Il Punto sul Campionato – Due grandi bagarre per le zone alte di classifica. Napoli, Milan e Inter appaiate. L’Atalanta resta a guardare… E la lotta per l’Europa si fa sempre più infuocata. Tutti i temi della quindicesima giornata

La quindicesima giornata di questa Serie A apre le porte a due grandi bagarre: quella per la prima posizione e quella per un piazzamento in Europa. Infatti, il gruppetto composto da Napoli, Milan e Inter è racchiuso in soli due punti. I partenopei sono stati frenati sul pareggio dal Sassuolo nel finale, motivo per cui non sono riusciti a mantenere il vantaggio sulle milanesi, che invece hanno rispettivamente superato Genoa e Spezia. Vigile per questa lotta c’è l’Atalanta, che ha travolto senza troppi problemi il Venezia. La prossima sfida con la capolista potrebbe aprire ad ulteriori scenari.

Più distanziate le altre squadre impegnate nella lotta per un posto in Europa. A capeggiare questo gruppone racchiuso in 3 punti c’è la Roma, che però è sempre più in difficoltà. La sconfitta contro il Bologna – squadra facente parte di questa bagarre – potrebbe creare nuovi problemi. Oltre ai felsinei ci sono anche la frizzante Fiorentina, che è tornata al successo ai danni della Sampdoria, e l’affannata Juventus, che ha avuto la meglio sulla Salernitana. Resta attaccata al treno la Lazio, che al termine di una delle partite più inspiegabili degli ultimi anni, pareggia con l’Udinese.

Sassuolo-Napoli 2-2 (51’ F. Ruiz, 59’ D. Mertens – 71’ G. Scamacca, 89. G. Ferrari)

Pareggio doloroso del Napoli in casa del Sassuolo che sa molto di beffa. Il primo tempo ha visto i partenopei in controllo della sfida, con i neroverdi che hanno provato ad organizzare del gioco e a proporsi, ma che sono sbattuti davanti alla superiorità tecnica degli avversari. Le occasioni non sono state molte, e divise da una parte e dall’altra. Ne viene fuori un primo tempo di studio, in cui i partenopei hanno provato a tenere il pallone, e con gli emiliani che han cercato di reggere l’impatto senza snaturarsi.

Nella ripresa, gli ospiti cambiano di passo. Grazie ad un pallone strappato, passano in vantaggio con un gol di Fabian Ruiz. I padroni di casa non riescono a reggere la miglior organizzazione degli azzurri, che nel giro di alcuni minuti raddoppiano grazie a Dries Mertens. Avanti di due lunghezze, i partenopei provano a gestire il risultato. Ma i neroverdi non si sono affatto arresi. Quando il ritmo partita sembrava destinato ad affievolirsi, ecco che Gianluca Scamacca con un potente tiro riapre i conti. Gli emiliani iniziano ad alzare il baricentro, costringendo gli avversari a rintanarsi nella propria metà campo. Il pareggio arriva da un discusso calcio di punizione, su cui Gian Marco Ferrari salta più in alto di tutti. Nel finale viene annullato un gol a Gregoire Defrel per fallo di Domenico Berardi su Amir Rrahmani.

Una beffa per gli uomini di Luciano Spalletti. La partita sembrava indirizzata, poi la sfortuna e un calo di concentrazione sono costati due punti importantissimi. Appellarsi solo alla iella non è la giusta via per rispondere a questo pari. Non è mancato il gioco, ma la capacità di gestire il risultato. È difficile farlo quando ben tre elementi si infortunano nel corso della sfida, ma una grande squadra non può subire questi black out. Non è tutto da buttare, ma su qualcosa bisogna porre rimedio.

Punto che è quasi un premio per Alessio Dionisi. Del Sassuolo va premiato l’atteggiamento e il non aver mollato mai. C’era differenza tecnica con il Napoli, ma i suoi, nemmeno davanti ad un doppio svantaggio, hanno smesso di crederci. Le ultime due sfide possono dare una carica molto importante ai neroverdi, che possono così iniziare un cammino diverso, nel quale potranno proporsi maggiormente da protagonisti.

Inter-Spezia 2-0 (36’ R. Gagliardini – 58’ L. Martinez (R))

L’Inter continua a vincere, stavolta ai danni dello Spezia. Sin dall’inizio, sono i nerazzurri a dominare la partita. Gli spezzini non riescono a contrastare il gioco degli avversari e non trovano quasi mai la forza di proporsi. I padroni di casa creano tanto e trovano il vantaggio su una bella azione finalizzata da Roberto Gagliardini. Rete che non li accontenta, visto che non smettono mai di proporre, lasciando le briciole agli aquilotti. Nella ripresa, il copione del match non cambia. La beneamata prova da subito a raddoppiare creando tanto, ma non riuscendo a finalizzare. Il 2-0 arriva su calcio di rigore, a causa di un fallo di mano di Jakub Kiwior. A trasformare è Lautaro Martinez. I padroni di casa cercano di gestire senza rinunciare a divertirsi e a palleggiare. Ai liguri non resta altro che tentare di non affondare. È questo l’epilogo della partita.

Prova di forza per gli uomini di Simone Inzaghi. La giusta quadratura sembra essere finalmente arrivata. Oggi l’Inter sembra essere maturata e abile nel proporre un gran calcio. Non era certamente la sfida più difficile della stagione, ma anche queste partite vanno indirizzate nella giusta maniera e chiuse prima che si possano imbrigliare. Specie se si ambisce allo scudetto. Ora la vetta dista solo due punti. Lo svantaggio è stato colmato, ora manca l’ultimo passo, ovvero quello di prendersi la testa della classifica. Non è però così scontato, perché le avversarie non molleranno così facilmente. Nulla da dire per la squadra di Thiago Motta. Provare ad opporre resistenza era quasi impossibile, così come fare di meglio. Ora bisogna concentrarsi sulla salvezza e metabolizzare questa sconfitta, per evitare che possa creare strascichi psicologici.

Genoa-Milan 0-3 (10’ Z. Ibrahimovic, 45+1’, 61’ J. Messias)

Torna a vincere il Milan, che travolge il malcapitato Genoa. Dopo nemmeno un minuto, una brutta tegola per i rossoneri: l’infortunio di Simon Kjaer. Momento che però, non condiziona la loro gara. Il vantaggio arriva con un gol di Zlatan Ibrahimovic su calcio di punizione. Gli ospiti provano a tenere il pallino del gioco, ma non riescono ad imporsi del tutto, anche per mezzo di una timida ripresa dei padroni di casa. Tuttavia, a spuntarla è la qualità del diavolo. Nel recupero del primo tempo, un tiro respinto di Rade Krunic diventa un assist per Junior Messias che di testa raddoppia.

All’inizio del secondo tempo, il Milan rischia di subire il gol del pareggio, evitato grazie ad una parata mostruosa di Mike Maignan su Hernani. Il ritmo dei rossoneri però, non si è abbassato, e c’è spazio per trovare il gol del 3-0. Un’azione spettacolare viene finalizzata ancora da Messias che alla sua prima da titolare firma una doppietta che permette ai suoi di superare l’ostacolo Genoa in scioltezza. Il finale infatti, vede la gestione degli ospiti, con appena un paio di emozioni.

Si riprende la squadra di Stefano Pioli, che ha reagito ai due ko consecutivi in campionato. Il primo posto è ad una sola lunghezza, ed è stato scampato il pericolo di incombere in alcune problematiche psicologiche. L’imposizione di Messias è la prova di quanto il lavoro svolto sia efficiente. Gli infortuni e le assenze risultano spesso numerose, ma non impediscono di perdere la traccia. Un successo importante per non perdere il morale.

Sconfitta per gli uomini di Andriy Shevchenko. La situazione in casa Genoa non è delle migliori, e i tanti infortuni certamente non aiutano. Il tecnico ucraino non può essere giudicato, visto che ha avuto solo tre giornate di tempo per rimediare a dei problemi che sono oggettivamente molto duri. Le prossime sfide sono contro la Juventus e con la Samp, in un derby che si preannuncia infuocato. È ora che il grifone deve dimostrare di poter uscire fuori da tali discorsi.

Atalanta-Venezia 4-0 (7’, 12’, 67’ M. Pasalic, 57’ T. Koopmeiners)

Show dell’Atalanta, che travolge il Venezia con il risultato di 4-0. Dopo uno squillo iniziale dei lagunari, sono gli orobici a prendere il pallino del gioco e a mantenerlo per tutta la partita. Nel giro di 12 minuti Mario Pasalic firma la sua doppietta personale, indirizzando il match sulla giusta via per i suoi. Gli inserimenti del croato saranno una vera e propria spina nel fianco per gli avversari. La loro reazione è minimale e non preoccupa i padroni di casa che non corrono mai enormi pericoli.

La ripresa vede i bergamaschi tornare a spingere sull’acceleratore, senza mai calare d’intensità. Il rischio potrebbe essere quello di buttare al vento quanto costruito nella prima frazione di gioco. Invece, i progressi vengono perfezionati. Il 3-0 è siglato da Teun Koopmeiners, al suo primo gol in Italia. Il quarto è ancora ad opera di Pasalic, che così sigla la sua tripletta personale. Il finale di gara vede poche emozioni, con i nerazzurri che scelgono di gestire in vista del big match contro il Napoli.

La squadra di Gian Piero Gasperini sta prendendo forma. Il Napoli è avvisato, deve trattare la Dea come una concorrente per lo Scudetto. I bergamaschi erano obbligati a vincere e l’hanno fatto con grande stile. Avere tanti uomini di qualità, come nel loro caso, permette di gestire la rosa al meglio. Non a caso, Mario Pasalic ha portato gol nonostante non sia un vero e proprio titolare. Per i discorsi di alta classifica c’è anche l’Atalanta. E le altre dovrebbero iniziare a preoccuparsi.

Per gli uomini di Paolo Zanetti è il momento di ricaricare le batterie. La sfida era proibitiva e, oggettivamente, non si poteva richiedere di più. Ma il rischio è che questa prestazione possa portare via qualche certezza. Il compito del mister è quello di ripartire da subito ed evitare un crollo psicologico che possa compromettere la stagione.

Salernitana-Juventus 0-2 (21’ P. Dybala, 70’ A. Morata)

La Juventus sbanca l’Arechi e trova tre punti preziosissimi contro la Salernitana. I ritmi del gioco sono abbastanza alti, e le occasioni arrivano da una parte e dall’altra. Però ad andare più vicini al gol sono gli ospiti, che riescono a siglarlo per merito di Paulo Dybala. Qualche minuto dopo arriva anche il raddoppio grazie a Giorgio Chiellini sugli sviluppi di un calcio di punizione. Gol che però viene annullato a causa di un fuorigioco di Moise Kean. La Vecchia Signora mantiene il controllo della partita senza però mai avvicinarsi realmente al secondo gol.

Nella ripresa l’atteggiamento dei piemontesi non cambia, e infatti il raddoppio non arriva. Tanto che i padroni di casa iniziano ad uscire fuori e a creare gioco, tanto da arrivare ad un passo dal pari. Il tiro di Luca Ranieri a porta sicura finisce sul palo. Queste azioni danno una scossa alla Juve che riesce a fare lo sforzo per trovare lo 0-2. La rete è ad opera di Alvaro Morata. Dunque, i campani non riescono più a reagire e si arrendono, motivo per cui i bianconeri riescono a gestire con calma. Nel finale, un fallo di Norbert Gyomber su Morata sta a significare un calcio di rigore per gli ospiti. Il penalty però, viene fallito da Dybala.

Massimiliano Allegri può sorridere a metà. In questo momento la vittoria era l’unico risultato davvero importante. Anche se la capacità di chiudere le sfide ancora non arriva. A questa squadra serve una nuova traccia e nuove soluzioni, perché quelle attuali non convincono fino in fondo. I tre punti non si buttano, ma bisogna fare altro per rimettersi in carreggiata.

Sconfitta per gli uomini di Stefano Colantuono. La sfida non era delle migliori per ottenere punti, ma quelle proposizioni in avanti hanno dimostrato come la possibilità di pareggiare i conti ci fosse. Ai granata serve maggior voglia di fare e qualche ritocco alla rosa per poter ambire alla salvezza. Al momento, evitare la retrocessione è molto difficile. Soprattutto se la situazione societaria dovesse aggravarsi ulteriormente.

Bologna-Roma 1-0 (35’ M. Svanberg)

La Roma viene sconfitta da un Bologna sempre più vicino alla zona Europa. Nell’avvio di gara entrambe le squadre hanno provato a creare qualcosa in attacco e a mantenere un buon ritmo. Non sono mancate occasioni da una parte e dall’altra. A condizionare la partita dei felsinei ci pensa l’infortunio di Marko Arnautovic, che lo costringe ad uscire dal campo. Cosa che però non ha fatto arretrare i rossoblù, che sono passati in vantaggio grazie ad un tiro da fuori di Mattias Svanberg. La reazione dei giallorossi non si fa attendere, ma davanti ai tentativi si è opposto alla grande Lukasz Skorupski.

Nella ripresa ad infortunarsi è Stephan El Shaarawy, costringendo gli ospiti a schierarsi in maniera iperoffensiva alla ricerca del gol del pari. Tuttavia, le occasioni arriveranno solo nel finale. In più occasioni i capitolini hanno sfiorato il pareggio, ma Skorupski, in serata di grazia, ha impedito ciò. Alla Roma viene anche tolto un rigore precedentemente assegnato per fallo di Nicolas Dominguez su Henrikh Mkhitaryan. La causa è un fuorigioco dell’armeno. Il match finisce con la vittoria dei padroni di casa.

Grande soddisfazione per Sinisa Mihaljovic. Sicuramente il Bologna ha avuto un po’ di fortuna, ma questa aiuta gli audaci. E la sua squadra lo è. In questa annata è impossibile non notare la crescita e la cattiveria dei suoi. Negli scorsi campionati i felsinei avrebbero sicuramente fallito partite simili a causa di alcune sciocchezze o per mancanza di cattiveria. Questi miglioramenti non sono casuali, e sono uno dei motivi per cui i rossoblù possono togliersi qualche sfizio.

Perde la squadra di José Mourinho. Non è una sconfitta molto negativa, specie per le prestazioni di alcuni interpreti. Ma sicuramente non può far bene allo già scarso morale dei giallorossi. Le squalifiche di Tammy Abraham e Rick Karsdorp potrebbero risultare molto pesanti visto che alla prossima c’è l’Inter. Per non mettere eccessivamente a rischio la corsa per l’Europa c’è bisogno di riprendere la condizione psicologica, perché le dirette concorrenti non stanno a guardare.

Lazio-Udinese 4-4 (34’ C. Immobile, 51’ Pedro, 56 S. Milinkovic-Savic, 79’ F. Acerbi – 17’, 32’ Beto, 44’ N. Molina, 90+9’ T. Arslan)

All’Olimpico è andata in scena una delle partite più folli di questa stagione. La Lazio prima va sotto per 1-3 contro l’Udinese, per poi portarsi sul 4-3 e subire il 4-4 all’ultimo respiro. Nel corso della sfida, i padroni di casa hanno cercato di mantenere il pallino del gioco, mentre gli ospiti hanno fatto affidamento su veloci ripartenze. I biancocelesti non riescono a sfondare e addirittura passa in svantaggio. Il colpo di testa di Beto risulta imprendibile per Pepe Reina. I friulani sono ben organizzati e colpiscono ancora in contropiede con l’attaccante portoghese. I biancocelesti non ci stanno e con il solito Ciro Immobile ritornano in partita. Ma tempo di alcuni minuti e i bianconeri siglano un altro gol. Stavolta l’autore è Nahuel Molina.  

Durante la ripresa la Lazio esce molto più convinta e con la voglia di riprendere il risultato. Al minuto 51 Pedro accorcia le distanze per i suoi, e 5 minuti più tardi Sergej Milinkovic-Savic con un pezzo d’arte pareggia i conti. Proprio mentre i biancocelesti sembrano avere in mano il match, il copione cambia ancora. Un minuto dopo il gol del pari, Patric riceve il secondo giallo molto ingenuamente. I bianconeri, nonostante la superiorità numerica, non riescono ad approfittare. Anzi, al minuto 70 anche loro restano in 10. Stavolta a commettere una grave ingenuità è Molina.

I padroni di casa hanno dunque la possibilità di tornare a proporre. Il gol del vantaggio è di Francesco Acerbi, convalidato dopo una lunga revisione al Var. La reazione dei friulani non arriva, motivo per cui il match sembra destinato a terminare. Ma le sorprese non sono finite. Nell’ultima occasione, al termine di un lunghissimo recupero, Tolgay Arslan pesca l’angolino e dà a questa partita un altro epilogo. Subito dopo nasce una rissa che porta all’espulsione di Walace. È la conclusione di una sfida tra le più assurde degli ultimi anni.

Maurizio Sarri deve lavorare sulla fase difensiva dei suoi. La retroguardia laziale è risultata fin troppo fragile, e le veloci ripartenze degli avversari sono state una spina nel fianco. 8 gol subiti in due partite sono troppi. Una nota positiva di questo match è l’aver scoperto quanto siano impattanti le qualità individuali dei biancocelesti. I gol di Pedro e Milinkovic-Savic certificano come questa squadra abbia la possibilità di sbloccare certe situazioni anche con dei colpi da genio. Ora l’obiettivo è quello di riprendere subito a marciare, perché la corsa per l’Europa vede numerose contendenti.

Buona dimostrazione per gli uomini di Luca Gotti. La partita è stata preparata molto bene, e il primo tempo interpretato quasi alla perfezione. L’emersione di Beto permette di avere quell’uomo in grado di fare gol. In questa occasione è anche stata sfruttata al meglio l’opportunità per riprendere un match che sembrava perso. In tante occasioni l’Udinese non ha ottenuto vari riscontri proprio per questa capacità di saper “prendere” i risultati, perdendo spesso per un soffio. Stavolta questa bravura non è mancata, ed ha portato un pareggio tutto sommato meritato.

Fiorentina-Sampdoria 3-1 (23’ J. Callejon, 32’ D. Vlahovic, 45’ R. Sottil – 15’ M. Gabbiadini)

Torna a vincere la Fiorentina, che ritrova il suo smalto e supera la Sampdoria. Dopo un avvio in cui i padroni di casa attaccano a testa bassa, a passare in vantaggio sono i doriani grazie a Manolo Gabbiadini. Per lui è il primo gol in questo campionato. I viola non ci stanno e fin da subito impongono il loro ritmo asfissiante. Il pareggio è questione di minuti. A firmare è José Maria Callejon, anche lui al primo gol in questo torneo. Il gioco dei gigliati inizia a divenire molto duro da reggere per i blucerchiati. Di conseguenza, arriva il 2-1. Al termine di una bella azione, a ribadire in porta è il solito Dusan Vlahovic. Nel finale di tempo c’è spazio per il gol di Riccardo Sottil, che amplia ancor di più il vantaggio dei padroni di casa.

Nella ripresa, gli ospiti provano a creare delle azioni pericolose, ma senza mai mettere eccessiva pressione agli avversari. Non mancano le palle gol, ma il coraggio di rischiare sì. La viola non è mai andata in sofferenza ed è riuscita a gestire al meglio il doppio vantaggio, riuscendo ad ottenere i meritati 3 punti senza eccessivi affanni nella ripresa.

Vincenzo Italiano ritrova la vittoria dopo la sfortunata sconfitta subita contro l’Empoli. La sua Fiorentina ritrova lo smalto che l’ha spesso distinta in questo campionato. Gioco frizzante e propositivo: questa la ricetta per rivitalizzare un ambiente che in questi anni ha anche corso grossi rischi. La classifica dice che si può anche sognare un posto per l’Europa, ma anche se non arrivasse, non sarebbe un fallimento. Il primo passo è quello di ritrovare allegria, poi per i grandi risultati ci sarà tempo.

Un passo indietro per Roberto D’Aversa e i suoi dopo gli ultimi due risultati positivi. Rimettere in carreggiata questa Sampdoria non è facile, e le due vittorie consecutive non potevano essere indicativo di aver risolto ogni problema. Per salvare la situazione c’è bisogno di tanto lavoro e soprattutto più coraggio. Che al momento è una mancanza dei doriani. Il tempo per rimediare agli errori c’è, basta saper trovare la giusta mentalità per andare a prendersi posizioni di classifica più degne per la rosa a disposizione.

Torino-Empoli 2-2 (10’ T. Pobega, 15’ M. Pjaca – 34’ S. Romagnoli, 72’ A. La Mantia)

Torino ed Empoli si dividono la posta in palio. La prima mezz’ora del match è stata dominata dai granata, che non hanno lasciato un attimo di tregua agli avversari. Il gol del vantaggio è ad opera di Tommaso Pobega, nato da un pasticcio della difesa dei toscani. Qualche minuto più tardi, Marco Pjaca con un’azione personale, raddoppia. A cambiare l’inerzia della sfida ci pensa l’espulsione di Wilfried Singo per un fallo ai danni di Federico Di Francesco. Qualche minuto più tardi, Simone Romagnoli fa 2-1 sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Nella ripresa, a causa dell’inferiorità numerica, i granata hanno cercato di difendere il vantaggio proponendosi pochissimo davanti, lasciando il pallino del gioco agli avversari. La resistenza dei padroni di casa è durata fino al minuto 72, quando Andrea La Mantia ha siglato il gol del definitivo pareggio.

Per gli uomini di Ivan Juric finisce in parità. Se nella prima parte di gara si era vista una squadra pimpante, nel secondo tempo l’atteggiamento è stato fin troppo rinunciatario. In certe occasioni, i granata dovrebbero provare a proporre qualcosa in più, perché non sempre si è in grado di difendere davanti ad un assalto continuo di un avversario. Bisogna ripartire dalla prima mezz’ora. Per la banda di Aurelio Andreazzoli è l’ennesima buona dimostrazione. La difesa ha scricchiolato sui gol subiti, ma c’è stata anche un’ottima reazione favorita sì da un episodio, ma che i suoi sono stati bravi a sfruttare. Il 2-2, per come si era messa questa sfida, è un buon riscontro.

Hellas Verona-Cagliari 0-0

Pareggio per l’Hellas Verona contro un Cagliari che trova un altro risultato utile ma non decolla. Sin dall’inizio, a proporsi in avanti sono gli scaligeri, ma senza mai sfondare particolarmente. I ritmi della prima frazione di gioco non sono eccezionali. Qualche volta gli ospiti hanno provato a farsi vedere in avanti, ma senza mai fare male. Nella ripresa salgono i nervi per una rissa scoppiata tra Giovanni Simeone e Naithan Nandez che coinvolgerà altri elementi. L’arbitro Matteo Marcenaro, alla sua prima direzione in Serie A, la risolve estraendo tre cartellini gialli. L’Hellas prova a martellare, ma Simeone non è in giornata. Lo è invece Boris Radunovic, ex di partita e portiere dei sardi che sostituisce Alessio Cragno. Le parate del serbo sono decisive per tenere i rossoblù a galla e dare loro il terzo pareggio consecutivo.

Per gli uomini di Igor Tudor arriva un pareggio. Non è da vedere come un passo falso. Tuttavia, è mancato qualcosa in fase di definizione. Nonostante il grande avvio, non si può chiedere troppo al Verona. Il piazzamento attuale in classifica è già un buon risultato. Walter Mazzarri trova il terzo risultato utile consecutivo, ma non basta ad allontanare definitivamente i fantasmi. Ottima la prova difensiva dei suoi, ma serve qualcosa in più per provare ad uscire da questo brutto momento. Ci sono tutte le carte in regola per farlo, però bisogna anche volerlo.

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