Zabaleta: “A Napoli capimmo subito che sarebbe stata dura. De Bruyne? È ancora un fenomeno”

fonte foto: Instagram @pablo_zabaleta_5

“Il Napoli è campione d’Italia e ha un allenatore come Antonio Conte, un grandissimo allenatore. Ha giocatori molto fisici e ha avuto la forza di andare a prendere un certo Kevin De Bruyne. L’obiettivo è chiaro: non solo aspirare al meglio in Italia ma anche a competere ad alti livelli in Europa”. A riferire queste parole è stato Pablo Zabaleta, ex terzino di lungo corso del Manchester City ed oggi vice allenatore dell’Albania. In un’intervista rilasciata a Diretta.it, l’argentino ha parlato tra i vari argomenti a proposito dei vari temi riguardanti Manchester City-Napoli. Di seguito, un estratto delle sue dichiarazioni.

Torniamo alla tua vecchia squadra. Oggi si gioca Manchester City-Napoli all’Etihad. Tu eri in campo il 14 settembre 2011 nello stesso stadio. E anche in quel caso si trattava della prima partita del girone. 

“Il girone era difficilissimo, visto che c’erano anche Bayern Monaco e Villarreal. Io conoscevo già Lavezzi, con il quale avevo giocato nelle giovanili dell’Argentina, e ci eravamo scritti prima della partita. Ma il City non era ancora fortissimo, e non eravamo ancora concentrati al 100% sulla Champions. Il Napoli ci sorprese pareggiando a Manchester e battendoci al San Paolo”.

Quella squadra aveva comunque un attacco con Aguero, Balotelli, Dzeko.

“Eppure fummo eliminati proprio per gli scontri diretti col Napoli. Ricordo che al ritorno arrivammo all’aeroporto di Capodichino e trovammo una cinquantina di tifosi azzurri all’aeroporto che ci insultavano! Mi sembrava di essere tornato in Argentina (ride). Anche quando eravamo all’hotel, sul lungomare, la strada era piena di tifosi del Napoli, e lì capimmo che sarebbe stata dura”.

In un’intervista di qualche mese fa al sito ufficiale del City hai detto che De Bruyne ha cambiato la vostra squadra quando arrivò nel 2015.

“È così, in effetti. Fa un po’ strano vederlo come un altro azzurro ma sono sicuro che continuerà a fare la differenza. Forse non è più il giocatore al suo apice a livello fisico come lo è stato intorno al 2018, ma ha una qualità unica e gli attaccanti che giocano con lui sono dei privilegiati. È ancora un fenomeno”.

Per il City che partita sarà?

“Una partita difficile, perché il Napoli è cresciuto in questi anni. Ma sono convinto sempre che in Champions è meglio debuttare in casa, soprattutto essendo l’inizio della stagione. È stato meglio per Guardiola evitare il caos di Napoli e poter disputare questa partita davanti al proprio pubblico. È come in Sudamerica, alcuni stadi è meglio evitarli!”

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