Testa bassa e pedalare

È arrivata la prima sconfitta dell’anno e della stagione finora disputata per il Napoli che ha aperto nel peggiore dei modi il suo 2023, dopo un finale importante che aveva dato un grande vantaggio sulle inseguitrici, ora ridotto a soli 5 punti dal Milan. Che la gara contro l’Inter sarebbe stata complicata era scontato, ma che gli azzurri apparissero così in difficoltà, sia dal punto di vista fisico che mentale, ha superato ogni più nefasta aspettativa. Il centrocampo composto da Anguissa e Lobotka ha servito ben poco, in particolare il camerunese è apparso per niente reattivo e mancava della sua solita brillantezza e audacia offensiva.

La difesa ha sopportato bene le torri LukakuDzeko, ma Rrhamani – come prevedibile – ha commesso degli errori dettati soprattutto dalla lontananza per diversi mesi dal campo. Spalletti lo ha voluto comunque schierare in una gara così importante e delicata finanche dal punto di vista difensivo, probabilmente pentendosi, dopo l’incornata del numero 9, per non aver dato spazio all’ex Juan Jesus, il quale ha rodato meglio la condizione avendo giocato le amichevoli pre-campionato. In attacco la luce si è accesa appena, il trio composto da Kvaratskhelia-Osimhen-Politano è apparso in ombra, lontani parenti dai giocatori lasciati nella prima parte. In particolare il georgiano, fermato precedentemente per un mese dall’infortunio alla schiena, è ancora nella fase calante della sua ripresa.

Insomma, quando si perde non è mai colpa di un solo individuo, come spesso accade è l’intera squadra a non tirare a dovere e le conseguenze si sono viste empiricamente pure sul campo. La partita di stasera, d’emblée, è apparsa subito come una sorta di déjà-vu dello scorso anno. L’Inter che fermò il Napoli nel suo momento più bello. La prima sconfitta di un campionato finora fantastico. È stata una gara emozionante, ricca di pathos ma anche di un atteggiamento da rivedere degli azzurri che, sotto questo aspetto, sono stati fagocitati dai nero-azzurri. Il percorso è ancora lungo, il primo posto è ancora lì e bisogna difenderlo con i denti.

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