Condò: “Va bene che resti Spalletti, ma deve migliorare per essere un bravo CT!”

Lunga analisi sulle colonne di Repubblica da parte di Paolo Condò in merito all’eliminazione della Nazionale da Euro 2024. Il giornalista si concentra in particolare su Spalletti e su cosa gli è mancato in questa competizione: “Spalletti è un uomo complesso che ti arriva col tempo e la quotidianità, è la goccia che scava la pietra come dimostra una carriera in cui è sempre andato in crescendo, fino al capolavoro di Napoli. La pervicacia con la quale ha proposto il povero Di Lorenzo nasce dal fatto che era l’unico che lo capiva compiutamente; la battuta sul “figlio” era una battuta, gli si è ritorta contro e amen, ma è chiaro che a un certo punto gli sono mancati gli ancoraggi, ed è andato a cercarli dove poteva trovarli. Nel suo capitano di Napoli e nei debuttanti, da Calafiori a Fagioli, sul quale occorrerebbe mettersi d’accordo. La squalifica è stata scontata: possiamo considerare pagato il suo debito — da settembre il discorso varrà anche per Tonali — o lo stigma dovrà accompagnarlo per sempre?

Non è stata soltanto l’eliminazione con la Svizzera, andando a memoria la peggiore prestazione azzurra degli ultimi 25 anni. È stato l’intero Europeo nel quale “gli eroi e i giganti” sono andati sotto quattro volte su quattro, nel quale la Spagna ci ha risparmiato una goleada, nel quale il miracolo di Zaccagni al 98’ ci ha evitato — senza farci un piacere — l’uscita ai gironi. Nel quale gli azzurri sabato hanno atteso il fischio finale di Marciniak come una liberazione, perché non vedevano l’ora di uscire da quell’incubo. Di tornare a casa.

E quindi resti pure Spalletti, non arretriamo di un metro nella considerazione delle sue qualità da allenatore: ma ci aggiunga l’umiltà e il senso della misura che ogni bravo ct deve usare visto il poco tempo a disposizione. Se poi la commissione di esperti dei club citata da Gravina (Marotta, Giuntoli, Sartori e altri) sarà capace, volando alto per una volta, di accorciare il salto che c’è fra le Primavera e le prime squadre, il grandissimo lavoro del coordinatore delle giovanili azzurre Maurizio Viscidi — non si contano titoli e finali — potrà finalmente rivelarsi utile. Sarebbe ora”.      

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