Non ci sono più scuse

Infortuni, sfortuna, caso: tre delle scuse o, se si vuole, degli alibi più utilizzati nel calcio per giustificare una caduta repentina e disastrosa di una squadra. Il Napoli partito fortissimo inaspettatamente in questo campionato, ha dimostrato ancora una volta che la mancanza di continuità è forse la sua pecca più grande.

Certo, perdere una sfilza di calciatori tutti insieme e talvolta in maniera rocambolesca, è una forza maggiore a cui purtroppo non si può sempre ovviare, è normale perdere dei punti per strada o comunque avere più difficoltà a indovinare l’andazzo di una partita. Non ci sono, però, giustificazioni quando si lasciano a casa otto punti contro squadre che riempiono la parte inferiore della classifica, per di più se si gioca in casa. Gli alibi si trasformano in scuse poco plausibili, pilastri scricchiolanti che lasciano intravedere crepe pericolose che da un momento all’altro sembrano pronte a far crollare questo meraviglioso castello costruito con impegno e duro lavoro.

Il Napoli non è mai stata una squadra capace di fronteggiare in maniera semplice chi, sulla carta, non ha speranze. È ormai una tradizione dura a morire, che si tramanda da generazione in generazione, alla ricerca di un simbolo apotropaico capace di rompere questo maledetto incantesimo. Stasera ha palesato nuovamente una sorta di odiosa arrendevolezza dinanzi a chi non può che difendersi, incapace di creare schemi o giocate pericolose se non ha i giusti spazi di azione. Una limitatezza che mai nessuno è riuscito a vincere. La personalità, il carisma e la giusta cattiveria agonistica sono tutte caratteristiche intrinseche: o si hanno o non si hanno. Nessuno, in verità, sembra spiccare fra gli azzurri per questi pregi, nonostante poi sappiano rendersi protagonisti di imprese incredibili.

Non c’è una soluzione, almeno non univoca per uscire da questo impasse: serve la mano dell’allenatore, che in una squadra è un po’ il deus ex machina che deve risolvere le situazioni più intricate. Serve la voce della dirigenza, pronta a dare bastone e carota ai suoi giocatori. Serve il tifo, che non deve abbandonare la nave. Più di tutto serve che si onori e ami questa maglia per dare una svolta definitiva alla crescita del Napoli.

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