Tra le intercettazioni pubblicate da La Repubblica, spunta anche una battuta dell’Ad del Napoli Andrea Chiavelli all’allora Ds Cristiano Giuntoli: «Speriamo rifiutino… sennò dovremo darci alle rapine». Questa, è relativa ad una delle offerte presentate al Lille per Victor Osimhen, poi rielaborata. A queste, si aggiungono delle intercettazioni a Giuntoli e al suo vice Guseppe Pompilio, dove vengono pronunciate alcune frasi chiave nell’inchiesta. Di seguito, ecco quanto svelato.
«Speriamo rifiutino… sennò dovremo darci alle rapine», scrive l’ad degli azzurri Andrea Chiavelli all’allora ds Cristiano Giuntoli, corredando la battuta con una serie di emoticon. Sembra di capire che i primi a cogliere i rischi di quell’operazione siano i due dirigenti. Era una versione dell’offerta al Lille per l’acquisto di Victor Osimhen, il testo poi cambierà forma più volte. Pochi minuti dopo, su quella stessa bozza si sviluppa un altro scambio di messaggi: Giuntoli ne parla con il suo vice Giuseppe Pompilio. La Guardia di Finanza ricostruisce le loro chat in quelle ore del 2020. «Sto fermo – scrive Giuntoli – infatti mi ha detto di mandarla, sperando che non accettino. Devo parlare con Aurelio. Che terrorista». Tornano ancora quindi i dubbi del ds. «Questo è terrorismo psicologico», replica Pompilio. Giuntoli insiste: «Terrorista. Scrivi che siamo stati fortunati che Amrabat e Kumbulla non sono voluti venire. Altrimenti bisognava giocare il campionato con Petagna», a far capire che le risorse sul mercato erano limitate. È quello “scrivi” a far scattare l’allarme nel vice: «Non devi scrivere nulla. Tracce nelle mail non se ne lasciano. A voce quello che ti pare».






