Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio, è stato intervistato ai microfoni di Radio anch’io Sport, dove ha risposto a diverse domande, chiarendo anche la situazione che si è creata per la partita giocata contro l’Israele. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni:
“Non giocare contro Israele vuol dire non andare al Mondiale, e agevolare addirittura la nazionale israeliana. Di questo dobbiamo essere consapevoli”. “Inanzitutto ribadiamo il concetto che Gattuso ha piu’ volte ha sottolineato: noi siamo uomini, cittadini di questo mondo – ha aggiunto Gravina – Siamo addolorati, molto addolorati, perchè ci teniamo alla dignità umana. Siamo molto vicini alle persone che soffrono in Palestina, in particolare i bambini e i civili innocenti”. “L’Italia è capitata nel girone con Israele, dire di non giocare vuol dire non andare al Mondiale. Delle due l’una: non possiamo pensare di utilizzare il calcio, che abbatte muri, si unisce e spera di risolvere i conflitti, e poi dall’altra parte invitare a non giocare, sapendo che si perde la qualificazione e agevolando addirittura in questo senso Israele”.
“Non siamo insensibili, ci coordineremo sicuramente con la Uefa per un’iniziativa umanitaria”. Quanto alle possibilita’ dell’Italia di tornare al Mondiale dopo due edizioni di assenza, “nei miei sette anni abbiamo mancato la qualificazione per due rigori sbagliati, in Svizzera e a Roma, ma il movimento è vivo, come dimostrano i risultati delle giovanili e l’Europeo vinto nel 2021. Manca l’ultimo tassello, fondamentale: con un po’ di fortuna in piu’, credo che centreremo l’obiettivo”.






