Gazzetta – Giochisti della difesa, il caso del Napoli. Gli azzurri oggi sono puro Conte, e attenzione perché alla lunga…

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L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ha pubblicato un focus riguardante la struttura difensiva delle squadre meno battute in Serie A. Tra queste, figura il Napoli di Antonio Conte, che ha saputo rimediare ai propri errori ed ha messo su un 3-4-2-1 più quadrato e più arduo da scardinare.

“Il Napoli delle ultime settimane è puro Conte: squadra intensa, determinata, compatta, capace di alternare momenti di pressione ad altri di blocco basso e densità difensiva. Tra le migliori difese del campionato è… la meno migliore, perché ha incassato 11 gol. Ma attenzione: perché se guardiamo le statistiche, in particolare quella degli Expected Goals subiti, è quella con lo scarto minore rispetto ai gol effettivamente incassati, mentre le altre da questo punto di vista sono più premiate (e alla lunga dovrebbero finire per pagare). E poi il Napoli più recente è molto diverso da quello di inizio stagione. Il mercato estivo che aveva arricchito la rosa ha “ingolosito” Conte, che ha provato a far convivere De Bruyne e McTominay per sfruttarne tutte le loro straordinarie caratteristiche offensive. Il tecnico leccese ha dunque iniziato la stagione investendo ancora di più il 4-1-4-1 super offensivo visto già nell’anno dello scudetto, con McT o KDB alternati nella posizione in fascia sinistra in fase di non possesso. E di là il solito Politano che faceva da “rinforzino” abbassandosi sulla linea di difesa. Assetto ambizioso ma non del tutto equilibrato, almeno non quanto l’ultima versione”.


“Perso De Bruyne, Conte ha abbassato il baricentro e stabilizzato la fase difensiva. Nel 3-4-2-1, con tre difensori puri, sull’esterno destro ora c’è Di Lorenzo, più solido in copertura, invece di Politano, con l’ulteriore aiuto eventuale di un centrale vero dietro. Hojlund applica il primo pressing anche ballando tra i centrali avversari, Lang e Neres, scatenati negli spazi quando si attacca, aiutano con una difesa di posizione sugli esterni, in mezzo Lobotka e McTominay costituiscono la diga centrale. I difensori restano aggressivi, rompono la linea ma senza concedere mai la profondità (solo 9 fuorigioco, Napoli penultimo in A). I principi restano quelli dell’uomo contro uomo, soprattutto andando in pressione più alta, cosa che non succede per 90’ ma in momenti da leggere. Altrimenti tutti dietro, tutti a lavorare e proteggere”.

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