Il Punto sul Campionato – L’Inter diventa capolista. Passi falsi di Napoli, Juve e Milan. Atalanta sempre più convincente. Tutti i temi della diciassettesima giornata

La diciassettesima giornata ha visto sorgere un profilo al campionato che fino a qualche giornata fa sembrava inimmaginabile. Le apparentemente inscalfibili Napoli e Milan hanno perso punti contro Empoli e Udinese. Oltre alla necessità di riordinare le idee, la prossima sfida che le vedrà avversarie sarà decisiva per entrambe. Intanto, l’Inter si è presa la vetta della classifica, surclassando il Cagliari. Ora l’obiettivo è quello di gestire il vantaggio e sfiancare le concorrenti. L’Atalanta continua a vincere e a dare ulteriori dimostrazioni. Quella con l’Hellas Verona era una partita difficile, ma è arrivato un successo molto pesante.

In zona Europa, rallenta ancora la Juventus, che non riesce a fare passi in avanti e viene fermata dal Venezia. Invece la Fiorentina ne infila uno dopo l’altro, e con i quattro gol rifilati alla Salernitana si mette in una posizione di classifica invidiabile. Ritrova la vittoria la Roma ai danni dello Spezia, ma le migliori ambizioni vanno ancora valutate. Stessa situazione per la Lazio, che però perde contro il sempre più sorprendente Sassuolo.

Napoli-Empoli 0-1 (70’ P. Cutrone)

Si ferma ancora il Napoli, sconfitto dall’Empoli al Maradona. L’approccio dei toscani ha inizialmente messo in difficoltà i partenopei, riuscendo anche a creare qualche spauracchio alla difesa. I padroni di casa sono apparsi meno lucidi e produttivi del solito, motivo per cui gli avversari non hanno mai sofferto nella prima frazione di gioco. Le proposte offensive dei campani sono perlopiù inefficaci o comunque ben contrastate.

Nella ripresa i padroni di casa cercano di fare qualcosa in più, mentre gli ospiti, pur proponendosi di meno, non rinunciano alla loro filosofia di gioco. Ne viene fuori qualche conclusione appena più pericolosa, a cui Guglielmo Vicario risponde molto bene. Proprio quando il copione della partita sembra scritto, l’Empoli passa in vantaggio. Su un calcio d’angolo, Patrick Cutrone tramite un colpo fortunoso riesce a portare avanti i suoi. Successivamente, gli assalti del Napoli proseguono ma non cambiano di proposta, motivo per cui il gol non arriva.

Sconfitta dolorosa per Luciano Spalletti. Sicuramente la sfortuna ha fatto la sua parte, anche nel momento delle uscite anticipate di Piotr Zielinski ed Eljif Elmas, ma l’atteggiamento proposto non è quello corretto. Non si può parlare di ko meritato o di crisi, però certe situazioni vanno affrontate in maniera diversa. La prossima sfida con il Milan appare come un vero e proprio dentro o fuori per la lotta scudetto. È necessario recuperare lo smalto per potersi imporre con i propri valori.

Vittoria che è un premio per l’atteggiamento mostrato dagli uomini di Aurelio Andreazzoli. Anche davanti ad una grande squadra non si è mai abbandonata la propria proposta. Quando si ha una filosofia e dei concetti ben saldati, le cose girano meglio. Anche quegli uomini che sembravano persi riescono a dare il proprio meglio in un contesto che li valorizza. Se ci aggiungiamo l’inserimento di giovani di ottima prospettiva, il tutto diventa una macchina che porterà a togliersi grandi sfizi. L’Empoli è una realtà.

Inter-Cagliari 4-0 (29’, 68’ L. Martinez, 50’ A. Sanchez, 66’ H. Calhanoglu)

Trionfo dell’Inter che si porta in vetta solitaria. Annientato il Cagliari. Non c’è mai stata partita, fin da subito i nerazzurri hanno cercato di imporsi e di dettare il loro gioco. Quasi non c’è stata opposizione da parte degli avversari, specie dopo il gol del vantaggio di Lautaro Martinez, arrivato con un colpo di testa su calcio d’angolo. Dalla mezz’ora è un vero e proprio show dei padroni di casa, che più volte si avvicinano al raddoppio. Questo potrebbe arrivare da calcio di rigore, quando Alessio Cragno stende Denzel Dumfries in area di rigore. Ma il portiere è abile a salvare i suoi ipnotizzando Lautaro.

Nel secondo tempo l’andamento della sfida non cambia, e il dominio dei nerazzurri è sempre più imponente. Al minuto 50 il raddoppio arriva per opera di un gran gol di Alexis Sanchez. Un quarto d’ora più tardi, sarà Hakan Calhanoglu a pescare il jolly dalla distanza e a fare 3-0. Tempo di due minuti e stavolta Lautaro Martinez davanti al portiere fa 4-0. Il risultato non cambia più, ma il passivo poteva essere decisamente più largo.

Vittoria schiacciante degli uomini di Simone Inzaghi, degna di una pretendente per lo scudetto. Fin da subito, si è imposto il proprio ritmo e modo di fare, senza lasciare scampo all’avversario. Certe partite non saranno proibitive, ma vanno anche prese, e i risultati di questa giornata ne sono una prova. Ora è arrivato il primo posto in solitaria e la sfida è quello di saper gestire il vantaggio.

Altra caduta rovinosa per la squadra di Walter Mazzarri, completamente annichilita. Il duro avversario non può essere un’attenuante. Un atteggiamento simile non porta da nessuna parte. La già fragile situazione psicologica degli isolani ne può risentire. Bisogna rimettersi subito in carreggiata, per cercare di risalire dal fondo.

Udinese-Milan 1-1 (17’ Beto – 90+2’ Z. Ibrahimovic)

Il Milan non va oltre l’1-1 contro l’Udinese. Nei primi minuti i ritmi sono abbastanza alti e arrivano occasioni da una parte e dall’altra. La più gigantesca viene convertita in gol. Un errore a centrocampo dei rossoneri favorisce Beto che riesce a portare avanti i suoi. Gli ospiti provano a dire la loro e a reagire, ma la manovra appare prevedibile. I pericoli creati sono molto pochi e la difesa avversaria non ha mai corso grossi pericoli.

Nella ripresa il Diavolo viene fuori alla lunga. Stavolta le proposte offensive non mancano, e a volte sono colossali, ma mai sfruttate a dovere. I friulani non si sono mai arresi e affidandosi alle ripartenze e alle palle inattive hanno sfiorato più volte il gol del raddoppio. Quel che ha mostrato il campo lascerebbe pensare ad una vittoria dei padroni di casa, fino ai minuti di recupero dove cambia tutto. E stavolta il Milan la pareggia. Il sempreverde Zlatan Ibrahimovic, con un gol dei suoi, ha evitato la sconfitta. Negli ultimi istanti di partita è arrivata anche l’espulsione di Isaac Success.

Non è un riscontro positivo per la squadra di Stefano Pioli. È mancata la lucidità in fase offensiva e quell’organizzazione che permette di vincere certe sfide. Per evitare la sconfitta è servita una giocata da fuoriclasse, ma queste non possono arrivare sempre. Anche perché gli avversari sono andati vicinissimi al 2-0. E questa riscoperta fragilità non è un buon segno se si vuole puntare ai piani alti. Bisogna lavorare su queste finezze psicologiche per poter lottare fino alla fine per lo scudetto.

Per l’allenatore ad interim dell’Udinese, Gabriele Cioffi, è un punto positivo. Bisognerà capire quale sarà il destino della panchina bianconera, se ci sarà l’ingaggio di un nuovo tecnico o se si punterà su di lui. Di questa sfida resta un pareggio decisamente buono per quanto mostrato in campo.

Hellas Verona-Atalanta 1-2 (22’ G. Simeone – 37’ Al. Miranchuk, 62’ T. Koopmeiners)

L’Atalanta ottiene una vittoria importantissima sul campo dell’Hellas Verona. La partita ha visto ritmi forsennati da entrambe le squadre. A partire meglio sono gli scaligeri che mettono alle corde gli avversari. Il gol del vantaggio è siglato dal solito Giovanni Simeone, uno dei calciatori più in forma del campionato. Fino alla mezz’ora, gli orobici hanno sofferto tremendamente i gialloblù, rischiando anche di ampliare il passivo. Poi arriva la reazione tipica della squadra, e allora fioccano tante occasioni da rete. Il pari è questione di minuti, ed è firmato da Aleksey Miranchuk, molto bravo a girarsi in area di rigore.

Nella ripresa l’intensità non scende. A rientrare meglio in campo sono i nerazzurri, più propositivi e andati più vicino a sfiorare la rete del vantaggio. Il gol poi arriverà per via di un tiro da fuori di Teun Koopmeiners deviato da Adrien Tameze. I veneti accusano il colpo e non riescono a reagire a dovere, mentre gli ospiti provano a gestire e a colpire senza però trovare la rete del ko. Però, nel finale i veneti riescono a venir fuori cercando di proporsi e di agguantare il pareggio. Ma gli assalti finali non porteranno l’esito sperato.

Successo fondamentale per Gian Piero Gasperini. La sua banda non ha sbagliato una partita tutt’altro che facile, senza mancare di qualità e gioco. Ancora una volta gli orobici hanno dimostrato di avere tutte le carte in regola per poter puntare allo scudetto. E se alla proposta viene aggiunta la capacità di ottenere risultati importanti, non mancherebbe proprio nulla per la vittoria del tricolore.

Esce sconfitto Igor Tudor, ma a testa altissima. I suoi hanno dimostrato ancora una volta di poter dare battaglia in qualsiasi frangente e contro ogni avversario. Non è arrivato il risultato, ma un’altra conferma di come l’Hellas Verona possa puntare all’Europa. Le occasioni per trovare punti non mancheranno. Ora bisogna cercare di confermare questo trend il più possibile, perché ci sono tante possibilità per sognare e raggiungere un traguardo che sarebbe grandioso per quanto fatto vedere.

Venezia-Juventus 1-1 (55’ M. Aramu – 32’ A. Morata)

Il Venezia riesce a fermare la Juventus sul pareggio. Nel primo tempo i bianconeri hanno provato a proporsi con intensità. Però, dopo pochi minuti, arriva la tegola dell’infortunio di Paulo Dybala. Episodio che però non cambia il loro atteggiamento. Finché ad uscire fuori non sono gli arancioneroverdi, che con alcune buone occasioni provano a farsi vedere davanti. Tuttavia, a passare in vantaggio è la Juve grazie ad Alvaro Morata. La Vecchia Signora sfiorerà anche il raddoppio in più occasioni, però senza riuscirci.

Nella ripresa, i lagunari fin da subito provano a schiacciare gli avversari. La proposta non manca, e al minuto 55 arriva il gran gol da fuori area di Mattia Aramu. I veneti, galvanizzati dal pareggio, provano anche a passare in vantaggio, ma senza successo. Allora vengono fuori gli ospiti, che chiudono gli avversari nella loro area di rigore. Però, eccetto alcune occasioni, non riescono a far male.

Un passo indietro per la squadra di Massimiliano Allegri, soprattutto dal punto di vista del gioco. Questo pari ha mostrato una squadra poco cattiva e con poche soluzioni di gioco, specie in fase offensiva. Urge rimediare a questi problemi, perché altrimenti la Champions resterà un sogno. Non basta più sperare negli errori delle dirette concorrenti, perché in questo campionato nessuno ti regala nulla. Bisogna anche saperli cogliere.

Un enorme plauso a Paolo Zanetti. Dopo il doloroso ko con l’Hellas Verona era difficile immaginare una squadra così compatta e organizzata. Il tecnico è stato bravissimo a riprendere in mano il gruppo e a riordinare le idee. Questo punto è un’enorme iniezione di fiducia dopo alcuni risultati poco gratificanti. Il Venezia potrà continuare a dire la sua in questo torneo, anche grazie all’ottimo allenatore che si ritrova.

Fiorentina-Salernitana 4-0 (31’ G. Bonaventura, 51’, 84’ D. Vlahovic, 90’ Y. Maleh)

La Fiorentina continua ad andar fortissimo. La Salernitana esce sconfitta ancora una volta. Nella prima frazione di gioco inizialmente i viola hanno faticato a creare pericoli, anzi, talvolta sono stati i granata a provare ad impensierirli. La soluzione arriva dopo la mezz’ora. Un gran tiro di esterno da fuori area di Giacomo Bonaventura vale il vantaggio dei padroni di casa. La rete permette ai suoi di esaltarsi e di andare vicini al raddoppio, fallendo però nell’intento.

La ripresa parte con l’ormai solito gol di Dusan Vlahovic, che con un capolavoro fa 2-0 con la complicità di un Vid Belec non perfetto. Sotto nel punteggio, i campani provano a reagire, rendendosi anche pericolosi. Il problema è che dall’altro lato c’è un Vlahovic che non ha intenzione di fermarsi. Con un’altra giocata da grande attaccante riesce a siglare la sua doppietta personale, chiudendo definitivamente il match. Nel finale, il serbo ha provato a realizzare la sua tripletta personale, trovando la risposta di Belec. Sulla ribattuta però arriva prima di tutti Youssef Maleh, che trova la sua seconda rete consecutiva.

La squadra di Vincenzo Italiano è un ciclone. Il quinto posto in solitaria, nonostante le buone premesse per questa stagione, è un risultato eccellente. La Fiorentina è in piena lotta per l’Europa, gioca un gran calcio e va sempre più in fiducia. Anche se non è arrivato il momento di montarsi la testa, perché alcuni aspetti vanno corretti. Bisogna continuare a giocare in questo modo e con questa allegria. I risultati – anche nelle prossime stagioni – arriveranno di conseguenza.

Altra sconfitta per gli uomini di Stefano Colantuono. Anche stavolta l’avversario era fin troppo duro da affrontare. Ai suoi va dato merito di averci almeno provato, perché nelle recenti uscite questo aspetto era mancato. Serve questo atteggiamento per provare a ribaltare una situazione che al momento sembra condannare la Salernitana alla retrocessione.

Roma-Spezia 2-0 (6’ C. Smalling, 56’ R. Ibanez)

La Roma torna a vincere e rifila due gol allo Spezia. I giallorossi, dopo pochi minuti, riescono a trovare il gol del vantaggio. Sugli sviluppi di calcio d’angolo arriva la rete di Chris Smalling. Poi arriva il momento della gestione, che è fluida e più efficiente rispetto agli ultimi match. Gli aquilotti invece si sono affidati alle ripartenze, senza demeritare in maniera eccessiva, ma creando pochi pericoli. Più volte invece, i padroni di casa sono andati vicini al raddoppio, ma senza riuscire a concretizzare le occasioni create.

Nella ripresa, gli ospiti rientrano in campo in maniera diversa e provano a proporsi con più coraggio, ma sono i padroni di casa a trovare il raddoppio, sempre da corner. Stavolta la testa vincente è quella di Roger Ibanez. I liguri cercano di non arretrare ma si vedono annullare per fuorigioco il gol di Rey Manaj che li rimetterebbe in partita. Proprio quando la partita sembra finita, ecco che la Roma riesce a trovare il 3-0 per merito di Felix Afena-Gyan. Ma l’arbitro annulla per un tocco con il braccio e mostrandogli un secondo giallo molto discutibile.

Ritrova la vittoria la squadra di José Mourinho. Visto il difficile periodo questo era il primo passo. Le ultime prestazioni non lasciavano altro spazio se non ad una vittoria. Il risultato è arrivato, però ora bisogna capire quali saranno le reali ambizioni europee dei giallorossi. Le prossime sfide diranno sicuramente di più sul loro cammino. Per gli uomini di Thiago Motta è un’altra sconfitta. Il divario con altre formazioni è innegabile, però va sottolineato ancora una volta che i suoi non si sono mai arresi per davvero. E in zona salvezza, questo aspetto alla lunga può risultare decisivo.

Sassuolo-Lazio 2-1 (63’ D. Berardi, 69’ G. Raspadori – 6’ M. Zaccagni)

Altra grande prestazione del Sassuolo contro una big, che stavolta batte la Lazio. Eppure, a passare in vantaggio sono stati i biancocelesti, grazie a Mattia Zaccagni. Il gol a freddo non ha scomposto i neroverdi, che hanno cercato di proporsi con coraggio, reagendo molto bene allo svantaggio. Sono arrivate tante occasioni da parte dei padroni di casa. In più di un’occasione, Tomas Strakosha è stato bravo a respingere.

È nella ripresa che gli assalti degli emiliani hanno visto dato i frutti sperati. Dopo altri pericoli creati alla difesa avversaria è stato Domenico Berardi a fare 1-1, con un gol dei suoi. Poco dopo, a pescare bene la conclusione è Giacomo Raspadori, che firma così la rete del vantaggio. Nel finale però succede di tutto. In particolare, Kaan Ayhan atterra Vedat Muriqi sul limite dell’area di rigore. Per il difensore turco arriva l’espulsione. Sulla successiva punizione, Toma Basic prende l’incrocio dei pali, e successivamente la palla rimbalza sulla linea, senza però entrare.

Grandissimo successo per gli uomini di Alessio Dionisi. Una gara dominata in lungo e in largo dai suoi che non si sono mai smontati e hanno sempre proposto il loro gioco con coraggio e voglia. Il Sassuolo alla lunga sta venendo fuori, anche se l’impressione è che in futuro farà vedere il meglio di sé. L’aspetto migliore è che questo nuovo progetto apre le porte ad un futuro roseo nel quale gli emiliani continueranno a stupire.

Ancora male la squadra di Maurizio Sarri. La sfortuna e le assenze sono un alibi fino ad un certo punto, perché la partita è stata interpretata molto male. Di questo passo, la corsa per l’Europa potrebbe rivelarsi molto dura, visto che la concorrenza è molto agguerrita e questo passo al momento non è sufficiente per garantirsi l’accesso alle coppe europee.

Torino-Bologna 2-1 (24’ T. Sanabria, 69’ A. Soumaoro (A) – 79’ R. Orsolini (R))

Vince il Torino, che con una buonissima prestazione ha la meglio sul Bologna. I padroni da casa partono molto meglio e mettono subito gli avversari alle corde, incapaci di reagire. Le occasioni arrivano a manetta per i granata, una di queste viene tramutata in gol da Tonny Sanabria. Gli ospiti non riescono a tenere il passo del Toro, che continua a macinare gioco e a produrre azioni pericolose, senza però riuscire a trovare il gol del raddoppio. Anche per merito di una grande partita di Lukasz Skorupski.

Nella ripresa il copione del match non cambia. Più volte il Torino va vicino al 2-0, senza però trovarlo. Skorupski evita che i suoi tracollino, ma alla fine in una carambola sfortunata è costretto a cedere. Una deviazione nella sua porta di Adama Soumaoro permette ai padroni di raddoppiare meritatamente. Gli emiliani non riescono a rendersi pericolosi, ma un’ingenuità di Vanja Milinkovic-Savic, che stende Nicola Sansone, permette loro di ottenere un calcio di rigore. Riccardo Orsolini accorcia le distanze, ma i suoi non riescono a svegliarsi.

Successo importante per la squadra di Ivan Juric. Il passivo poteva essere ben più largo per le occasioni create, però il risultato tanto cercato è arrivato. C’è ancora bisogno di lavorare in fase di finalizzazione, perché in altre situazioni non riuscire a trovare certi gol può portare a perdere punti preziosi. Questa vittoria deve essere un manifesto per il Torino, che può continuare a giocare in questo modo.

Male gli uomini di Sinisa Mihajlovic. Se nelle ultime partite il Bologna aveva dato delle buone prove, in questa sono venute a mancare molte cose. Magari si tratta solo di un incidente di percorso e si potrà vedere già dalla prossima sfida la squadra ammirata in questo campionato. Resta il fatto che bisogna cancellare un ko simile, prima che possa portare problemi di altro tipo.

Genoa-Sampdoria 1-3 (78’ M. Destro – 7’ M. Gabbiadini, 49’ F. Caputo, Z. Vanheudsen (A))

Il derby della Lanterna va alla Sampdoria, che si impone su un Genoa sempre più in crisi. A sbloccare la partita dopo pochi minuti è Manolo Gabbiadini, che appare sempre più in fiducia. È l’unico sussulto degno di nota del primo tempo, visto che i blucerchiati si sono limitati a gestire, e i rossoblù non hanno creato quasi nulla.

Nella ripresa il grifone prova a mettere il piede sull’acceleratore, ma sono gli avversari a trovare il raddoppio. Un’incertezza di Salvatore Sirigu su un tiro del sempre ottimo Antonio Candreva favorisce Ciccio Caputo pronto a segnare a porta vuota. La reazione dei genoani non dura molto, così la Samp riesce a trovare lo 0-3 con Gabbiadini, ma il gol viene confermato solo quando l’attaccante è già uscito dal terreno di gioco. Verrà poi notificata l’autorete di Zinho Vanheudsen. Stavolta il Vecchio Balordo si propone per davvero con maggiore foga, e riesce ad accorciare le distanze con Mattia Destro. Però, il risultato non cambierà fino alla fine del match.

Che sia la volta buona per Roberto D’Aversa e i suoi? Stavolta la vittoria scacciacrisi potrebbe essere arrivata per davvero. La difficile situazione societaria e le parole di Massimo Ferrero che avevano parlato di formalizzare un accordo con Dejan Stankovic lasciavano intendere un addio per il tecnico in carica. Invece la Sampdoria ha giocato una buonissima partita portando a casa un risultato importante in una delle sfide più pesanti della stagione. La speranza è che non sia un fuoco di paglia e che si possa uscire dalle zone pericolose della classifica.

Notte fonda per Andriy Shevchenko e i suoi. In cinque partite è arrivato solo un punto ed un gol. Troppo poco per sperare di salvarsi. Il rischio di retrocedere c’è e pian piano si fa sempre più avvertire. Il mercato di gennaio servirà per dare una svolta al Genoa, perché bisogna mettere un po’ di ordine in quella che è una rosa che sembra non avere né capo né coda.

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