Il Punto sul Campionato. Termina il girone d’andata! Come si sono comportati i vari club?

Il girone di andata della Serie A Tim ha smentito molti dei discorsi che venivano posti alla vigilia del campionato. Il più ricorrente era quello delle sette sorelle, ovvero, i club considerati più potenti e dotati dei giocatori migliori ai nastri di partenza. Da sette, le sorelle sembrano essere diventate quattro, ovvero Inter, Napoli, Milan e Atalanta, i club che sono al momento in zona Champions League; oppure otto, se si valuta l’incredibile partenza della Fiorentina, ben stabile nelle parti alte della classifica. Infatti, i toscani sono stabili nella zona Europa, assieme alla Juventus, una delle sorprese in negativo, e a Roma e Lazio, che hanno mostrato un rendimento molto altalenante.

Nella zona centrale, si è potuto ammirare a piccole realtà che hanno reso questo campionato molto affascinante. Su tutte, l’Empoli, l’Hellas Verona, il Sassuolo, il Torino, il Bologna. Relativamente tranquille Udinese, Sampdoria e Venezia, squadre che godono di una posizione di classifica che permette loro di tirare un sospiro di sollievo. Però facendo attenzione a non venire risucchiati nel girone di ritorno.

Troviamo appena fuori dalla zona rossa lo Spezia, che ha iniziato il campionato tra mille difficoltà e che miracolosamente, viste le circostanze, non è in zona retrocessione. Attualmente fuori dalla prossima Serie A il Genoa, il Cagliari e la Salernitana. Al momento, probabilmente solo i primi sembrano poter avere il potenziale di evitare la retrocessione, viste le drammatiche situazioni delle ultime due.

Zona Champions League

Le prime quattro della classe sono quelle che meglio si sono distinte per gioco e credibilità. Al momento, appaiono come le più stabili e le più quotate. L’Inter, prima in classifica, ha dimostrato di aver assorbito le pesanti cessioni avvenute nel mercato estivo, e di essere ancora la corazzata che ha annientato la concorrenza nello scorso campionato. Simone Inzaghi, partendo dalla base creata da Antonio Conte ha saputo creare un 3-5-2 spettacolare, che risalta per gioco e fantasia. E dire che la loro partenza non era stata delle migliori. Tanti erano i punti interrogativi intorno ai nerazzurri. Uno su tutti – oltre l’essere un arsenale da guerra – quello di non avere il giusto carattere nei big match. Al momento, la classifica parla per il Biscione, che ad oggi sembra inscalfibile. In più, la profondità della rosa è un fattore determinante, che in una stagione lunga come questa, può risultare determinante.

A seguire, vi sono Napoli e Milan, i club che hanno avuto la miglior partenza. Gli azzurri hanno evitato importanti cessioni nel mercato estivo, potendo così lavorare su una base consolidata. Luciano Spalletti ha dato brio a un gruppo che sembrava sì forte, ma in un limbo perfetto tra il successo e il fallimento. Il tecnico ha permesso ai partenopei di esaltarsi al meglio e di guidare a lungo la classifica. Salvo per una lieve flessione, dovuta alle numerose assenze. Tuttavia, il Napoli sembra essere duraturo, mentalmente forte e in grado di vestire più panni durante il match.

Il problema principale, oltre qualche passo falso non preventivato, è dato dalla mancanza di alcuni elementi in rosa. Motivo per cui, bisogna lavorare bene nel mercato di gennaio, per evitare di sciupare il lavoro di questo girone di andata. La prospettiva di vincere questo campionato c’è, ma non riuscirvi non sarebbe un fallimento, forse perché serve correggere alcune piccolezze che sembrano sottili ma non lo sono. Sarebbe grave rimanere fuori dalla Champions League per un altro anno. Ciò che conta è che ci sia una squadra solida e in grado di combattere fino alla fine.

Il Milan di Stefano Pioli ha disputato fino ad ora un campionato abbastanza simile a quello dei partenopei. Partenza sprint e calo dovuto ai vari assenti. Se però il Napoli sembra aver trovato delle soluzioni anche a livello di mentalità, è lì che i rossoneri vengono a mancare. Sembra essere la fotocopia del campionato dello scorso anno. Quel girone di ritorno non fu granché, e la Champions arrivò soprattutto per il grande margine accumulato nel girone di andata. È importante lavorare sull’aspetto psicologico, poiché un calo, vista la concorrenza, stavolta potrebbe costare caro.

L’Atalanta invece, ha effettuato la sua miglior partenza da quando Gian Piero Gasperini siede in panchina. Inutile parlare della proposta e di quanto fatto vedere in campo, questo è abbastanza superfluo. Ma le ultime sfide contro Roma e Genoa, sono le classiche prove di chi soffre la pressione. La Dea deve convincersi di essere una big. La società parla sempre di obiettivo salvezza. Parole che rendono onore visto il passato dei bergamaschi. Ma i risultati conseguiti negli ultimi anni hanno proiettato questo club nell’Olimpo del calcio italiano. Bisogna pensare in grande. È giustissimo perseverare nel lavoro societario fatto fino ad ora, però non basta se si vuole ottenere qualcosa. E alla lunga, diventa snervante l’essersi solo avvicinati ad un grande traguardo senza ottenerlo, che sia la Coppa Italia o altro.

Zona Europa

La Juventus di Massimiliano Allegri ha avuto parecchie difficoltà in questa stagione. Su tutte, la difficoltà nell’esprimere un gioco convincente. Forse, si è sopravvalutata la Juve a inizio campionato. Non si è tenuto in considerazione del fatto che questa squadra abbia bisogno di una ricostruzione. Qualche risultato sta arrivando, ma sembra che i bianconeri siano tagliati fuori dalla lotta scudetto e forse da quella per la Champions League. Però, la distanza dal quarto posto non è eccessiva, e si può approfittare dei passi falsi di chi sta sopra per poter ottenere un posto per la prossima edizione della Champions. C’è bisogno di pazienza per rivedere la squadra che qualche anno fa sembrava imbattibile.

Fa quasi impressione il cammino della Fiorentina, rivelazione di questo campionato. L’approdo di Vincenzo Italiano sulla panchina ha portato freschezza in un ambiente che ha patito tantissimi problemi nelle scorse annate. L’Europa sembra tranquillamente alla portata. In più, i viola hanno effettuato il primo colpo del mercato di gennaio: Jonathan Ikoné. Un acquisto degno di una squadra che punta a ben più del semplice posto in Europa League o Conference League. Forse per il momento sognare uno dei primi quattro posti è utopia, ma la base c’è, e questo è quel che più conta, specie se si pensa a cosa era la Fiorentina degli scorsi campionati.

La Roma di José Mourinho ha dimostrato di avere un cammino altalenante. L’arrivo del tecnico portoghese ha portato enorme entusiasmo nella piazza, che si è immediatamente riversato anche su una squadra che appariva abbattuta da quanto vissuto negli ultimi anni. Se inizialmente l’aspetto mentale sembrava il punto di forza deli giallorossi, si è sciolto per lasciare spazio ad una squadra che ha bisogno ancora di qualche ritocco per poter ambire ad altre posizioni. Al momento, ottenere un piazzamento in Europa è il minimo per poter continuare in questo progetto.

Anche la Lazio di Maurizio Sarri vive di alti e bassi. Il cambio di panchina ha costretto i biancocelesti a dover adattarsi a nuove esigenze e ad un nuovo modo di giocare. Vedere lo stesso gioco ammirato al Napoli è impossibile, soprattutto per gli elementi a disposizione. Il lavoro del tecnico sembra vedersi, ma al momento appare in fase embrionale. È probabile che questo sia un anno di transizione per poi successivamente vedere una squadra di tutt’altro livello nelle stagioni a seguire. Serve la giusta programmazione, dare fiducia al tecnico e al progetto, per evitare di buttare al vento un’annata.

Zona di metà classifica

Una realtà di questo campionato è l’Empoli di Aurelio Andreazzoli. I toscani, da neopromossi, stanno disputando un campionato che ha completamente ribaltato le previsioni. Questo club è un modello per ogni squadra che arriva dalla Serie B: proporre, lanciare giovani, portare novità. Se l’obiettivo iniziale era quello di salvarsi, si è fatto molto più del dovuto. Anche la proposta del Sassuolo di Alessio Dionisi non è da meno. Partiti un po’ a fatica (immaginabile visto l’addio di Roberto De Zerbi) i neroverdi sembrano aver trovato la giusta quadra. Potrebbero essere una sorpresa del girone di ritorno, visto che iniziano a dare sempre più spettacolo e a impensierire le varie big del campionato. E per loro, il futuro sembra essere roseo, visti i tanti giovani a disposizione.

Proseguono per il loro percorso Bologna ed Hellas Verona. I felsinei, guidati da Sinisa Mihajlovic, si propongono come un progetto che sta iniziando finalmente a mostrare quanto ha da offrire. Le idee dell’allenatore serbo hanno permesso ai rossoblù di fare una delle migliori partenze della storia recente del club. Forse si è sopravvalutato il loro valore, visto che qualcuno li proponeva anche come una possibile sorpresa per la zona Europa. Gli emiliani non hanno ancora quel potenziale, ma sembra che quanto steso e realizzato dalla società sia solamente all’inizio.

Diverso il percorso degli scaligeri. L’addio di Ivan Juric ha portato la dirigenza a scegliere Eusebio Di Francesco come promotore di un nuovo percorso, che è stato subito accantonato per dare spazio a Igor Tudor. Il tecnico croato, partendo dalla base lasciata dal suo connazionale, ha ripreso in mano alla grandissima l’Hellas, portandolo anche ad insidiare le posizioni alte della classifica. Quel che ora bisognerà vedere è se il suo è il classico lavoro del traghettatore oppure una nuova evoluzione attraverso la piccola realtà che è stato questo club per due anni. Il Verona visto sotto Juric sembrava impossibile da rivedere. Tudor ha dimostrato che non lo è. Sta a lui saper confermare quanto fatto vedere.

Il Torino sembra finalmente rivedere un po’ di luce. Le ultime annate sono state drammatiche, e talvolta è servito sperare più nei demeriti altrui che non nelle proprie potenzialità per non retrocedere. In questo momento, Ivan Juric è l’uomo giusto per organizzare una ripartenza in grande stile. Il Toro, sotto la sua guida, ha ritrovato gioco e soprattutto voglia di combattere. La squadra vista negli anni scorsi non aveva queste caratteristiche, e spesso veniva beffata per queste sue mancanze. Oggi, superato qualche passo sfortunato, sembra di poter finalmente vedere un gruppo unito, che gioca con tanto carattere.

Zona “tranquilla”

Non ci si può aspettare granché dall’Udinese. La rosa non può competere con le dirette rivali, e il cammino dell’esonerato Luca Gotti non può essere considerato negativo. Non arrivavano risultati eclatanti, ma visto l’aumento di livello di questo campionato, era difficile immaginare il contrario. Piuttosto è importante non essere immischiati in discorsi molto più preoccupanti. Non si può dire granché sul subentrato Gabriele Cioffi, visto che ha disputato pochissime partite. Ciò che ha fatto è riprendere il percorso del suo predecessore. Al momento, sembra aver toccato le corde giuste e garantito a questa squadra un buon margine sulla zona calda. Però, è importante mantenere questo passo anche nel girone di ritorno, poiché le altre non stanno a guardare.

La Sampdoria di Roberto D’Aversa ha trovato molte difficoltà all’inizio di questa stagione, finendo anche in zona retrocessione. Le problematiche societarie, miste alla sfiducia verso il tecnico, hanno condizionato di molto il cammino dei blucerchiati. Forse si tiene poco conto dell’ottimo lavoro di Claudio Ranieri, che ha fatto miracoli con questa rosa. Anche in questo caso, è troppo pretendere così tanto. Se si vuole puntare a migliori posizionamenti in classifica, serve una migliore gestione societaria, perché quella attuale è parsa molto confusionaria.

Il Venezia appare come un altro progetto interessante da parte di una neopromossa. Data per molti come destinata a retrocedere, la squadra di Paolo Zanetti ha saputo destreggiarsi molto bene nella nuova categoria. Il giusto mix tra giovani interessanti e figure esperte ha permesso di trovare un gruppo allegro, equilibrato e in grado di poter dire la sua anche in occasioni proibitive. Ciò che preoccupa è la capacità alla lunga. Molti parlano di una squadra destinata a crollare. Nonostante queste sensazioni sembrano false, è anche vero che gli arancioneroverdi non possono calare di passo. Il rischio è di rimanere risucchiati in discorsi ai quali non meritano di appartenere.

Zona calda

Non si può chiedere più di tanto allo Spezia. La stagione dei liguri è apparsa fin da subito dannata e condizionata dalle tremende problematiche dalle quali è stata travolta. Thiago Motta, allenatore che molto probabilmente verrà sollevato – immeritatamente – dall’incarico, ha cercato di tirare fuori il massimo da questa complicata situazione. Al momento, si è in lotta per non retrocedere. Sembra difficile evitare una retrocessione. Innanzitutto, bisognerà vedere quale sarà il futuro per poter esprimere parole sulle prossime sfide.

Il Genoa sta vivendo una stagione molto travagliata. Al momento la squadra sembra non esserci, è costruita male e ha bisogno di essere profondamente ritoccata. Però, rispetto alle altre concorrenti, c’è un vantaggio: il cambio di proprietà, che porta una grossa disponibilità economica. Andriy Shevchenko, chiamato a sostituire Davide Ballardini, avrà l’arduo compito di condurre questa squadra fuori dai discorsi più preoccupanti. Al momento sembra tutt’altro che facile, ma la potente mano che può dare la nuova società può risultare decisiva.

Il Cagliari ha bisogno di qualcosa in più. Il precoce esonero di Leonardo Semplici ha costretto Walter Mazzarri ad effettuare un lavoro di proporzioni bibliche. Sembra quasi impossibile evitare la retrocessione dei cagliaritani. La condizione psicologica dei sardi è un qualcosa di inspiegabile. Un gruppo completamente spaesato e catturato dalla paura di subire dall’avversario: questo è ciò che mostra il campo. C’è bisogno di una forte scossa psicologica, perché gli uomini a disposizione sono da ben altre posizioni in classifica.

Quella della Salernitana è una delle pagine più brutte della nostra Serie A. Si poteva immaginare ad un campionato durissimo, viste le difficoltà societarie. Nemmeno l’avvicendamento di Fabrizio Castori e di Stefano Colantuono ha potuto evitare i problemi peggiori. Ora, quel che resta da capire, è se i granata prenderanno parte al girone di ritorno, viste le voci che girano. Ciò che ne viene fuori è un brutto colpo d’immagine per il nostro calcio, che antepone incertezze e interessi alla passione di tifosi e appassionati, le vere vittime di questa difficile situazione.

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