Stefano Agresti, giornalista, ha scritto su La Gazzetta dello Sport a proposito dello sfogo di Antonio Conte a seguito di Bologna-Napoli. Si è riferito a questo come dirompente, eccessivo, anche perché gli azzurri sono a soli due punti dalla vetta. Di seguito, le sue parole a riguardo.
“Antonio Conte è uno straordinario allenatore da campionato, altrimenti non avrebbe vinto lo scudetto con tre squadre diverse (unico nella storia) e spesso senza che queste fossero le migliori: non lo erano la sua prima Juve e il suo Napoli, e forse non lo era nemmeno l’Inter con cui strappò il titolo ai bianconeri dopo nove anni di dominio; allargando lo sguardo, neppure il Chelsea nel 2017 era la squadra più forte della Premier, però batté tutti. Puoi rimproverare qualcosa a uno così? Beh, qualcosa sì. I risultati in Champions, ad esempio. E, fuori dal campo, una certa incapacità di gestire i propri umori nei momenti di difficoltà. Lo sfogo dopo la sconfitta di Bologna è stato dirompente. Eccessivo, se guardiamo la classifica: il Napoli è lì, a due punti dal cielo. Certo sbagliato nei toni: il riferimento al morto da accompagnare, anzi da non accompagnare, è lugubre, sgradevole, infelice. Conte ha voluto scuotere la squadra, nella speranza di provocare una reazione. E forse ha cercato di metterla sul banco degli imputati (benché abbia sussurrato che assume su di sé le colpe: lo ha detto, sì, ma poi ha accusato altri). Se esiste un problema di rapporti tra allenatore e spogliatoio, è tutto da dimostrare che questo sia il modo giusto per risolverli. De Laurentiis si è schierato dalla sua parte. Non poteva fare altro. Ma anche lui avrà pensato, come noi: c’era proprio bisogno di un caos del genere?”






