Il Punto sul Campionato – Napoli egemonico. L’Inter insegue. L’Atalanta non si ferma. Crollano Milan, Juve e Lazio. Tutti i temi della quattordicesima giornata

La quattordicesima giornata di questa Serie A ha visto parecchio movimento tra le big. Il Napoli, con una prestazione di altissimo livello, torna ad essere la capolista solitaria, annientando la Lazio, che continua a riscontrare problemi. L’Inter insegue la vetta, superando il Venezia e cercando di rosicchiare punti il più possibile. L’Atalanta vince ancora. All’Allianz Stadium gli orobici hanno avuto la meglio di una Juventus ormai sempre più in difficoltà. Crolla anche il Milan, che viene travolto dal Sassuolo e si riscopre vulnerabile. La Roma pur non convincendo vince sul Torino e non si allontana dalla corsa per la zona Champions League.

Napoli-Lazio 4-0 (7’ P. Zielinski, 10’, 29’ D. Mertens, 85’ F. Ruiz)

Un Napoli atomico si abbatte sulla Lazio senza lasciarle scampo. Fin dai primi momenti della sfida, i partenopei hanno cercato di imporre il proprio gioco, mentre i biancocelesti si sono affidati a delle ripartenze. E si nota subito come i padroni di casa siano decisamente più in partita. Dopo appena 7 minuti, Piotr Zielinski sblocca il risultato. È l’inizio di un dominio totale. Dopo una manciata di minuti, a salire in cattedra è Dries Mertens, che al termine di un’azione geometrica finalizza con gran classe il gol del raddoppio. Gli ospiti provano anche a reagire, senza però creare enormi preoccupazioni presso la retroguardia avversaria. Ma è una sfida ormai segnata, e al minuto 29, con uno stupendo arcobaleno, Mertens impone il suo dominio, oltre che quello del Napoli. I ritmi restano alti, e vista la proiezione offensiva degli avversari, gli azzurri provano a sfruttare dei contropiedi, senza però arrotondare.

La ripresa si svolge su ritmi più contenuti, con i partenopei ormai sazi e i biancocelesti non più in partita. La velocità cala, l’intensità si abbassa, e di occasioni se ne vedono molte meno. Anche se a rendersi più pericolosi sono sempre i padroni di casa, che si sono spesso avvicinati al quarto gol. Proprio nelle battute finali, quando tutto sembrava accomodato per il rientro negli spogliatoi, Fabian Ruiz sfodera un meraviglioso tiro dalla distanza su cui Pepe Reina non può nulla. È la rete del 4-0 finale che fa esplodere di gioia gli azzurri che così tornano da soli in vetta.

Luciano Spalletti ha potuto vedere il suo miglior Napoli stagionale. Questa vittoria è una grande dimostrazione di forza. Dopo due risultati negativi non era facile imporre un simile dominio su una squadra tutt’altro che debole. Oggi la Lazio è sembrata impotente, e se lo è stata, è soprattutto per i meriti dei suoi, che non hanno mai lasciato scampo e non sono mai arretrati di un centimetro. Questa prova può essere determinante per proseguire il percorso. E può essere fondamentale per costruire una base che porti a lottare per lo scudetto fino all’ultimo.

Malissimo gli uomini di Maurizio Sarri. Una vera e propria disfatta quella che è andata in scena al Maradona. La difesa ha ballato troppo e la squadra ha perso lucidità man mano che gli avversari hanno iniziato a macinare gioco. Segnale che il percorso per vedere il team al top è ancora lungo, e non ci si può accomodare mai. Al momento però, non ci si può permettere di sognare troppo in grande.

Juventus-Atalanta 0-1 (28’ D. Zapata)

All’Allianz Stadium vince l’Atalanta, confermando il rendimento negativo della Juventus. Nella prima parte di gara le squadre si studiano, aspettando il momento giusto per sferrare l’attacco decisivo. A mantenere maggiormente il pallone tra i piedi sono gli orobici, che pur senza far male si rendono più insidiosi, L’equilibrio del match viene rotto come al solito da Duvan Zapata. Su un pallone recuperato è ben servito e non può far altro che portare in vantaggio i suoi. Si attende una reazione dei bianconeri, che però è molto scialba e non vede occasioni degne di nota.

Nella ripresa i padroni di casa provano ad attaccare maggiormente, ma anche in questo caso gli assalti non incutono grande timore presso la difesa dei bergamaschi, che regge molto bene. I nerazzurri hanno deciso di gestire il vantaggio senza cercare di scoprirsi troppo. Il copione dell’incontro prosegue per tutta la durata del secondo tempo, ad eccezione di qualche tentativo più pericoloso da parte della Juve. Assalti che però non bastano per rimontare la sfida.

Periodo nero per la squadra di Massimiliano Allegri. Questa settimana è decisamente da dimenticare, e non solo per i risultati. Il gioco espresso non convince, e i bianconeri sembrano impotenti davanti ad alcune situazioni. Urge trovare delle nuove soluzioni, perché quelle attuali non porteranno molto lontano. La classifica in questo momento della stagione non può mentire. Bisogna porre rimedio per evitare che le problematiche psicologiche non si estendano fino a rendere questa annata un vero e proprio incubo.

Può gioire Gian Piero Gasperini. Parlare di un’Atalanta fuori dai giochi per la lotta Scudetto al momento è pura follia. Nonostante i punti di distanza dalla vetta degli orobici sono sette, la condizione sembra essere migliore rispetto a quella degli scorsi anni. Di solito, a questo punto della stagione i punti erano di meno. Motivo per cui anche le grandi imprese nel girone di ritorno non permettevano di sognare più di tanto. Ora, vista la situazione, non c’è motivo per partire con delle imposizioni. I bergamaschi non ci sono solamente per la lotta Champions, ma anche per qualcosa in più.

Milan-Sassuolo 1-3 (21’ A. Romagnoli – 24’ G. Scamacca, 33’ S. Kjaer (A), 66’ D. Berardi)

Cade il Milan che viene inaspettatamente sconfitto dal Sassuolo. Anche se il campo racconta di come gli emiliani abbiano ampiamente meritato il successo. Di fatto, i padroni di casa sono durati appena 20 minuti. L’illusoria rete del vantaggio di Alessio Romagnoli a poco è servita. I neroverdi iniziato a macinare gioco e a imporsi sui rossoneri, senza lasciare loro un minuto di tregua. Nel giro di pochi minuti, Gianluca Scamacca, su un pallone perso dagli avversari, pareggia i conti con un siluro dalla distanza. In seguito, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, una carambola è costata l’autogol a Simon Kjaer, portando il diavolo sotto nel punteggio. Ma quella reazione che ci si aspetta dai rossoneri non arriva.

Il secondo tempo vede ancora un dominio asfissiante dei neroverdi, che si impongono soprattutto a centrocampo. Quella che sembrava una corazzata si riscopre improvvisamente fragile e incapace di reagire davanti al dominio degli emiliani. Il terzo gol è inevitabile. Su un altro pallone perso a centrocampo, è abile Domenico Berardi a siglare il suo ennesimo gol al Milan. Nel finale, come se non bastasse, arriva anche l’espulsione di Romagnoli, per un fallo su Gregoire Defrel mentre era lanciato in porta. Un ulteriore duro colpo per i padroni di casa, che scoprono di avere alcune criticità.

Stefano Pioli dovrà concentrarsi su alcuni problemi emersi nelle ultime sfide. La fase difensiva si è dimostrata in affanno, visti i tanti gol subiti. Ciò che è mancato in questa partita è anche la capacità di reagire agli attacchi dell’avversario. Mai i rossoneri hanno dato l’idea di poter impensierire per davvero gli avversari. Il sogno scudetto non finisce certamente qui, ma queste ultime sfide di campionato sono la prova di quanto questo percorso sia difficile e pieno di ostacoli, e non scontato e spianato come sembrava apparire.

È sempre una gioia vedere squadre come quelle di Alessio Dionisi. Il suo Sassuolo, senza mai snaturarsi, ha annientato l’avversario. A riprova di quanto sia importante provare sempre a credere nelle idee e nei progetti moderni. È quasi impossibile replicare il lavoro di Roberto De Zerbi dopo una sola stagione, ma ci sono tutte le carte in regola per fare in modo che tra qualche anno questa squadra possa fiorire e tornare a fare grandi risultati.

Venezia-Inter 0-2 (34’ H. Calhanoglu – 90+6’ L. Martinez (R))

L’Inter continua a lanciare segnali, e batte un buon Venezia. I nerazzurri cercano fin da subito di tenere il match sotto controllo, ma devono fare i conti con l’ottima partita degli arancioneroverdi, che non sembrano affatto intimoriti e che chiudono molto bene gli spazi. I lagunari tengono fino al minuto 34, quando Hakan Calhanoglu con un forte tiro da fuori area scaglia in porta il pallone. Nonostante il gol del vantaggio, i padroni di casa non si arrendono e provano anche ad avvicinarsi alla porta difesa da Samir Handanovic.

Durante il secondo tempo, non mancano le occasioni dei veneti, che iniziano a proporsi maggiormente in fase offensiva. Tuttavia, sono gli ospiti a creare le occasioni più importanti e a sfiorare il secondo gol. Nel finale il Venezia si sbilancia, motivo per cui l’Inter prova a sfruttare il contropiede per bucare la difesa avversaria. All’ultimo pallone della partita, questa scelta viene ricompensata. Su un’altra occasione pericolosa dei nerazzurri, Ridgeciano Haps tocca con la mano in area di rigore, causando un penalty. Dal dischetto va Lautaro Martinez che fissa sullo 0-2 il risultato finale.

Altra vittoria per la squadra di Simone Inzaghi, che chiude così una settimana perfetta. Gli avversari non si sono mai arresi, motivo per cui questo successo ha molto più valore di quanto sembri. I nerazzurri hanno dato una buona dimostrazione non abbassando il ritmo e cercando sempre il secondo gol. Sta venendo fuori anche il valore della rosa. L’emersione di Calhanoglu, tassello mancante del gruppo, ne è la prova. Il rendimento del turco sta facendo bene a tutti. Ora l’obiettivo è quello di incutere timore al Milan e al Napoli, vincendo il più possibile.

Sconfitta per Paolo Zanetti, ma al termine di una sfida da non buttare. I suoi non si sono mai arresi, e hanno cercato fino alla fine di fare bella figura contro i campioni d’Italia. Ne vien fuori una squadra dura a perdere la concentrazione e con le idee ben chiare. Non sono arrivati punti, ma ci sono ulteriori segnali di come questo team sia sempre in grado di sorprendere.

Roma-Torino 1-0 (32’ T. Abraham)

La Roma soffre, ma riesce a battere il Torino. La gara si sviluppa su ritmi lenti e su tanta attesa. Nessuna delle due compagini riesce a sfondare seriamente e a impensierire l’avversario. A preoccupare i giallorossi ci pensa l’infortunio di Lorenzo Pellegrini. Proprio mentre gli ospiti sembrano aver trovato la giusta quadratura, i padroni di casa trovano il vantaggio. La rete è siglata da Tammy Abraham. Nel finale di gara ci sarebbe spazio anche per un calcio di rigore per i romanisti. Tuttavia, dopo una revisione al Var, non viene confermato a causa di uno sfortunato fuorigioco dell’autore del gol.

Nella ripresa si mantengono i ritmi bassi della prima frazione di gioco, e nonostante il possesso, i granata non riescono a sfondare. La Roma trova aria soprattutto con giocate individuali, in particolare di Nicolò Zaniolo. Nel finale è il Toro a preoccuparsi per un infortunio capitato ad Andrea Belotti, che esce dolorante dal terreno di gioco. I granata tentano l’assalto finale, i giallorossi si chiudono cercando di mantenere il punteggio, riuscendoci.

José Mourinho vince e si riporta vicino alla zona Champions, ma la situazione non è quella ideale. I risultati fino ad ora non sono negativi, ma mancano di continuità, fino ad ora il vero problema della Roma. Bisogna recuperare l’entusiasmo di inizio stagione a imporsi, perché il buon lavoro visto nelle prime uscite stagionali al momento sembra essere smarrito. Tuttavia, non è il momento di fare processi, perché c’è ancora tempo per vedere i giallorossi su alti livelli.

Altra dolorosa sconfitta per Ivan Juric. Ai suoi manca sempre quel guizzo per recuperare da situazioni di svantaggio in partite simili. Non è un caso che in più di un’occasione per i suoi sia finita con l’esito di 1-0. Resta di buono il lavoro svolto fino ad ora. Rimettere in carreggiata questa squadra è la vera grande sfida stagionale a cui è sottoposto il tecnico. E per il momento non si può dire che abbia fallito.

Empoli-Fiorentina 2-1 (87’ F. Bandinelli, 89’ A. Pinamonti – 57’ D. Vlahovic)

Colpo dell’Empoli che batte la Fiorentina in rimonta al termine di una sfida in cui ha sofferto a lungo il gioco degli avversari. Dopo una prima parte di gara in cui i padroni di casa hanno coperto piuttosto bene, sono venuti fuori i viola. Alcune occasioni hanno creato degli spauracchi presso la difesa empolese, anche se gli ospiti non sono riusciti a sfondare. Nella ripresa i gigliati crescono maggiormente e creano un numero considerevole di palle gol, fino a passare in vantaggio. Ad aprire le danze è Dusan Vlahovic, che indirizza la partita. Nei minuti successivi i padroni di casa continuano a difendere, vista l’enorme foga degli avversari, che però non riescono a chiudere i conti. E ciò si rivelerà fatale. Nel finale, su un errore della difesa viola, Filippo Bandinelli pareggia a sorpresa il risultato. Due minuti più tardi, sarà Andrea Pinamonti a firmare l’inaspettata vittoria per l’Empoli.

Per Aurelio Andreazzoli è una grande soddisfazione. I suoi hanno disputato incontri decisamente migliori come qualità di gioco. Però, questa vittoria è importantissima, perché arrivata al termine di un match fatto di sofferenza. Per altre occasioni ci sarà la possibilità di ritrovare lo smalto, ma al momento bisogna godersi questo successo.

Beffa che ha del clamoroso per gli uomini di Vincenzo Italiano. L’esito non mostra il reale andamento della partita, che ha visto dominare in lungo e in largo i viola, salvo due sciocchezze commesse in difesa. Sta qua il difetto principale della Fiorentina: l’ingenuità. Ancora una volta, i gigliati hanno perso punti per errori che potevano essere evitati. L’obiettivo è lo stesso: proseguire per la solita traccia. Perché non può essere un ko simile a frenare questo interessante progetto.

Sampdoria-Hellas Verona 3-1 (51’ A. Candreva, 77’ A. Ekdal, 90’ N. Murru – 37’ A. Tameze)

Successo molto importante della Sampdoria, che supera l’Hellas Verona frenando la loro marcia. Nel primo tempo a farla da padrone sono stati gli scaligeri. La loro pressione ha costretto la Samp a rintanarsi in area, per poi gradualmente venir fuori. Proprio quando le cose sembravano a posto, il tiro deviato di Adrien Tameze porta in vantaggio i gialloblù. La ripresa però, vede un cambio di rotta. I padroni di casa escono molto più convinti e aggressivi, e dopo qualche minuto pareggiano la partita con il solito Antonio Candreva. Di fatto, il match finisce nelle mani dei blucerchiati, che rendono molto difficile la vita ai veneti. Al minuto 77 arriva il meritato vantaggio dei doriani grazie al colpo di testa di Albin Ekdal. L’ottima ripresa della Samp si chiude con un altro gol, stavolta di Nicola Murru.

Vittoria convincente per gli uomini di Roberto D’Aversa. Questa può essere una svolta per la Sampdoria. Dopo una prima parte di stagione molto difficile, sembrano esser venute fuori le giuste motivazioni. Le carte in regola per venir fuori da questa dura situazione ci sono, e questo successo può essere quello determinante. Perde la squadra di Igor Tudor. Il cammino degli scaligeri resta ottimo, ma bisogna evitare di subire altri cali come questo. L’Hellas visto in questa sfida si è visto solo per un tempo. Ora c’è da lavorare affinché questo sia solo un incidente di percorso.

Udinese-Genoa 0-0

Non si fanno male Udinese e Genoa. Una gara nella quale perlopiù ha dominato la prudenza. Entrambe le squadre hanno cercato di non scoprirsi, in particolare gli ospiti che si sono affidati ad una solida difesa e hanno provato a far male con alcune fiammate. Il primo tempo ha visto dopo pochi minuti l’infortunio di Roberto Pereyra. Con il cambio d’assetto, i padroni di casa hanno iniziato a macinare gioco, ma dimostrandosi piuttosto sterili in fase offensiva. I rossoblù però non mollano e tengono testa agli avversari. Nella ripresa il ritmo della partita cala ulteriormente, le due squadre non riescono a farsi male se non con alcuni attacchi improvvisi. Nel finale, una golosa occasione per entrambe, che tornano a casa con un punto.

Altro pareggio per gli uomini di Luca Gotti. La problematica maggiore dei suoi sta proprio nella fase offensiva. Per gli elementi a disposizione i gol realizzati sono ben pochi, e questo può pesare durante una stagione. Non bisogna allarmarsi in maniera eccessiva, ma è necessario lavorare meglio su quest’aspetto. Perché spesso l’Udinese arriva vicino all’obiettivo senza però centrarlo. Primo punto per Andriy Shevchenko. Fare miracoli dopo due partite con questa rosa è assai proibitivo, ma i suoi si sono distinti soprattutto per la buona fase difensiva e per i pochi spazi concessi agli avversari. Ci vorranno più partite per misurare il valore del suo lavoro e se ci sono possibilità di togliersi da certi discorsi.

Spezia-Bologna 0-1 (83’ M. Arnautovic (R))

Il Bologna ha la meglio sullo Spezia pur non brillando al massimo. Nel primo tempo i felsinei hanno proposto qualcosa ma senza sfondare. I due legni colpiti dai rossoblù non sono stati indice di una enorme pericolosità. Gli aquilotti invece si sono affidati alle ripartenze. Nella ripresa i liguri hanno provato a venir fuori, ma sono stati gli emiliani a creare le occasioni più importanti, talvolta risultando sfortunati. La svolta arriva quando viene assegnato un calcio di rigore agli ospiti, per un tocco con il braccio di M’Bala Nzola. Marko Arnautovic segna e porta avanti i suoi, firmando così una vittoria molto importante.

Per gli uomini di Sinisa Mihajlovic questo è un successo che ha un certo peso. I punti conquistati fino ad ora sono tanti, e i riscontri sono spesso positivi. Bisogna però testare ulteriormente questa crescita, poiché ci sono ancora alcuni dubbi riguardo questo andamento più che buono. Per Thiago Motta è un ko che può portare delle preoccupazioni. Il suo lavoro c’è, ma non basta se si vuole puntare alla salvezza. Ci sono tanti problemi a cui rimediare, e in alcuni di questi il tecnico c’entra ben poco. C’è necessità di trovare urgentemente punti pesanti per potersi tenere a distanza dalla zona retrocessione.

Cagliari-Salernitana 1-1 (73’ L. Pavoletti – 90’ F. Bonazzoli)

Lo scontro salvezza di questa giornata termina 1-1. Durante la prima frazione di gioco a farla da padrone è stata la paura. Le squadre hanno cercato di non scoprirsi, evitando di farsi del male. Il risultato è una sfida rognosa, fallosa. Nella ripresa, escono fuori i sardi che provano ad attaccare a più riprese. I tentativi si fanno sempre più intensi, tanto che Leonardo Pavoletti riesce a siglare la rete dell’1-0. Da quel momento, il match si spegne, e sembra avviato a concludersi con la vittoria dei padroni di casa. Ma al minuto 90 arriva la beffa, firmata da Federico Bonazzoli. L’attaccante granata è bravo a sfruttare un buco nella difesa degli avversari e a regalare un punto ai suoi.

Esito amarissimo per gli uomini di Walter Mazzarri. La sfida sembrava essere vinta, e invece sono andati via altri due punti che sarebbero stati importantissimi. Il momento psicologico degli isolani è tragico, visto il valore della rosa. E i segnali di ripresa non accennano ad arrivare. Pari quasi insperato per Stefano Colantuono e i suoi. Tuttavia, la partita non è stata positiva e il gol è arrivato per una casualità. Serve altro per poter ambire alla salvezza.

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