Le migliori partite del 2022, al primo posto… Napoli-Liverpool 4-1. Gli azzurri si presentano al mondo

E pensare che solo un mese prima di questo match, a Napoli tirava tutto tranne che un’aria di festa. Le importanti cessioni estive e il mercato rivoluzionario avevano sfiduciato la tifoseria, lasciando pensare ad una stagione di transizione, se non di avvio al declino. Nonostante alcune buone prove iniziali, certe sensazioni non sono sparite. Ma, come in ogni storia che si rispetti, si arriva a quel punto dove si può intuire quale sarà il destino di una stagione. Per gli azzurri, questo è successo nella prima gara della Champions League 2022/23. Avversaria? Ovviamente il Liverpool, pescato dall’urna di Nyon per la terza volta consecutiva.

Le partite con i Reds vanno oltre al calcio. Gli inglesi infatti, portano con sé una mistica che solo altri pochi club possono vantare. Parte di questo fascino è dato anche dalla musica, e in particolare dal loro magnifico inno: You’ll Never Walk Alone. Un brano nato nel 1945 ma diventato immortale nel 1963 per merito del gruppo Gerry and The Pacemakers, originario proprio delle rive del Mersey. Esattamente come i Beatles, che di risonanza ne hanno goduto ancora di più. Insomma, da quelle parti non mancano certamente estro e creatività. Vale lo stesso per il Liverpool, squadra rivoluzionaria, ma soprattutto mistica. Però, il 7 settembre 2022, tutto ciò si è schiantato dinanzi ad un Napoli stellare, che in maniera più perfetta non poteva scendere in campo.

Un po’ per scaramanzia, un po’ per i precedenti al Maradona, non aleggia un gran pessimismo a proposito di questa sfida. Anzi, dopo aver avvertito lo spettacolare urlo ‘The Champions’ e neanche un minuto, sono proprio gli azzurri a farsi vedere con forza dalle parti di Alisson. Il primo pallone capita sui piedi di Victor Osimhen che, dopo aver mandato al bar la difesa avversaria, non è altrettanto bravo a concludere. Però l’avvisaglia è chiara a tutti: stasera il Napoli ha intenzione di divertirsi. La squadra gioca senza fronzoli, quasi come si trattasse della partita di calcetto del lunedì sera. Un’occasione come questa è perfetta per due giocatori: Khvicka Kvaratskhelia e Piotr Zielinski. Sarà proprio il polacco a guadagnarsi e a trasformare il rigore dell’1-0, e di conseguenza, a far saltare in piedi lo stadio.

Su una rete arrivata così in anticipo, la scaramanzia pian piano si trasforma in ansia. Il timore diventa quello che d’ora in avanti i partenopei non possono più sbagliare. I Reds provano ad attaccare nella metà campo azzurra, ma senza produrre con enorme qualità, anche per merito del Napoli. Gli uomini di Luciano Spalletti sembrano un gruppo rock degli anni ’70: dei ragazzi che suonano per divertimento, passione. Contesto ideale per Kvara, calciatore quasi ‘vecchio stampo’ ma con contorni modernissimi. Il rettangolo verde per lui diviene quasi un palcoscenico e il pallone la sua chitarra. Il georgiano sembra un vero e proprio chitarrista, fa quello che vuole, tanto che né Trent Alexander-Arnold, né Joe Gomez ci capiscono qualcosa.

D’altro canto però, non è l’unico indiavolato. Osimhen è imprendibile, i suoi attacchi alla profondità mandano continuamente in crisi la retroguardia inglese, tanto che un affannato Virgil Van Dijk è costretto a pestargli il piede per cercare di fermarlo, causando così il secondo penalty di giornata. Sarà proprio il nigeriano a calciare, trovando però l’opposizione di Alisson. A quel punto, chi più timoroso, avrà pensato al classico ‘calo psicologico’. Sì, perché con i Reds non si può sbagliare. A squadre del genere basta un singolo momento per tornare in partita e annichilire chi hanno davanti. La paura di subire una rimonta cresce, ma con essa, aumenta anche il livello del Napoli. Ancora una volta Osimhen scappa via con forza, stavolta servendo Kvaratskhelia che calcia a porta sicura, ma trovando davanti a sé un intervento miracoloso di Van Dijk.

È il preludio ad un altro grido di gioia. Parlare dell’ennesima giocata assurda del numero 77 sembra superfluo tanto che sono diventate normalità. La sfera capita sui piedi di Piotr Zielinski, uno di quelli che poteva indossare la maglietta dei Reds. In una frazione di secondo, vede un inserimento. Nasce così una triangolazione stordente, che manda a tu per tu con il portiere André-Frank Zambo Anguissa, che sigla il 2-0 ed il suo primo gol con la maglia partenopea. E chissà a cosa avrà pensato l’ex Fulham in quella corsa. Lui, scartato prematuramente da quel campionato lì, dove si affermano solo i calciatori all’avanguardia. Però, se un talento del genere, in grado di recuperare 1000 palloni a partita viene lasciato partire così, come se nulla fosse, è anche giunto il momento di sollevare dei dubbi riguardo questa grandiosità.

Stavolta gli attacchi del Liverpool non fanno paura. Il concerto partenopeo è talmente bello che quella paura di subire un’eventuale rimonta è sparita. Anche se qualcosa nella gara del Napoli, per forza di cose, dovrà pur cambiare: Victor Osimhen chiede il cambio, non ce la fa più. Luciano Spalletti deve trovare al più presto un’intuizione per poter proseguire questa partita senza cambiarne il livello. Proprio in quel momento, arriva il colpo di genio: dentro Giovanni Simeone. Sarà lui, quello col tatuaggio della Uefa Champions League sul braccio, a dover scendere in campo.

Intanto Kvaratskhelia, trasformatosi in Jimmy Page per l’occasione, mostra al pubblico l’assolo più bello di tutta la serata. Ancora una volta, il georgiano vola via alla coppia Alexander-Arnold & Gomez, trovando poi la lucidità per servire proprio Simeone, che da quella posizione deve solo spingere dentro. Il tifo si trasforma in commozione, la stessa dell’attaccante argentino, che tanto ha desiderato questo gol. Il 3-0 del Napoli non vede un’esultanza come le altre, ma una tifoseria che prende parte alle fortissime emozioni che hanno provato gli uomini sul rettangolo verde, come se fossero loro giocatori, parte di un gruppo meraviglioso. Il primo tempo è trionfale, uno dei più belli in ambito europeo dei partenopei.

 L’inizio della ripresa non è da meno. Giusto il tempo di fare il quarto gol e chiudere definitivamente i giochi. Piotr Zielinski, solo davanti ad Alisson, non può proprio sbagliare. Il Maradona è in festa, i tifosi stanno assistendo ad una notte storica per questa squadra. Il gol del 4-1 di Luis Diaz serve solo a far capire che non è il momento di abbassare la guardia. Il resto del match servirà giusto per far sporcare i guantoni di Alex Meret, ammirare qualche gran chiusura di Kim Min-jae e per assistere ad alcuni contropiedi azzurri, di cui nessuno è andato in rete. Il risultato finale raccoglierà il plauso generale da parte di chi ama questo sport.

Il Napoli del 2022-23 è iniziato qua. L’entusiasmo nato da questa partita è stato benzina per le partite successive. I partenopei non hanno avuto più paura di nessuno. La ciliegina sulla torta però, arriverà circa due mesi dopo, quando andrà in scena il ritorno della sfida ad Anfield. Anche in questa occasione, la squadra di Luciano Spalletti è scesa in campo con grande spirito, vedendosi annullare il gol del vantaggio di Leo Skiri Ostigard per millimetri. L’esito finale è un inutile 2-0 per i Reds. A colpire però, è il rispetto col quale gli inglesi hanno affrontato il Napoli, dimostrando a tutti, anche agli più scettici che gli azzurri sono a tutti gli effetti una big. Non c’è elogio più bello se a farlo è una squadra che negli ultimi 5 anni ha disputato tre finali di Champions.

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