanti, lo sforamento sarebbe stato notevolmente inferiore“.

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