Un amore complicato

Ti avrei dato tutto

Se fossimo in un romanzo di Nicolas Paolizzi definiremmo il rapporto fra Lorenzo Insigne e la dirigenza del Napoli quasi un amore complicato, uno di quelli in cui avresti voluto dare tutto, ma alla fine per un motivo o per un altro la distanza è talmente tanta che è inevitabile un allontanamento. Un amore, che per quanto forte e viscerale sia, sembra destinato a finire a meno che uno dei due non decida di fare un passo indietro e mettere da parte le proprie ragioni per il bene comune. Ed è proprio questo quello che si augurano tifosi e addetti ai lavori, che Insigne lo vorrebbero vedere sempre con la maglia azzurra indosso, con quella 24 sulle spalle e la fascia da capitano che non si stacca neanche a fine partita, se la porta negli spogliatoio e poi gelosamente la ripone, quasi in segno di rispetto.

Autocritico, severo con sé stesso e molto emotivo: è questo Lorenzo Insigne, l’espressione di tutti i napoletani, lui che sorride quando i tifosi lo acclamano o gli chiedono anche solo un’attenzione, ma che poi dentro di sé nasconde turbamenti e pensieri. Spesso avrebbe voluto dare di più, per se stesso ma anche per i suoi tifosi che troppe volte ha visto soffrire e che mai vorrebbe rivedere in quello stato, soprattutto per colpa sua. Un po’ come in quella notte di fine febbraio, finale di Supercoppa contro la Juventus, il pallone del possibile 1-1 che avrebbe raddrizzato la partita era suo, ma dagli 11 metri sbaglia e sappiamo tutti poi come andò a finire. Quelle lacrime accompagnate anche da quelle dei tifosi, si trasformarono subito in post di vicinanza al capitano e anche lì tutto l’amore dei tifosi per il proprio capitano è venuto fuori.

Un amore che però non muore mai, sempre vivo che si nutre della passione e dell’affetto quotidiano. Ogni partita giocata al massimo per non avere mai un rimpianto, anche quando i tifosi inverosimilmente lì non c’erano ma seguivano da casa la partita e soffrivano insieme a lui. Come scrive proprio Paolizzi in uno dei suoi romanzi: “Con te ho messo sempre tutto il cuore, per non avere mai nessun tipo di rimpianto“. Nessun rimpianto, in ogni caso, perchè questa volta se il lieto fine non si può scrivere non è del tutto colpa sua.

Amori difficili

Storie di coppie che non si incontrano: è questa, sembra suggerire Calvino stesso nella sua raccolta, l’essenza degli amori difficili. Un po’ come quello che è il rapporto fra Lorenzo e il Presidente, che distante e schivo cerca di evitare il confronto con il proprio capitano quasi a voler rimandare una guerra già annunciata, per paura di far divampare un fuoco ormai già appiccato. “Forse il titolo che meglio potrebbe definire ciò che questi racconti hanno in comune sarebbe Amore e assenza“, scrive nell’introduzione l’autore, consapevole come i nostri protagonisti, che il loro rapporto è ormai macchiato da qualcosa che va ben oltre il rapporto puramente professionale.

A scandire e animare i racconti di questa raccolta di Calvino e accomunarli è una zona di silenzio al fondo dei rapporti umani, come i silenzi e le mancanze che Lorenzo in questa permanenza di ritiro ha vissuto fino all’inevitabile confronto; confronto che però non è arrivato con il diretto interessato.

Nel cuore di questo sole era silenzio” sì, solo silenzio assordante paradossalmente, che vale più di mille parole. E questo ‘Il Magnifico’ lo ha capito bene. Lo si vede negli atteggiamenti che a Castel di Sangro dopo qualche giorno di allenamento si trasformano in gesti quasi per richiamare l’attenzione. Saluta a stento qualche tifoso e poi nella sacralità dello spogliatoio confessa che tutte le voci su un suo addio non sono poi così false, scatenando il gelo e gli interrogativi dei compagni.

Amore amaro

“Un amore che potrà fermare solo Dio”

Lo pensavamo tutti, un amore indissolubile che niente e nessuno avrebbe potuto fermare, e che anche quell’entità ultraterrena che amministra tutte le cose neanche si sarebbe azzardata a scindere. Un legame quello fra il Napoli e Lorenzo Insigne che da sempre vige nella sacralità del tifo prima e dell’appartenenza calcistica poi, ed inevitabilmente le due cose sono strettamente collegate. Sì, perchè Lorenzo del suo Napoli è prima tifoso e poi uomo squadra, quasi non gli sembrava vero di scendere in campo con quella maglia, che da piccolo tante notti sognava e che anche nelle notti di Champions ha vestito coronando il suo sogno.

Una storia che sembrava destinata al lieto fine, forse lo è ancora, ma che per il momento vive di scenari tutt’altro che piacevoli, che hanno trasformato quella favola d’amore in un amore amaro. Un amore, come descrive anche Gigi Finizio, amaro proprio per il suo atipico e controverso modo di essere, fatto anche di litigi e piccoli dispetti che alla fine si ricongiungono perchè l’attrazione è troppo forte.

Un amore che Lorenzo ha ribadito ancora, e ha fatto sapere pubblicamente di non voler lasciare Napoli. Effettivamente perchè dovrebbe lasciare Napoli, la sua terra, la sua famiglia e i suoi tifosi. Ma se da entrambe le parti non ci sarà la voglia di continuare insieme, con lo stesso entusiasmo e le stesse condizioni, allora Lorenzo inizierà a prendere in considerazione l’ipotesi di lasciare Napoli, rendendo veramente questo amore amaro.

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